Il suo nome è dato dal distretto della Stiria (in Austria) dove era inizialmente coltivato, cioè 'Wildbach”, che significa letteralmente 'torrente selvaggio, non imbrigliato”. Quasi una profezia per questo vitigno inquieto, oggi autoctono trevigiano ma molto diffuso un tempo nelle campagne di Deutch-Lendberg, in una regione denominata Schilchergegend, ovvero 'zona del vino brillante”, per la particolare luminosità dei suoi vini rossi. Caratterizzato infatti da un luminoso color rubino, il Wildbacher Colli Trevigiani Igt Conte Collalto è frutto di un vitigno che giunse in Italia presumibilmente due secoli fa trovando nelle colline di Collalto l'unica zona italiana dove ambientarsi alla perfezione.

Tra le due sole cantine al mondo a produrre ancora questo vino c'è Conte Collalto, cantina millenaria con sede a Susegana (Tv), guidata dall'attuale proprietaria, la Principessa Isabella Collalto de Croÿ (nella foto). L'azienda è oggi la più antica e più ampia proprietà vitivinicola della provincia di Treviso e comprende oltre 150 ettari di vigneto: un autentico giardino vitato allevato con estrema cura e rispetto delle esigenze colturali di ogni singola tipologia di uva e dell'intero ecosistema.

Accanto al Prosecco (oggi Glera), punta di diamante della cantina, Conte Collalto cura con orgoglio e dedizione la coltivazione di alcuni vitigni autoctoni del territorio trevigiano, autentiche rarità enologiche. Tra queste compare anche il Wildbacher, la cui vinificazione in purezza pare inizi negli anni '50. «Il Wildbacher dei Colli Trevigiani - spiega Isabella Collalto - avrebbe rischiato di scomparire se non fosse stato impiantato dai miei antenati nella loro proprietà. Oggi fa parte del patrimonio viticolo italiano ed è considerato 'autoctono” trevigiano. Ne vado molto fiera perché per me non rappresenta solo un vino ma è un pezzo della storia della mia famiglia».

Le colline di Collalto offrono un habitat che sposa perfettamente la natura del vitigno, squisitamente mitteleuropea e quindi caratterizzata da territori di alta collina composti in giusta percentuale da argille calcaree, con un clima mediterraneo che incontra quello alpino favorendo la creazione di particolari microclimi con forti escursioni termiche notturne, specie durante la fase di maturazione delle uve.

Caratteristiche del Wildbacher e abbinamenti
Il Wildbacher Colli Trevigiani Igt Conte Collalto colpisce per la sua particolare finezza di profumi che ricordano i piccoli frutti di bosco e le erbe fini. Sapido ed equilibrato, è riconoscibile per il suo retrogusto di mandorla amara. Delizioso se abbinato a formaggi stagionati e saporiti, è adatto anche a un moderato affinamento in bottiglia. è perfetto con le carni di maiale, alla brace o stufate e con tutte le preparazioni a base di cacciagione (salumi, primi e secondi piatti), nonché con piatti della tradizione come 'radici e fasioi”. Ottimo dunque l'abbinamento con il carré di maialino al forno con peperoni del cuoco Sergio Mei.

Principessa Isabella Collalto de CroÿIl Wildbacher Colli Trevigiani Igt è di vendemmia tardiva (solitamente a fine ottobre), il grappolo è piccolino, ricco di vinaccioli più che di polpa e gli acini presentano una buccia scura e spessa. «Ha una bassissima resa per ettaro - spiega la Principessa - il che significa che non si tratta di una produzione a fini commerciali ma che vogliamo continuare a portare avanti una tradizione per pura passione. Con il Wildbacher non si fa il bilancio dell'azienda, ma si fa la storia enologica di un territorio».

Conte Collalto, un vino dalla storia millenaria
Vitigni autoctoni e coltura rispettosa della storia e della tradizione di ciascuna uva. Quella dei vini Conte Collalto è una storia d'amore con il territorio che ha inizio nel lontano 958 d.C. La millenaria presenza della famiglia Collalto nel trevigiano si è manifestata nel corso dei secoli con una spiccata attenzione per la tutela e la valorizzazione del territorio e dei suoi frutti.

I vitigni autoctoni
Fiore all'occhiello della cantina è il Prosecco (oggi Glera) con i suoi 62 ettari di vigneto nell'area della Docg Conegliano-Valdobbiadene che la rendono la più grande realtà della denominazione a vinificare uve di proprietà, nonché una delle prime a valorizzare il celebre spumante con ben quattro tipologie: brut, extra dry, dry e frizzante.

Conte Collalto ha però sempre voluto conservare nel suo portafoglio prodotti anche quei vitigni autoctoni che fanno parte della storia del territorio: meno noti del Prosecco, ma altrettanto radicati come patrimonio storico-culturale del trevigiano, sono gli Incrocio Manzoni. I terreni aziendali sono stati scelti dallo stesso professore Luigi Manzoni, famoso ricercatore-ampelografo e preside dell'Istituto enologico Cerletti di Conegliano (Tv), per la sua sperimentazione enologica nel corso degli anni '20 e '30. Qui, infatti, piantò alcuni dei più promettenti incroci studiati per valorizzare il terroir della Marca Trevigiana. Tra le tantissime sperimentazioni solo alcune risultarono essere felici combinazioni tra uve.

La prima e più nota è quella del Manzoni Bianco 6.0.13 (incrocio di Riesling Renano e Pinot Bianco). La seconda combinazione curiosamente unì tra loro il nobile Cabernet Sauvignon con tipica uva Glera (Prosecco), dando origine al Manzoni Rosso 2.15. Il terzo fortunato incrocio è l'assoluta 'chicca”, verso la quale Conte Collalto ha sempre serbato un'attenzione particolare e che ha presentato al pubblico solo dopo anni di sperimentazioni in vigna e cantina: il vitigno è il raro Manzoni Moscato 13.0.25, frutto dell'incrocio del fresco e deciso Raboso Piave con l'aromatico Moscato d'Amburgo e recentemente premiato all'interno della guida 'Annuario dei migliori vini italiani 2012”, a cura di Luca Maroni, come 'Il miglior bollicine rosato dell'anno”. Unico e assolutamente affascinante il quarto vino da uva Manzoni Rosa 1-50, frutto di un'uva dalla buccia rosa e che porta in sé la freschezza e la sapidità del Trebbiano e l'aromaticità floreale e intrigante del Traminer aromatico.

I vitigni internazionali e le 'etichette storiche”
La Cantina produce anche eccellenti interpretazioni di vitigni internazionali quali il Pinot grigio delle Venezie Igp, lo Chardonnay Colli Trevigiani Igp, il Merlot Piave Doc e il Cabernet Piave Doc. A questi affianca le 'etichette storiche”, delle cuvée frutto di sapienti assemblaggi del migliore raccolto di ogni singola vendemmia. Tra questi spicca il Vinciguerra I Colli di Conegliano Rosso Docg, vino corposo, frutto di uve Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Marzemino e Merlot invecchiate in botti di rovere e in tonneaux di quercia francese, e con mesi di affinamento di bottiglia, al quale è stata riconosciuta nel 2011 la denominazione di origine controllata e garantita. Gli altri sono lo Schenella I, risultato della vinificazione di quattro nobili uve (Manzoni Bianco, Chardonnay, Riesling Renano e Sauvignon bianco) che lo rendono uno dei vini più aromatici e raffinati della produzione, il Rambaldo VIII, vino deciso che nasce dall'attenta unione di uve Merlot, Cabernet Sauvignon, Refosco con altri vitigni autoctoni del territorio e il Torrai Cabernet Riserva, un ricco blend delle migliori uve di Cabernet Sauvignon, Cabenert Franc e Carmenère, affinato in pregiate botti di rovere.

Premio 'Ecofriendly”
Nel 2011 la Guida Vini Buoni d'Italia, in occasione del 20° Merano Wine festival, ha insignito Conte Collalto del prestigioso premio 'Ecofriendly” per il suo impegno a favore della salvaguardia e tutela del territorio. L'azienda, guidata dalla Principessa Isabella Collalto de Croÿ, è stata l'unica realtà vitivinicola veneta, unitamente ad altre 6 aziende in tutta Italia, a potersi fregiare di questo ambito riconoscimento per la sua sensibilità green.

A determinare tale scelta da parte della commissione della prestigiosa guida è la presenza presso la storica azienda di Susegana (Tv) di una centrale elettrica alimentata a cippato (che è una fonte rinnovabile proveniente esclusivamente dai vigneti e dai boschi di proprietà dell'azienda) e che consente il riscaldamento della sede aziendale al 100%. Nata nel 2003 per volontà del Principe Manfredo, padre di Isabella, la caldaia è stata una delle prime d'Italia nel suo genere, espressione di una precoce sensibilità ambientale da sempre coniugata all'avanguardia tecnologica.


Azienda agricola Conte Collalto di Isabella Collalto
Via XXIV Maggio, 1 - 31058 Susegana (Tv)
Tel 0438 738241 - Fax 0438 73538
cantina@cantine-collalto.it