I colombi di torre, allevati fin dal Medioevo nelle torri dei castelli o nelle colombare sparse nel territorio di Breganze e delle colline circostanti, costituiscono fin dall'Ottocento la specialità gastronomica della zona e oggi sono il piatto tipico dei ristoratori, anche perché il torresano è inserito nell'elenco dei prodotti tradizionali veneti.

Una particolarità dei torresani è quella che, come vuole la tradizione gastronomica più antica, devono essere giovani, presi e cucinati senza aver mai volato ed essendo stati nutriti soltanto dalla loro madre. Per secoli il Torresano di Breganze (Vi) è stato un piatto riservato alle tavole dei nobili, era consumato solo nel mese di agosto quando gli esemplari giovani e teneri avevano raggiunto il peso ottimale. Oggi nell'allevamento intensivo del colombo da carne si usano soprattutto ibridi francesi, considerati fra i più produttivi, oppure altre razze come la Texana, la Californiana e la King, molto diffusa in Italia.

Quando raggiungono i 30 giorni, i colombini pesano circa 500-600 grammi e sono pronti per essere utilizzati per la ristorazione. A Breganze i torresani sono cotti allo spiedo, su un fuoco di legna per circa un'ora, facendoli girare e spennellandoli con il loro stesso grasso colato nella leccarda, teglia di rame stagnato utilizzato per la raccolta dei sughi in cui vengono allineate le fette di polenta che friggono nell'olio e nel grasso di caduta. 'Toresan e poenta onta" con i vini Doc Breganze, perché tutta questa area è conosciuta per i suoi vini, soprattutto per le varie espressioni del vitigno Vespaiola, a bacca bianca.

Origini incerte, ma il suo nome è dovuto alla dolcezza delle sue uve particolarmente gradite alle vespe. La prima citazione la troviamo ne 'Il Roccolo” componimento in rima di Aureliano Acanti pubblicato nel 1754, una specie di guida ai vini della provincia di Vicenza, successivamente nel 1875 dagli ampelografi Giuseppe Acerbi e Di Rovasenda e nel 1905 da Giulio Da Schio. Splendida interpretazione della Vespaiola è il Torcolato, uno dei passiti più freschi e meno stucchevoli disponibili sul mercato, definito il 'Sauternes di Breganze” da Orio Vergani fondatore dell'Accademia italiana della Cucina.



Per la sua produzione i grappoli torcolati (annodati) a degli spaghi venivano appesi alle travi del soffitto dei granai e lasciati appassire fino a gennaio; oggi si utilizzano graticci o cassettine di legno. Dopo qualche mese le uve hanno perso buona parte del loro peso e si procede alla torchiatura. Dal 1996 nella piazza di Breganze è tradizione la spremitura pubblica dei migliori grappoli di uva Vespaiola appassita. La 'Prima del Torcolato” vendemmia 2011 si è svolta domenica 15 gennaio organizzata dalla Strada del Torcolato e dei vini di Breganze in collaborazione con la Magnifica Fraglia del Torcolato che ne cura gli aspetti culturali. La spiccata acidità della Vespaiola permette anche di produrre un'interessante bollicina.

L'azienda Todeschini dopo il Vespaiolo Spumante metodo Charmat ha presentato il Metodo Classico che porta nel liqueur d'expedition qualche goccia di Torcolato. La produzione dell'annata 2010 è state portata in affinamento nelle cantine storiche del Palazzo Porto Colleoni di Thiene (Vi).


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