Pèttola di farina carosella al “paddaccio”
Un’antica ricetta lucana realizzata dallo chef Federico Valicenti del ristorante Luna rossa di Terranova di Pollino (Pz). Sapori d’altri tempi in un piatto contadino di estrema semplicità dove il protagonista è il "paddaccio", formaggio fresco ovi-caprino, prodotto secondo una ricetta tipica
Un'antica ricetta lucana realizzata dallo chef Federico Valicenti del ristorante Luna rossa di Terranova di Pollino (Pz).Ingredienti per 20 pèttole:
400 g di farina carosella del Pollino (carusedda, antica varietà di grano tenero); un pizzico di sale; un uovo; 1.250 cc di acqua; 2 cucchiai di polvere di peperone di Senise; fette di 'paddaccio”; fette sottili di prosciutto crudo; pomodori costoluti.
Il paddaccio è un formaggio fresco ovi-caprino prodotto, secondo una ricetta tipica, nella zona del Parco nazionale del Pollino; il nome deriva dalla forma di palla (in lucano: padda) del peso di circa 500 g. Ha pasta molle, di colore bianco latte e sapore dolce.
Preparazione della pastella:
Mescolare con un frusta la farina, la polvere di peperone e il sale, aggiungere l'uovo e versare l'acqua in modo da ottenere una pastella fluida.
Preparazione della pèttola:
Mettere sul fuoco una padella antiaderente di circa 16 cm di diametro e strofinare del lardo sulla superficie interna. Versare un mestolo di pastella e cuocerla, da ambo i lati, fino ad ottenere una specie di crespella.
Riempirla con una fetta di paddaccio, una di prosciutto e, dopo averla chiusa a metà, appoggiarvi una fetta sottile di pomodoro costoluto; passarla in forno per tre minuti a 180°C allo scopo di consentire lo scioglimento del formaggio e di ottenere una leggerissima gratinatura della pèttola. Servirla con un filo di olio extra vergine di oliva Maiatica di Ferrandina Dop.
Sapori d'altri tempi in un piatto contadino di estrema semplicità.

