Scollatura per lavorare al bar: la denuncia di una giovane di Palermo
Alla ragazza, che si era proposta per la stagione, il titolare avrebbe richiesto un abbigliamento provocante per attirare clienti. La Fipe: Le bariste sono professioniste non “carne da macello”
Licenziamenti, gap, discriminazioni, mobbing: quanto è più difficile, ancora oggi, il lavoro delle donne? L’ultimo, brutto, esempio è arrivato da un bar di Palermo, dove, come ha ripotato La Repubblica, per lavorarci serviva la “scollatura” per attirare i clienti. Una richiesta rifiutata, e giustamente denunciata, da Carolina Palumbo, 26 anni laureata all'Accademia di Belle Arti. Una vicenda sulla quale è arrivata pronta la denuncia della Fipe-Federazione pubblici esercizi.
Deplorevole episodio
«Quella che leggiamo sui giornali è una piccola storia ignobile. È vergognoso che un imprenditore possa chiedere, più o meno esplicitamente, a una aspirante barista di indossare maglie scollate per servire ai tavoli – ha commentato Valentina Picca Bianchi, imprenditrice e presidente del Gruppo Donne di Fipe-Confcommercio - Le donne che operano nei pubblici esercizi sono lavoratrici, non oggetti da mettere in mostra per solleticare le fantasie di qualche triste, tristissimo avventore. Voglio essere molto chiara, per noi questi non sono imprenditori e non hanno nulla a che fare con i valori che esprime la Federazione»«Voglio ringraziare questa ragazza per aver raccontato questo deplorevole episodio – aggiunge la presidente –. Ha dimostrato un coraggio non comune per una giovane. Immagino l’umiliazione e il disagio profondo che debba aver provato nel momento in cui si è sentita fare questo tipo di sollecitazione».

