Il Cannolo siciliano in origine era un dolce che si preparava in occasione del carnevale, poi successivamente si è trasformato in un dessert apprezzato in tutte le occasioni. In ogni caso la sua origine è sempre stata molto discussa. Ci sono pareri contrastanti, qualcuno attribuisce l’invenzione addirittura agli antichi Romani o ai Saraceni. Nel dizionario di Michele Del Bono (Dizionario Siciliano-italiano-latino, Palermo 1715) si legge: «Cannola: capelli arricciati-ricci-cincinni (pasta dilicatissima lavorata a foggia di cannello, pieni di bianco da mangiare. Tubus farinarius dulcissimo edulio ex lacte fartus)». Si nota chiaramente come il lemma in siciliano corrisponde alla definizione in lingua italiana e quindi in lingua latina. Quindi in sostanza tutti si vogliono attribuire l’invenzione del cannolo, ma pare che l’unica vincente e reale sia l’appartenenza siciliana, precisamente di un paese in provincia di Palermo, Piana degli Albanesi. Il nome, dato dalla forma, è legato alle canne del fiume cui veniva arrotolata, fino a pochi decenni fa, la cialda durante la sua preparazione.
Oggi, come avete ben capito, parleremo del cannolo dolce, rivisitato ovviamente in chiave gluten free. Le materie prime necessarie per realizzare questa ricetta sono facilmente reperibili, in quanto non hanno stagionalità e sono: le farine senza glutine “Fry Mix” Il Carrettino (il mio mix è studiato per resistere le temperature della frittura, indicato per tutti i dolci che richiedono questo tipo di cottura), granella di pistacchio di Bronte, uova, strutto, vino bianco, marsala, olio di girasole, zucchero, cacao amaro, ricotta di pecora, gocce di cioccolata fondente, arance candite, zucchero a velo.


