Tra i piatti più autentici e identitari della Valle d’Aosta, il Favò racconta la storia di un territorio montano dove semplicità e sostanza si fondono in un’unica tradizione di gusto. Nato nel piccolo villaggio di Ozein, questo piatto povero ma generoso unisce ingredienti tipici della cucina d’alpeggio: le fave, simbolo di primavera e di lavoro nei campi; la Fontina DOP, emblema della produzione casearia valdostana; il burro profumato e il pane nero, protagonisti immancabili delle tavole di montagna.
Dalla montagna

Favò di Ozein, ricetta della tradizione valdostana
Nato nel villaggio di Ozein, questo piatto povero ma generoso unisce ingredienti tipici della cucina d’alpeggio: le fave, la Fontina DOP, emblema della produzione casearia valdostana, il burro e il pane nero
Preparazione
Tuffate le fave in abbondante acqua salata in ebollizione; dopo 3-4 minuti aggiungete i ditalini e portateli a cottura mescolando di tanto in tanto.
Mentre cuoce la pasta private la Fontina della crosta e tagliatela a cubetti di 1 cm; tagliate finemente l’erba cipollina e sbriciolate grossolanamente il pane nero. Poco prima del termine di cottura della pasta fate fondere il burro in una larga padella antiaderente e fatevi soffriggere l’erba cipollina e il pane finché risulterà croccante e dorato.
Scolate pasta e fave, trasferitele in una grossa ciotola e mescolatele con la Fontina a cubetti.
Condite la pasta con il burro e il pane dorato, rimettete tutto in padella, spolverizzate con una macinata di pepe; mantecate per qualche istante sul fuoco e servite subito.
Il risultato è una preparazione rustica e avvolgente, capace di trasmettere il calore delle case in pietra e la genuinità delle valli alpine. Un piatto di tradizione contadina che oggi viene riscoperto anche nelle cucine gourmet, abbinato a un calice di Müller Thurgau, per esaltare i profumi delicati delle fave e la cremosità della Fontina.

