Strategie
Mutamenti? Non solo nel clima...
La Fic deve fare sempre più gioco di squadra. Bisogna edificare un ente autorevole e di scopo, vicino e in collaborazione con le istituzioni di qualunque ordine e grado, sempre nell’interesse comune e mai di parte
Anche in questo mio nuovo contributo editoriale, mi soffermo su un argomento personalmente sentito: il “cambiamento” a favore del nostro ambiente e la natura stessa, per lasciare alle generazioni future un mondo più vivibile e sostenibile. Nel giro di qualche anno, il cambiamento del clima, da minaccia per il futuro è diventata la realtà con cui fare quotidianamente i conti. Una realtà che percepiamo tutti giorni, nelle nuove ondate di caldo torrido, nella diminuzione della piovosità complessiva, nelle bombe d’acqua e nei loro disastrosi effetti, caratterizzati da fenomeni estremi cui noi tutti non siamo mai stati abituati a convivere e subire, specie con continui aumenti di frequenza e intensità.
Uniti per fronteggiare la crisi climatica
Vicende tali da indurre in più parti del mondo vari meeting internazionali (e non) più o meno ufficiali, dove governi, scienziati, gruppi industriali nonché politici, indifferentemente da tutte le loro ideologie e interessi di parte, hanno dovuto sedersi attorno a un tavolo per fare lavoro di squadra. Scopo primario, gettare subito le basi per i possibili rimedi prima di trovarsi, tutti e irrimediabilmente, nel bel mezzo di un nuovo flagello mondiale a causa dei mutamenti climatici. Con il peso di non aver ancora debellato pienamente l’emergenza Covid.
Il bene comune
Soluzioni verso il rinnovamento e la conversione al green che non possono più aspettare: dopo il tanto sterile chiacchiericcio è necessario dare avvio, e pienamente, a quelle azioni mirate con il coinvolgimento di tutti per il bene comune. Anche la Federazione italiana cuochi è coinvolta con il proprio lavoro quotidiano in questo grido d’allarme del nostro ambiente, ma ha l’assoluta necessità, anche in visione di scenari sempre diversi e difficili, specie sul suo fronte occupazionale, di radicali “mutamenti” per individuare preventivamente i punti di maggior debolezza e concentrarsi su quelli prioritari.
Ristorazione: un tributo pesante
Il settore della ristorazione ha subìto e pagato uno “scotto” pesantissimo durante l’emergenza sanitaria del Covid, mettendo a nudo i nervi dolenti già logori per la crisi economica da tempo in atto a livello globale. Non possiamo permetterci di stare fermi e subire inermi le conseguenze di una futura e nuova emergenza, anche di tutt’ altra natura.
Solide fondamenta, ma la svolta è necessaria
La Fic deve fare sempre più gioco di squadra, per condividerne gli intenti e i benefici, anche per coloro che “dissaporano”, ma che alla fine ne traggono i vantaggi dei risultati conseguiti. Serve costruire un ente autorevole e di scopo, vicino e in collaborazione con le istituzioni di qualunque ordine e grado, sempre nell’interesse comune e mai di parte. Mi rendo conto che la Federcuochi non è più la stessa rispetto quella delle foto “in bianco e nero” di un management passato, da me ritenuto importante e qualificato, cui dobbiamo tutti grande rispetto e riconoscimento. È grazie a loro se abbiamo trovato solide fondamenta cui costruire oggi la nuova Federazione, anche a fronte di radicali “mutamenti”, come mi è stato imputato. Ma le urgenze e i tempi lo richiedono, anche soprattutto per le nostre generazioni future... di cuochi.


