La pasticceria è l’arte di deliziare il palato di amici, parenti, clienti e conoscenti. Una sfida ardua che è diventata sempre più avvincente durante l’improvviso scoppio di una pandemia come quella del Covid-19, che da qualche mese stiamo vivendo e che ci ha colpito come un fulmine a ciel sereno. Secondo alcuni dati, i fatturati si aggirano attorno al 30-50% rispetto alla normalità e molti dipendenti del settore ancora non sono stati convocati dai propri datori di lavoro per ritornare a dare sfogo in laboratorio alla propria creatività.

Gestire una pasticceria al tempo del Covid? Una vera impresa!

Ci siamo visti costretti, infatti, a rivoluzionare il nostro modus operandi, stando sempre più attenti ad ogni piccolo dettaglio. Dalla conservazione degli alimenti all’accurata scelta delle materie prime, e soprattutto all’igiene dei laboratori e dei locali. Gli ambienti dove consumare pasti e dolci, da sempre, sono luoghi di socializzazione. Questo aspetto, purtroppo, a causa delle nuove norme (necessarie) imposte dalla politica, è stato molto penalizzato. Il distanziamento sociale, infatti, ha portato alla diminuzione dei coperti e al potenziamento del servizio a domicilio e dell’asporto.

La pasticceria vive quindi un momento di grande incertezza. Abbiamo la consapevolezza che servono misure e piani rivoluzionari ma ancora non li abbiamo individuati. Dovremmo essere più motivati a reagire al periodo di crisi con maggiore dinamicità. Ad esempio, si è pensato di potenziare la rete di vendita online, uno dei sistemi maggiormente attenzionato dai giovani, mentre i professionisti della vecchia guardia stanno cercando di portare avanti la propria tradizione, rivalutandola.

In un periodo critico come quello attuale, tuttavia, abbiamo dei punti focali da seguire, degli insegnamenti da custodire e tramandare con cura. Le falle del sistema vengono sempre a galla nei periodi di crisi, ma proprio in questi momenti la nostra passione ci dovrebbe spingere oltre qualsiasi forma di torpore.