Vino e brasati, vino e ravioli, vino e crostate di frutta: la buona tavola e la tradizione ci insegnano da sempre a cosa abbinare il succo di Bacco made in Oltrepò. Ma, senza trascurare la gastronomia tipica, esistono dei risvolti inaspettati riguardo agli abbinamenti. Il vino e… la pizza, ad esempio. Al bando bibite dolci ed esterofili, il vino oltrepadano ben può accedere a un connubio con il piatto classico della cucina partenopea, ormai diffuso in tutto il mondo. Quali vini, però, accostare a una pizza capricciosa o a una quattro stagioni? Il direttore del Consorzio Tutela Vini Oltrepò, Fabio Lombardi, non ha dubbi: "Uno spumante prodotto con metodo Martinotti è il vino giusto da abbinare a una pizza. Forse l'abbinamento stupisce per la sua netta controtendenza rispetto alle abitudini, ma il vino è una bevanda particolarmente duttile. Le sue diverse tipologie non lo limitano a determinati tipi di piatti. Al contrario, la scelta per gli abbinamenti è vastissima. Inoltre, il vino ha in genere il pregio di esaltare il gusto delle portate e non di ‘nasconderlo', come invece accade con altre bevande. Ben venga, quindi, l'accoppiata calice – pizza. Si tratta di un ‘matrimonio' che vorremmo vedere spesso nei locali pubblici, anche grazie all'ausilio dei pizzaioli che invito a proporre una scelta di vini accanto alle consuete possibilità di abbinamento". Se il vino da bere con la pizza stupisce, maggior stupore viene dalla successiva accoppiata: vino e wurstel con crauti. Attenzione, amanti della cucina popolare tedesca: un vero e proprio (seppur benevolo) attacco alla birra arriva dall'Oltrepò Pavese. Che propone Pinot Grigio e Chardonnay fermi con cui annaffiare wurstel fumanti e verdure cotte, insaporite con senape. "L'accostamento, in questo caso, sembra azzardato – commenta Lombardi – ma occorre ricordare quanto già detto: il vino esalta il sapore del cibo, senza modificarlo. Il vino scelto in modo mirato, anche nel caso dei wurstel, rispetta completamente il loro sapore". Non solo birra, insomma. E nemmeno tentativi privi di fondamento: Lombardi stesso testimonia di aver fatto la prova e di aver trovato naturali conferme agli abbinamenti "sospettati". "Siamo spesso abituati a seguire la tradizione che, giustamente, ci dà indicazioni calzanti per gli accostamenti fra cibi e bevande. Molto dipende dai gusti personali – continua Lombardi – ma molto è dovuto alla consuetudine. Un pizzico di creatività non può che essere utile, quando si parla di enogastronomia. Il che non significa rinnegare usanze e tradizioni, ma ampliare le possibilità di diffusione di un prodotto che già trova ampli consensi".