Ingredienti (per 8 persone):
Per la cassata: 300 g di ricotta di pecora, 80 g di canditi tagliati a cubettini piccoli, 4 gherigli di noce, 1 mandorla bianca tritata,  50 g di miele, 50 g di zucchero, 2,5 g di colla di pesce, 8 pallini di frutta di ribes
Per la salsa di fragola di bosco: 300 g di fragole, 150 g di zucchero, 100 g di acqua

Il dessert di Gramaglia, ripreso dall'antichità - La Cassata Oplontis dal 79 d.C. al 2015
Il dessert di Gramaglia, ripreso dall'antichità

Preparazione:
Per la cassata: amalgamare alla ricotta il miele e lo zucchero, setacciare e aggiungere la colla di pesce ammorbidita, i canditi, le noci, la mandorla; con questo impasto riempire degli stampini di silicone a forma di cilindro di 5 cm di diametro e 3 cm di altezza. Congelare in abbattitore per poi sformarli e conservarli in frigo facendoli decongelare lentamente.
Per la salsa di fragola di bosco: frullare le fragole, in un pentolino aggiungere alle fragole lo zucchero e l’acqua fino a quando lo zucchero sarà completamente sciolto; setacciare la salsa e raffreddarla.

Impiattamento: in un piatto piano bianco lucido adagiare due cucchiai di salsa di fragola in modo da creare un cerchio, al centro del quale inserire la cassata Oplontis; al centro di questa, inserire il pallino di frutto di ribes.  

Ispirazione: la “Cassata Oplontis” è un dolce raffigurato sulle mura della villa di Poppea, ad Oplonti, l’attuale Torre Annunziata, importantissima domus romana appartenente a Poppea Sabina, seconda moglie dell'imperatore Nerone, che, come molti altri esponenti del patriziato romano, prediligeva la costa campana, famosa già nell'antichità per la salubrità del clima e lungo la quale edificava sontuose ville residenziali (ville di otium). In questa domus è raffigurato su un muro un dolce chiamato, appunto, “Cassata Oplontis”. Dagli studi del “De Re Coquinaria” di Apicio, siamo venuti a conoscenza dei suoi ingredienti.

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