Fare squadra
Se siamo uniti, il Made in Italy è più forte
In un mercato ricco di opportunità, la pasticceria italiana crea continue innovazioni che andrebbero valorizzate a livello globale. Ma la mancanza di un’unione tra pasticceri rischia di far perdere importanti occasioni
In un mondo in cui le informazioni sfrecciano alla velocità della luce e non sempre si rivelano attendibili, diventa di pressante urgenza la promozione articolata del nostro Made in Italy alimentare. Lo sforzo e l’impegno per veicolare le notizie e le informazioni virtuose è già una realtà che va comunque costantemente alimentata. Un esempio? Abbiamo redatto un protocollo d’intesa con il ministero degli Affari esteri che ci ha permesso, di recente, di attivare una collaborazione con il Consolato italiano a Miami in occasione della Settimana della Cucina italiana nel mondo. Un’opportunità di rilievo capace di dar vita a dimostrazioni che hanno visto i nostri dolci al centro dell’attenzione: un classico del Made in Italy come il tiramisù è stato declinato in versioni differenti, dalla ricetta storica a quelle che coinvolgono tutto il mondo dei “senza”.
Niente personalismi: facciamo squadra
Il Made in Italy non è statico, crea di continuo innovazione e questa nostra capacità di fare bene tra i poli di tradizione ed innovazione deve essere comunicata a livello internazionale. C’è comunque ancora tanto lavoro da fare, a partire dalla segmentazione del nostro mondo, che rappresenta il maggior punto debole. Purtroppo, l’unione tra i pasticceri non è un dato di fatto, e fare sistema è molto importante perché portare la pasticceria italiana ovunque significa non solo promuovere l’arte e la fantasia nel dar vita a un prodotto che esalti i sensi, ma far sfilare sotto i riflettori le nostre aziende, le materie prime, le attrezzature.
Questa è la vera promozione del Made in Italy, ed è per questo che i personalismi vanno accantonati, perché riuscire davvero a fare squadra significa poter rendere al massimo nell’ambito dei progetti internazionali che ci vedono affiancati alle istituzioni. C’è una grande disponibilità e non possiamo permetterci il lusso di perdere un’occasione di questo tipo per valorizzare a livello globale un settore che ha molto da insegnare.


