La crisi dei locali continua. L’unica speranza è il vaccino
Il rispetto delle norme di sicurezza sta condizionando il lavoro di molti locali. A volte i clienti non vogliono utilizzare la mascherina e igienizzarsi le mani. Con l’arrivo del vaccino potremo tornare alla normalità
Sono ormai passati diversi mesi da quando abbiamo riaperto i nostri locali. In pochi istanti quel “cliente indesiderato” chiamato Covid-19 ci ha cambiato il modo di vivere, il modo di essere, il modo di servire, e ancora oggi non sappiamo quale sarà il nostro futuro. Noi operatori del settore siamo obbligati a seguire delle rigide regole che ci sono state imposte (ma la pulizia, l’igienizzazione e il lavarsi le mani per noi sono sempre stati una prassi...), col rischio di chiusura e multe se non rispettate, mentre a volte dobbiamo discutere con alcuni clienti che non vogliono sentire storie, entrano ed escono dai locali senza mascherina, senza igienizzarsi le mani e molte volte addirittura ci rispondono che se insistiamo non entrano nel locale.

D’altronde nella stagione estiva bastava guardare i post su Facebook di discoteche straripanti di persone ammassate senza mascherina e spiagge gremite. Potremmo parlare di strafottenza totale. Nonostante i pianti sulla crisi, moltissimi sono andati in vacanza in Grecia, Spagna e in molti altri Paesi, con tutti i rischi legati ai possibili contagi una volta rientrati in Italia.
In questo periodo ho sentito molti colleghi lamentarsi, da una parte per il molto lavoro inaspettato, poiché si sono ritrovati con poco personale; altri al contrario avevano personale in esubero e pochi clienti. Tutto ciò ci fa temere un “autunno caldo”. Qualcuno si ricorderà quello che è successo 50 anni fa: “autunno caldo con le lotte operarie in Italia del 1969”. Sicuramente allora si lottò per nuove ideologie, idee politiche, contro lo sfruttamento; oggi sarà per il posto di lavoro, per portare a casa uno stipendio.
Però tutto questo non deve demoralizzarci e farci pensare al peggio. La speranza è che presto arrivi il vaccino, e allora quel giorno con la nostra professionalità la nostra accoglienza sapremo riprenderci e far rifiorire la nostra Italia che è il Paese più bello al mondo.

D’altronde nella stagione estiva bastava guardare i post su Facebook di discoteche straripanti di persone ammassate senza mascherina e spiagge gremite. Potremmo parlare di strafottenza totale. Nonostante i pianti sulla crisi, moltissimi sono andati in vacanza in Grecia, Spagna e in molti altri Paesi, con tutti i rischi legati ai possibili contagi una volta rientrati in Italia.
In questo periodo ho sentito molti colleghi lamentarsi, da una parte per il molto lavoro inaspettato, poiché si sono ritrovati con poco personale; altri al contrario avevano personale in esubero e pochi clienti. Tutto ciò ci fa temere un “autunno caldo”. Qualcuno si ricorderà quello che è successo 50 anni fa: “autunno caldo con le lotte operarie in Italia del 1969”. Sicuramente allora si lottò per nuove ideologie, idee politiche, contro lo sfruttamento; oggi sarà per il posto di lavoro, per portare a casa uno stipendio.
Però tutto questo non deve demoralizzarci e farci pensare al peggio. La speranza è che presto arrivi il vaccino, e allora quel giorno con la nostra professionalità la nostra accoglienza sapremo riprenderci e far rifiorire la nostra Italia che è il Paese più bello al mondo.


