Menu

Quotidiano di enogastronomia, turismo, ristorazione e accoglienza
Sabato 27 giugno 202616:07117.172 articoli pubblicati

Discover

Tradizione

Immagine ricetta

Ziti tagliati alla Genovese: il grande classico delle domeniche napoletane

Ziti tagliati alla genovese: cipolle di Montoro e carne di scottona cotte lentamente per ore fino a diventare una crema intensa e profumata. Un grande classico della tradizione napoletana, ricco e avvolgente

Tipologia Cucina: Tradizionale Campana
Categoria: Primo piatto
Difficoltà: Media
Costo: Medio
Tempo di preparazione: 350 minuti
Calorie: 620 kcal
18 aprile 2026 alle ore 10:30

Le candele/gli ziti spezzati alla genovese non hanno bisogno di presentazioni. Piatto simbolo partenopeo delle tavole domenicali e festive, essendo un piatto dalla lunga e lenta preparazione. Nata probabilmente nel XV sec, l’origine del nome è dibattuta: o dai marinai genovesi nel porto di Napoli o da un cuoco soprannominato "'O Genovese".

Preparazione

1

Affetta le cipolle molto sottilmente, con calma e precisione, perché una fetta fine permette alle cipolle di sciogliersi in cottura e diventare la vera salsa della genovese.

2

In una casseruola ampia e dal fondo spesso versa un filo abbondante di olio extravergine e fai rosolare la carne intera o in grossi pezzi a fuoco medio, girandola su tutti i lati finché prende un colore uniforme e profondo, quindi sala leggermente.

3

Se lo desideri, sfuma con vino bianco e lascialo evaporare completamente, aspettando che non resti più alcun sentore alcolico prima di proseguire.

4

Aggiungi tutte le cipolle in una sola volta, mescola per distribuirle bene intorno alla carne, abbassa subito la fiamma al minimo e copri con un coperchio lasciato leggermente socchiuso.

5

Lascia cuocere molto lentamente per almeno tre o quattro ore, anche cinque se hai tempo, facendo attenzione che la preparazione non frigga mai ma sobbolla appena, mescolando di tanto in tanto soprattutto sul fondo.

6

Durante la cottura le cipolle rilasceranno gradualmente la loro acqua, si ammorbidiranno e si trasformeranno in una crema scura e profumata; se dovesse asciugare troppo, aggiungi solo pochissima acqua calda, quanto basta per mantenere l’umidità.

7

A metà cottura regola il sale e continua la cottura fino a quando la carne risulterà tenerissima e le cipolle completamente disfatte, con un colore bruno intenso.

8

A fuoco spento lascia riposare la genovese coperta per almeno venti o trenta minuti, perché il riposo finale è fondamentale per far legare i sapori e ottenere la consistenza tipica, densa e avvolgente, della genovese napoletana.

9

A questo punto salta la pasta con il sugo per la parte finale, mantecando con un mestolo di acqua di cottura e servendo con abbondante parmigiano e pecorino.

Al centro della ricetta c’è la pasta IGP di Gragnano prodotta da ‘28 Pastai’, un pastificio artigianale di Gragnano che unisce la tradizione centenaria e la tecnologia, dando vita alla prima pasta IGP tracciata in blockchain e certificata Zero Pesticidi e glifosato. Frutto di due anni di ricerca guidata dall’AD Elena Elefante, la pasta nasce da una miscela esclusiva certificata di cinque grani duri italiani, per garantire qualità, salubrità e gusto. Realizzata con trafile in bronzo ed essiccazione lenta, è pensata per soddisfare sia i consumatori più esigenti che i professionisti della ristorazione. Una pasta buona, sana e sostenibile, anche nella confezione, infatti il pack è in carta e bioplastica, 100% riciclabile e riutilizzabile. Ogni formato ha un nome, una storia e un’anima: un omaggio ai volti e alle vicende dei 28 pastai che un tempo animavano i mulini della Valle di Gragnano.

© Riproduzione riservata

“Italia a Tavola è da sempre in prima linea per garantire un’informazione libera e aggiornamenti puntuali sul mondo dell’enogastronomia e del turismo, promuovendo la conoscenza di tutti i suoi protagonisti attraverso l’utilizzo dei diversi media disponibili”

Alberto Lupini

FacebookTwitterLinkedInWhatsAppEmail