Sono appuntamenti con l’eccellenza in cantina e in cucina quelli che il St Regis Hotel di Roma e di Firenze organizzano nei rispettivi ristoranti nell’ambito del programma Winery with a kitchen per valorizzare il rapporto tra grandi etichette e gli interpreti della cucina gourmand.

Alfio GhezziAl Vivendo, ristorante romano dell'hotel, e al fiorentino Winter Garden, in due diverse serate, i rispettivi executive chefs Michele Griglio e Francesco Donatelli hanno accolto il collega stellato Alfio Ghezzi (nella foto) della Locanda Margon di Trento giunto con tutta la sua brigata di cucina e con un carico di squisitezze trentine. I suoi piatti sono stati gustati insieme alle etichette della Ferrari, la cantina della famiglia Lunelli titolare anche della locanda stellata.

Alfio Ghezzi - lo ricordiamo - è stato il vincitore della selezione italiana del Bocuse d’Or, anche se purtroppo il suo piatto a base di filetto irlandese non ha conquistato a Lione il palato dei giurati e neppure scalfito la loro rigidità nell’assegnare gli allori. Una delusione per la cucina italiana nel suo complesso, ma questa è un'altra storia.

Questa volta Ghezzi si è consolato con il calore e l’entusiasmo con cui è stato accolto il suo menu sia nella capitale che nella città dell’arte. Originali quanto gustosi i finger food serviti durante l’aperitivo con un Ferrari Perlé 2006: bocconcini serviti su tappi e gabbiette delle bottiglie di bollicine stappate.

Con la stessa etichetta è stato servito come antipasto un Merluzzo sfogliato con vichyssoise e zuppa al Perlé,  mentre con gli gnocchi, cremoso di patate e salmerino, polvere di patate viola e pancetta è stata abbinata una Riserva Lunelli 2004. A seguire Piccoli medaglioni di pescatrice su passata di carota allo zenzero, zucchine sott’olio con salsa di vesuviani e sale di cappero, abbinati a un Ferrari Perlè nero 2006. 

Per concludere in dolcezza una tatin al miele millefiori e gelato al fiordilatte. Col dessert è stata servita un’etichetta speciale, degna delle grandi occasioni: un Giulio Ferrari Riserva del fondatore 2001. E’ stato un brindisi simbolico a colui che creò il mito Ferrari 111 anni fa e al suo sogno realizzato di creare in Italia un vino ispirato al migliore champagne, convinto che il Trentino fosse la migliore terra per coltivare lo Chardonnay.

Cinquant’anni dopo la cantina fu acquistata dalla famiglia Lunelli che continuò sulla strada del fondatore: solo spumante metodo classico creato con uve trentine e con un forte spinta alla qualità, perseguita dalla vigna alla cantina. Mantenendo il carattere  di azienda familiare, i Lunelli hanno saputo confrontarsi con il mercato attraverso strategie imprenditoriali che hanno fatto di Ferrari più di un brand di successo, un mito internazionale nel campo del made in Italy.

In precedenza il programma del St Regis Hotel di presentare le migliori cantine in abbinamento agli chef di livello a loro collegati aveva visto esibirsi sempre a Roma e a Firenze lo stellato Paolo Barrale, allievo di Heinz Beck,  del ristorante Marennà di Sorbo Serpico, con piatti abbinati alle etichette dell’azienda campana Feudi di San Gregorio. E questo uno dei marchi simbolo del rinascimento enologico del sud Italia, impegnato nel valorizzare i vitigni tipici come l'Aglianico, il Fiano di Avellino e il Greco di Tufo. 

Il 24 e il 25 settembre sarà la volta delle Cantine Lungarotti che presenterà la cucina del ristorante Le Melograne di Torgiano (Pg) con lo chef Ciro D'Amico. Fondata da Giorgio Lungarotti nel 1962, l’azienda - oggi diretta dalle figlie Chiara e Teresa - ha offerto un contributo fondamentale a ritagliare una dimensione nuova e trainante per l’Umbria vitivinicola.



Alla Fondazione Lungarotti fanno capo ben due musei, uno del vino, definito dal New York Times come il più interessante a tema vitivinicolo d’Italia e l’altro dell’olio. Il gruppo Lungarotti offre anche  ospitalità, con il resort&spa Le Tre Vaselle, 5 stelle ospitato in una dimora seicentesca comprendente una Spa con trattamenti di vinoterapia.

Ultimo dei quattro appuntamenti previsti ai St Regis Hotels per Winery with a kitchen è quello con la cantina Baracchi e col suo ristorante Il Falconiere, con la presenza dello chef Richard Titi. L’azienda Baracchi di Cortona (Ar), nasce nel 2001 dall’idea di Riccardo Baracchi di dare continuità alla tradizione di famiglia, iniziata nel 1860, ma con una svolta di qualità e modernità.

I terreni di San Martino, sabbiosi e drenanti, sono caratterizzati dal Syrah e Sangiovese, mentre Gabbiano con il suo terreno argilloso è ideale per Cabernet e Syrah. Merlot e il Trebbiano prosperano nei vigneti di Montanare mentre nelle aree più alte è stato impiantato Pinot Nero che viene vinificato in purezza. Il Falconiere, ospitato nell'antica limonaia, propone una cucina dai solari sapori toscani, sempre nuova e creativa, con l'impronta di Silvia Regi Baracchi che è anche chef.

Prestigiose località del mondo fanno da sfondo ai 30 alberghi e resort che hanno capo al marchio St. Regis. Fondato da John Jacob Astor IV sotto l'insegna St. Regis Hotel a New York, più di un secolo fa, il nome St. Regis è noto per offrire una dimensione particolare del lusso, un servizio personalizzato e una raffinata proposta enogastronomica.

Piani di espansione del marchio includono destinazioni quali Riviera Maya e Asia, dove sono previste aperture di alberghi a Changsha, Chengdu, Kuala Lumpur, Lijiang, Nanjing, New Delhi e Zhuhai. Inoltre in Europa, Africa e Medio Oriente, St. Regis continua ad espandersi ad Abi Dhabi, Amman, Cairo, Dubai e Mauritius.