Il connubio che lascia il ”segno”, Mazzancolle e Riserva Montelera di Martini & Rossi
Immerso nelle dolci e verdi colline dei Berici, dalle finestre del ristorante La Peca a Lonigo (Vi) si ammira la Rocca Pisana, progettata da Vincenzo Scamozzi, erede e continuatore dell'opera di Andrea Palladio. Grazie al suo stile, alla qualità dei piatti e alla creatività della cucina, La Peca è passata da una a due stelle sulla nuova Guida alberghi e ristoranti Michelin 2009. Armonia, eleganza ed equilibrio sono le caratteristiche della splendida villa ma anche della cucina di Nicola Portinari (nella foto).
In entrambi i casi la tradizione, che si esprime nell'architettura come nei piatti, stupisce per il contenuto di novità che sa trasmettere a un occhio e a un palato attenti. Pure decisiva, in tutti e due gli ambiti, si dimostra la scelta delle materie prime: una lezione di attenzione e rispetto del territorio. Un legame che rivela la storia e l'identità del locale.
La cantina, seguita dal fratello di Nicola, Pierluigi, conta 1.800 etichette, italiane e straniere: una formidabile varietà per mettere a proprio agio chi, come i Grandi Europei del XVII e XVIII secolo, a cominciare da Goethe, sceglieva le ville palladiane per una tappa del Grand Tour in Italia. Certo, palazzi e ville affascinanti firmate da Palladio e da altri grandi architetti si trovano facilmente nei dintorni di Lonigo. Ma per trovare un altro locale come La Peca bisogna fare molta, molta più strada.
Il suo nome, in dialetto, significa 'impronta”: un nome, un destino, verrebbe da dire, perché lascia davvero un segno, un ricordo, un'impronta nella memoria. Il ristorante La Peca chiude la domenica sera e il lunedì tutto il giorno, mentre nei mesi estivi è chiuso anche tutta la domenica.
Mazzancolle marinate su risina e radicchio di Treviso con sale aromatico al limone
Ingredienti: 30 mazzancolle siciliane, 300 g radicchio di Treviso, 100 g risina secca, carota, cipolla, costa di sedano, aglio, alloro, 1 lime, sale, sale aromatizzato al limone, pepe, olio extravergine d'oliva di Pantelleria, aceto balsamico di Modena
Procedimento: tritare la carota, il sedano, la cipolla, rosolare in un tegame di terracotta con un filo d'olio e insieme a uno spicchio d'aglio e una foglia di alloro, aggiungere la risina (precedentemente ammollata per 30 minuti in abbondante acqua) e cuocere a fuoco lento senza mai mescolare per circa 1 ora e mezza, bagnando con brodo vegetale. Aggiustare di sale e far raffreddare. Pulire i crostacei dal loro carapace, tritare il corpo grossolanamente e condirli con olio, poco sale e pepe. Far marinare per circa 1 ora a 0°C. Tagliare il radicchio a julienne, mettendo da una parte le punte. Condire il radicchio con olio, sale, pepe e aceto balsamico, dopo circa 15 minuti cucinare in una padella a fuoco lento per circa un minuto.
Impiattamento (una porzione): 30 g di radicchio cotto, 40 g di risina cotta, 40 g di mazzancolle. Con uno stampo formare la base di radicchio su un piatto, appoggiarvi sopra la risina e le mazzancolle. Decorare il piatto con le punte di radicchio condite, una julienne sottile di buccia di lime e mettere il sale aromatizzato al limone sopra la tartare.

