Spiedo e Botticino al Castello di Serle. Brescia in tavola con Noventa
Il 27 novembre alla trattoria Castello di Serle (Bs) si è svolta una cena per celebrare lo spiedo bresciano. Il piatto per eccellenza della cucina bresciana è stato abbinato con il Botticino di Pierangelo Noventa dell’Antica Tesa, dando origine a uno degli abbinamenti più riusciti in fatto di vino
SERLE (BS) - è un'atmosfera che prelude al Natale, quella che avverto percorrendo la strada tortuosa tra i boschi, per raggiungere la trattoria Castello, a Serle (Bs). Nell'aria piovigginosa, nei giardini e sulle facciate delle case si mostrano già le prime luci della festa, rendendo ancora più grato questo appuntamento del 27 novembre, per celebrare una cena in cui lo spiedo, il piatto per eccellenza della cucina bresciana, si congiunge con il Botticino, dando origine a uno degli abbinamenti più riusciti in fatto di vino.Se poi, come in questo caso, si tratta del vino di Pierangelo Noventa dell'Antica Tesa, si viaggia sul sicuro. Fautore, tra pochi, della rinascita di questo vino - di cui alcuni decenni fa sembrava certa la fine -, ha espresso la sua volontà nella grande cura della vigna e nell'attenzione alla vinificazione delle uve, nate da viti cresciute su terrazzamenti di terreni particolarmente vocati d'alta collina, e i risultati lo stanno a dimostrare con la grande qualità dei suoi vini e i riconoscimenti avuti.
Esiste poi un ulteriore legame tra lo spiedo e il nome Antica Tesa, che indica uno dei terreni di proprietà Noventa, in cui, durante il passaggio degli uccelli migratori, e fino a quando la legge lo ha permesso, si montava l'antichissimo sistema della "tesa", una lunga rete, "tesa" tra due sostegni in un punto di transito obbligato dei selvatici, che vi si trovavano irrimediabilmente impigliati e destinati allo "spiedo di uccelli alla bresciana".
Dunque il frutto della perizia nello spiedare di Emilio Zanola, proprietario del ristorante Castello a Serle, si è magnificamente unita all'eccellenza dei vini Noventa. Una magistrale minestrina "sporca", abbinata al Botticino Doc "Pià de la Tesa" 2004, ha preparato lo stomaco e stimolato i succhi gastrici ad accogliere il piatto forte, che ha ricevuto la spalla di un vigoroso e profumato Botticino Doc "Gobbio" 2005. lo stesso vino, che per avere una percentuale delle uve sottoposte a leggero appassimento può essere considerato anche un vino da meditazione, è servito anche per accompagnare i due dessert: una Crostata con crema alla vaniglia e un Salame di cioccolato.
A introdurre il convito, l'enologo Cesare Ferrari ha fornito interessanti notizie specialistiche sui vini che sarebbero stati serviti, Alessandra, figlia di Pierangelo Noventa ha parlato dell'azienda e della sua evoluzione, ed Emilio Zanola, proprietario del Castello e presidente Ais di Brescia, ha dato il benvenuto agli ospiti e illustrato la cena.

