Un quarto di secolo di percorso dall'ignorare al voler imparare e poi al voler conoscere, sovente facendo skip sulle opzioni "capire" e "sapere" tanto ha contribuito a squarciare coni d'ombra sul mondo del cibo e su quello del vino, ad essi avvicinando milioni di persone. Ma, ci tocca dirlo, anche tanto ha generato di risulta, scenari di sapientoni che in circuiti autoreferenziali, professorale l'approccio, pontificano a sudditi incliti.
Magno cum gaudio, si è potuto constatare che ciò non è accaduto lo scorso giovedì 29 ottobre al FIAT Cafè di Caserta, dove si è svolto "Cacio & Vino". Pertanto, gradevole e brillante la presentazione dei tre formaggi Dop, così come espletata da un cheese lover di eccezione, il competente ed entusiasta Gennaro Testa, che talvolta suadentemente affabulando, ha saputo condurre briosamente la conversazione partendo dalle origini del formaggio, a suo dire pressoché casuali, fino a giungere al modo di servirlo, sia a casa che al ristorante, in epoca di pasto destrutturato.
 Il formaggio host, l'ospitante, ovvero la Mozzarella di Bufala Campana, ha aperto la degustazione guidata che è proseguita, come da "manuale", con i formaggi guest, i formaggi ospiti: con l'Asiago Pressato, indi l'Asiago d'Allevo ed a concludere Sua Maestà il Parmigiano-Reggiano con 24 mesi di stagionatura.
La chef Rosanna Marziale ha interpretato a suo modo, con quel mix armonico di creatività e talento che le è proprio, originali preparazioni ergonomicamente proposte a mo' di finger food, nate intorno ai suddetti formaggi.
Allegramente affollato il buffet.
A seguire, interessante siparietto in cui la chef Rosanna Marziale, titolare del ristorante Le Colonne, in Caserta, riceve il premio per il suo locale, quale miglior ristorante della provincia di Caserta.
Coerentemente al binomio posto in label dell'evento, si è poi passati a degustare i sei vini presenti.
La degustazione, affidata all'enologo Vincenzo Mercurio ha agevolato la comprensione dei vini a partire dai loro vigneti e dai due differenti areali di provenienza: le falde del vulcano spento di Roccamonfina  e dell'attiguo massiccio del Massico e, ben distante, la Valle del Volturno ed i Colli Caiatini.
 E cominciamo proprio dalla Valle del Volturno a raccontare questi vini.
Partiamo perciò dall'azienda vitivinicola Castello Ducale, in quel di Castel Campagnano, laddove scorre placido il Volturno la cui opposta sponda è già territorio sannita. Il patron è Antonio Donato, gran conoscitore dei vitigni autoctoni, ivi compresi quelli che solo fino ad alcuni anni fa erano sconosciuti e quasi a rischio di estinzione, quali il pallagrello ed il casavecchia, che lui ben lavora e dai quali sortiscono intriganti e ben fatti vini.
In degustazione, il Radicatola 2007 da uve aglianico (85%), ingentilite da carezze di piedirosso.
Proseguiamo, permanendo sui Colli Caiatini, a valle il Volturno il suo scorrere proseguendo, con la Vestini Campagnano dell'avvocato Alberto Barletta a cui va il merito della riscoperta e della valorizzazione di casavecchia e pallagrello.
In degustazione il sontuoso Kajanero 2006, dove minimi apporti di aglianico e di pizzotella complementano l'evoluta presenza di pallagrello nero e casavecchia.
Ci si sposta alle falde del vulcano spento di Roccamonfina.
In località Colle Sasso, l'eponima Fattoria ha posto in degustazione la sua Falanghina 2008, in purezza. 
 Si prosegue con Masseria Felicia, ben gestita dal papà Alessandro e dalla giovane Maria Felicia.
In degustazione il loro ben fatto e pulito bianco Sinopea 2008, da uve falanghina in purezza.
Proseguiamo con l'azienda vitivinicola Spada Alfonso, che ha vigneti e cantina nella frazione Vaglie di Galluccio.
Un piacevolissimo vino bianco, di quelli che sapranno farsi valere, ci viene proposto in degustazione. E' il Flòres 2008, laddove la falanghina si lascia nobilitare da suadente fiano.
Si conclude con Villa Matilde, di Maria Ida e Tani Avallone, con cantine e strutture in Cellole (meritorio il loro progetto Emissioni Zero), il tour ai banchi di assaggio. Ci viene proposta in degustazione la loro Falanghina di Roccamonfina 2008, dallo spiccato stile.
I simpatici commiati a conclusione dell'evento sottendono il palese desiderio di voler dire "alla prossima" !