Umberto Caselli rimarrà un faro per tutto il mondo del bartending
Presidente onorario di Abi Professional, ma nella sua carriera figura di spicco di diverse associazioni, come Iba e Aibes. Al centro della sua vita professionale, i giovani e il lavoro di squadra
Purtroppo la scomparsa del nostro presidente onorario Umberto Caselli ci ha lasciato un vuoto che difficilmente riusciremo a colmare. Ho chiesto a Gianmario Artosi, neo eletto al comitato esecutivo nazionale Abi Professional, di raccontarci qualche aneddoto per poter illustrare la sua immagine in modo completo e razionale. Vorrei tanto condividere queste parole con tutti ringraziando immensamente Gianmario per la sua puntuale disamina.
Dall'inizio della carriera alle conquiste più importanti
Umberto si è avvicinato al mondo delle associazioni tramite l’allora fiduciario Aibes Osvaldo Lodola, (papà di Stefania Lodola,nostra efficiente segretaria). Ha lavorato all'Hotel Michelangelo con i barmen Zecca (Tonino e il fratello). In quel posto incontrò alcuni tra i personaggi del settore più conosciuti al mondo.Ha iniziato a far crescere l’associazione lavorando con i grandi barman che hanno fatto la storia del bartending mondiale: Angelo Zola, Stefano Preti, Luigi Parenti, Nino Cedrini. Insieme a Nino Cedrini e Luigi Parenti alla fine degli anni '70, Umberto ha iniziato a organizzare corsi di formazione, i primi di questo genere in Italia. Un corso a Milano, strutturato in 40 ore con diverse materie di studio e approfondimento. Tra i primi studenti di quei corsi: Oscar Cavallera, Dario Comini, Angelo Carpentieri, Artosi Gianmario. L’interesse per la conoscenza e l’approfondimento ben presto si estese in tutta Italia.
Umberto diventò presidente di Aibes, collaborò alla fondazione di Solidus, iniziò un rapporto di fiducia e stima da parte di molte aziende della produzione liquoristica nazionale e internazionale. Campari iniziò ad aprire le porte dell’azienda ai soci più meritevoli dell’associazione organizzando visite alla catena di produzione dei propri prodotti.
Intanto Cinzano, azienda specializzata nella produzione di Vermut, aumentava gli obiettivi di crescita aziendale: iniziarono le importazioni di distillati di pregio.
Tramite il Conte Perrod Enrico prima e il Conte Rodolfo Guidi poi, iniziarono le attività di promozione e molto spesso per organizzare le presentazioni di questi prodotti venivano chiamati i barmandi Aibes.
Con Martini e Rossi, tramite il Conte Riccardo Riccardi, iniziò un percorso di collaborazione, prima in Italia con il premio “Paissa” - diventato poi Martini Grand Prix -, in seguito nel mondo con l'“International Martini Grand Prix”. Organizzazione italiana a carico di uno staff consolidato capitanato da Umberto. Un evento che dava una grande opportunità di crescita per i giovani barman.
Moltissime aziende di produzione o di importazione grazie ad Umberto intrapresero collaborazioni con Aibes ed Iba - International Bartender Association. Umberto Caselli, durante la sua presidenza Iba, ha lavorato molto con diverse associazioni estere. Iba aveva un un comitato di docenti di tutto il mondo che si adoperavano per formare barman con una grande specializzazione. Inizialmente ne esisteva solamente uno in Europa e poi, con grande successo, ne fu istituito uno a Singapore. Umberto ha lavorato anche per la fondazione di Edc (Educational Developement Commitee).
Iniziò ad essere coinvolta la stampa di tutto il mondo nel premio “Press Prize Bar Life”, veniva assegnato annualmente a un giornalista o a uno scrittore che avesse scritto riguardo il mondo del bar.
Umberto Caselli, presidente e uomo
Di Umberto ho sempre apprezzato la determinazione, il prendere decisioni importanti per il bene delle varie associazioni. Persona di grande carisma, coinvolgente e trainante. Innovatore e risoluto nel far rispettare le regole. Persona estremamente sofisticata ma allo stesso tempo umanamente semplice. Amante dell’ordine e della puntualità, con difficoltà accettava anche piccoli ritardi o distrazioni. Sempre stimolante con chiunque, sempre disponibile al confronto e al consiglio. Ha lasciato una traccia professionale indelebile per chi crede in una professione di grande sacrificio, la professione più bella del mondo.Toccherà a noi fare tesoro di tanto insegnamento. Umberto fino alla sua partenza ci ha lasciato tanti esempi da seguire, tante tessere per comporre quel puzzle professionale che vede in primo piano i giovani, sempre tra le sue priorità.
Nel ricordo delle sue parole e con la partecipazione e l’aiuto di tutti sono sicuro che riusciremo a rendere l’arte del ricevere lo strumento principe del bartender. Sarà un gran lavoro di squadra, quella squadra che a Umberto è sempre piaciuta.


