Prima la pandemia che ci ha devastato per due anni e ora, mentre scrivo, una guerra in corso. Ripartenza e insicurezza si stanno fronteggiando. Per questo, per non fossilizzarci e rimanere con la mente impantanati nelle sabbie mobili che rivestono l’incerto è necessario muoversi, agire, fare. Eventi, incontri, manifestazioni ci scrollano di dosso l’inedia e la ruggine. Per i professionisti le iniziative che li vedono attivi sono una spinta al confronto che si traduce in una crescita per il settore.

È il momento dell’azione e dell’incontro

Ora, uscire dai laboratori

Siamo stati troppo tempo rinchiusi nei laboratori e nelle case e, fatto salvo il beneficio che questa situazione ha portato in termini di ricerca, studio e riflessione, ora è il momento dell’azione, una fase necessaria e salutare per la mente e per la sua ricaduta benefica sul lavoro. A inizio marzo a Carrara, per Tirreno Ct, il Campionato Miglior Colomba d’Italia Fipcg ha visto partecipare 250 concorrenti, mentre il nostro Campionato italiano di panificazione ha richiamato 70 professionisti. È stato un toccasana. Giornate all’insegna del dinamismo, della voglia di fare, del competere e di mostrare le proprie capacità. In due parole, il desiderio di stare insieme. Stati d’animo confermati dall’atmosfera frizzante palpabile a Rimini nel corso di Sigep.

Il movimento ha bisogno di normalità

Questa sete di normalità, di vivere il confronto diretto, di crescita è fisiologica, sacrosanta. Il movimento e l’incontro fanno lievitare la creatività e ci danno ossigeno donando linfa alla produzione artigianale. Elementi che dovrebbero per osmosi trasmettere ai consumatori serenità e ottimismo. Un circolo virtuoso da alimentare senza sosta ora che è possibile. È il momento di moltiplicare gli eventi e le occasioni di incontro, perché non possiamo più permetterci soste che ci legano le mani e imprigionano il cervello. Abbiamo anche capito che l’individualismo fine a se stesso, esasperato, non porta da nessuna parte. È sterile. Il nostro mondo, quello dell’arte dolce in particolare, ma dell’accoglienza in generale, è per sua natura sociale.