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Sabato 27 giugno 202616:11117.172 articoli pubblicati

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Contemporaneo

Immagine ricetta

Mare e terra in Sardegna, di Tore Ladinetti

Questa ricetta nasce dall’incontro profondo tra il mare e la terra di Sardegna. L’ostrica, anima salmastra e selvaggia, viene avvolta in una pastella croccante per incontrare la morbidezza del cous cous allo zafferano

Tipologia Cucina: Italiana contemporanea
Categoria: Antipasto
Difficoltà: Media
Costo: Medio
Tempo di preparazione: 75 minuti
Calorie: 200 kcal
13 maggio 2025 alle ore 10:30

Questo piatto nasce dall’incontro profondo tra il mare e la terra di Sardegna. L’ostrica, anima salmastra e selvaggia, viene avvolta in una pastella croccante per incontrare la morbidezza del cous cous allo zafferano, in un abbraccio dorato che richiama il sole dell’isola. Il cous cous, sgranato e luminoso, ricrea la texture brillante delle mie spiagge: piccoli granelli d’ambra che raccontano la bellezza autentica della costa sarda.

Preparazione

1

Reidrata il cous cous con il fumetto di pesce caldo in cui avrai sciolto i pistilli di zafferano. Copri e lascia gonfiare. Sgrana con una forchetta e tieni da parte.

2

Cuoci il cavolo viola e la patata in acqua salata. Frulla fino a ottenere una crema liscia. Aggiusta di sale e setaccia per una consistenza vellutata.

3

Frulla le carote lesse con l’infuso caldo di camomilla. Aggiungi lo xantano mentre frulli fino a ottenere un gel denso. Lascia raffreddare.

4

Apri e pulisci le ostriche, tenendo da parte i gusci migliori. Sbollenta i gusci in acqua per qualche minuto. Prepara una pastella con farina di riso e birra fredda. Immergi e friggi le ostriche fino a doratura. Asciuga e sala leggermente.

5

Adagia il cous cous allo zafferano nel guscio d’ostrica, aggiungi l’ostrica in pastella. Decora con gocce di coulis di cavolo viola e gel di carota, alternando i colori.

La coulis di cavolo viola colora il piatto come un tramonto sulle rocce, mentre il gel di carota alla camomilla aggiunge un tocco floreale, delicato e inatteso. Un equilibrio tra consistenze, profumi e cromie, servito direttamente nel suo guscio, come fosse un racconto custodito dal mare.

 
 
 

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Alberto Lupini

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