Dall'Apci riceviamo la lettera che di seguito pubblichiamo sottolineando solo che c'è forse un eccesso di accuse di falso rispetto a valutazioni che avrebbero potuto essere smentite con altri toni, magari in un'altra intervista che a questo punto perde di significato... . Resta che rispetto a tre righe di un'ampia intervista del presidente della Fic in cui è chiamata in ballo, Apci dice la sua (che riportiamo anche integralmente) pretendendo di spiegare la sua verità (punto 1) anche rispetto alle legittime opinioni di Rocco Pozzulo. Al di là di incomprensioni o polemiche resta purtroppo evidente come il dialogo fra le due associazioni, purtroppo, resta sempre complicato. Ci limitiamo a segnalare che non tocca nè al direttore, nè alla redazione, accertare se le opinioni del presidente della più importante associazione di cuochi italiani, collimano o meno col pensiero di altre associazioni minoritarie rispetto alle grandi tematiche del momento (tipo l'unità della categoria). Ognuno dice liberamente la sua e noi abbiamo dato spazio in questo all'Apci anche se rispetto ai temi in cui richiedeva una rettifica non c'era proprio alcuna ragione di farlo. Riguardo poi alla verifica sull'accesso ai webinar, possiamo nel caso fare ammenda di un equivoco nato dal fatto che in alcuni poteva essere scritto che erano rivolte ai soci APCI, mentre quelli di Fic erano dichiaratemente aperti a tutti. Detto ciò, confermiamo il nostro auspicio di sempre che il mondo dei cuochi possa essere più "unito" e magari all'insegna di meno sigle.

L'Apci risponde a Pozzulo

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Gentile Direttore,
Leggiamo con grande stupore quanto da voi pubblicato sulla newsletter 639 del 22 giugno 2020, nell’articolo “La sicurezza della cucina tipica. Così riconquistiamo il cliente” a firma di Vincenzo D’Antonio, corrispondente per la vostra testata.
L’articolo è un’intervista al Presidente della Fic – Federazione Italiana Cuochi, Rocco Pozzulo, ed è pieno di inesattezze e affermazioni FALSE, al limite della diffamazione a mezzo stampa nei confronti di APCI – Associazione Professionale Cuochi Italiani, che abbiamo l’onore di guidare, e le cui attività portiamo avanti insieme a uno staff di professionisti, cuochi e ristoratori, che mettono impegno e dedizione quotidiana e che non meritano di essere gratuitamente e tendenziosamente screditati.

Diversi i punti critici dell’articolo a firma di D’Antonio. Affermazioni FALSE e soprattutto NON VERIFICATE dal giornalista, né tantomeno dal direttore di testata.

1)    In relazione al tavolo “FareRete” che Pozzulo definisce “un’unione nata solo dalla necessità di farsi sentire dal Governo. Nata solo per il Covid, proseguendo con “ci sono troppi dissapori tra le associazioni”, le segnaliamo che APCI, insieme alla maggioranza delle Associazioni presenti al tavolo FareRete aveva già in essere progetti e percorsi, che il COVID ha rafforzato. E ribadiamo che esiste lo spazio per una forte SINERGIA, nessun dissapore da parte nostra, né mai dimostrato dagli altri nei nostri confronti. Né tantomeno mai espresso dalla stessa FIC all’interno del tavolo “FareRete”, al quale lo stesso Pozzulo e altri soci hanno partecipato, lavorando su ogni punto proposto.
2)    L’attacco di FIC nei confronti di APCI è FALSO. La frase “piu che una Associazione secondo me è una azienda…” contiene, nella sua stessa formulazione, un errore. APCI è una Associazione di categoria legalmente riconosciuta che opera attivamente sul territorio.
La seconda falsa affermazione riguarda il riferimento alla Regione Abruzzo. In Abruzzo infatti APCI non ha un Presidente Regionale. Quindi non sappiamo come il presidente della FIC possa sapere come sia stato nominato…
3)    Quanto al riferimento ai Webinar, fatto dal Presidente Pozzulo, le possiamo dire che sono stati un importantissimo lavoro di APCI che fin da marzo ne ha organizzati ALMENO due a settimana, su diverse piattaforme, avvalendosi del supporto di professionisti molto quotati che grazie ad anni di virtuosi progetti e relazioni, si sono tutti messi al servizio della categoria. NESSUNO dei nostri soci (e in generale dei partecipanti) ha MAI dovuto pagare nemmeno una volta per la partecipazione ai nostri webinar.

I soci hanno quindi potuto godere di formazione, aggiornamento, e di servizi di start up con le quali abbiamo tracciato, per il momento attuale e per il futuro, importanti accordi economici, per poter avvantaggiare i nostri soci con condizioni migliori per far fronte a servizi che avrebbero dovuto pagare a prezzo pieno.

Non è nostra intenzione andare oltre, perché i cuochi sanno bene quanti sforzi APCI – Associazione Professionale Cuochi Italiani abbia dedicato al supporto della categoria in questo lockdown, usando risorse economiche e umane per poter stare loro vicino, quanto più possibile
Abbiamo sempre pensato che il rispetto per il lavoro degli altri, e la sinergia potessero aiutare. E che soprattutto in un momento come questo, sia quanto mai necessario aiutarsi per tutelare la categoria e per crescere insieme, ognuno con la propria individualità.
Ma capiamo bene dal tenore dei vostri articoli e dal contributo degli intervistati, che non per tutti sia così.

Cordialmente
Roberto Carcangiu
Presidente APCI – Associazione Professionale Cuochi Italiani
Sonia Re
Direttore Generale APCI – Associazione Professionale Cuochi Italiani