Si inaspriscono le multe per quanti non rispettano, o non fanno rispettare, i divieti di fumare all'interno dei locali in cui è proibito in base alla Legge 11 novembre 1975 n° 584 (uffici pubblici, luoghi di lavoro, esercizi commerciali, ospedali, mezzi di trasporto, locali pubblici adibiti a pubblica riunione, sale cinematografiche etc.).Il divieto, per il momento, non si estende ai ristoranti, ai bar e alle discoteche – sebbene il ministro della sanità Girolamo Sirchia abbia in una recente intervista televisiva seriamente ipotizzato di estendere il divieto assoluto anche in questi locali - purché siano dotati di apposite aree destinate ai non fumatori, di impianti di aerazione in grado di garantire un ricircolo dell'aria e a condizione che rispettino le normative antincendio, di igiene e sicurezza sul lavoro previste dal decreto legge 626/94. L'art 52 della legge finanziaria 2002, nel contempo, ha incrementato sensibilmente le ammende, portando la sanzione amministrativa per quanti violassero il divieto di fumare, ad una somma che varia tra le 25 e le 250 Euro, destinate a raddoppiare se la violazione venisse commessa in presenza di una donna in evidente stato di gravidanza o di lattanti e bambini sino a 12 anni.
Ulteriori sanzioni, inoltre, sono stabilite a danno di chi, pur avendone la responsabilità, non appone o non fa rispettare i cartelli 'vietato fumare”.In questo caso la somma da pagare varia tra le 200 e le 2000 Euro destinate ad essere aumentate della metà nel caso di locali dotati di impianti di condizionamento d'aria non pienamente funzionanti o efficienti. Dal 1° Gennaio 2002, dunque, il rispetto della normativa viene lasciato non solo nelle mani dei soggetti responsabili di strutture pubbliche o private, ma anche di un'apposita sezione dell'arma dei carabinieri che avranno il compito di visionare sia gli impianti dei locali che il riguardo dei divieti. Con quest'ulteriore limitazione, la legge italiana segue il trend di numerose altre nazioni europee che, a partire dagli anni '90, hanno cominciato ad elaborare progetti di legge volti a tutelare i non fumatori all'interno di locali pubblici. A oggi, la sigaretta è vietata in numerosi ristoranti inglesi, guardata con sospetto nei bistrò francesi, che le destinano apposite aree, e tollerata, invece, in Germania dove rari sono i ristoranti o i bar che le proibiscono. Casi a parte sono, invece, gli Usa e la Russia: per i primi la tendenza è verso la proibizione totale, la seconda, invece, rimane uno degli ultimi paradisi per i fumatori, visto che le 'bionde” sono consentite più o meno ovunque.