Benvenuto presidente Draghi. E ora salviamo l'ospitalità!
Scuola, ambiente, ma anche e soprattutto turismo: un settore a cui il neo premier vuole dare la giusta importanza, dedicandogli finalmente un Ministero ad hoc e puntando su nuova gestione e digitalizzazione
La più bella notizia che potevamo ricevere in questo periodo così difficile è l'accettazione dell’incarico a presidente del Consiglio da parte di Mario Draghi. Abbiamo vissuto un anno estremamente difficile con perdite consistenti per tutti gli operatori del nostro settore, l’ospitalità, dagli albergatori ai ristoratori, dagli agenti di viaggio agli organizzatori di congressi ed eventi. Avevamo, in questi ultimi mesi, perso anche la speranza di poter ripartire in un tempo ragionevolmente breve - aprile o maggio. Ora, con l’arrivo di Mario Draghi alla guida del Governo questi obbiettivi tornano raggiungibili. Ci aspettiamo che le direttive cambino, che venga messo un forte accento sulla più veloce e capillare somministrazione del vaccino a tutti gli italiani.

Il presidente Draghi è la persona migliore che Sergio Mattarella potesse scegliere tra i 60 milioni di italiani. Una persona di straordinarie capacità professionali, una serietà ed integrità uniche. Pensionato di lusso dopo aver terminato il suo mandato alla BCE, Mario Draghi avrebbe sicuramente potuto accettare altri incarichi nel mondo finanziario, magari più remunerativi e di sicuro con meno grattacapi rispetto a quello di premier. Ha deciso invece con grandissima umiltà di mettere esperienza ed autorevolezza al servizio del suo Paese. Un gesto che gli rende grande onore.
Alcuni politici pensano che Draghi non meriti la loro fiducia. Decisione politicamente accettabile in un contesto nazionale di ragionevole tranquillità ma, con la crisi che stiamo attraversando ed il Recovery Plan da strutturare in tempi brevi, mi sembra fuori luogo. Il Recovery Plan del governo Draghi dovrà prevedere interventi mirati allo sviluppo del Paese con taglio o riqualificazione di rami secchi dell’industria ed altre attività ormai obsolete da decenni. Ha quindi bisogno del supporto di tutte le forze politiche per portare a buon fine questa straordinaria opportunità.
Da troppo tempo ci portiamo appresso delle situazioni scandalose di inefficienza e rami produttivi obsoleti. Nessun politico delle scorse legislature ha mai voluto metterci veramente mano per risolverle. Draghi è l’uomo giusto, non politico di parte, che potrà veramente dare una svolta molto importante ai basici economici del nostro Belpaese.
Nel suo primo discorso alle camere Draghi ha richiamato in modo perentorio l’importanza di investire massicciamente nella scuola per l’istruzione dei nostri giovani. Ha detto con forza che bisogna preservare il nostro Belpaese con interventi di messa in sicurezza del nostro fragile territorio e ridurre, riconvertendo alcuni settori produttivi, i gas serra che producono tanto riscaldamento globale a danno di tutto l’emisfero.
Ha ricordato che bisogna investire nel turismo perché il turismo è una fonte inesauribile di ricchezza per il Paese. Gli investimenti sul turismo sono investimenti ad alto ritorno economico. Le aziende turistiche non debbono fallire e vanno aiutate a superare questo momento difficile, cosi come bisogna sostenere il reddito di quelle persone che sono rimaste senza lavoro a causa della crisi.
È la prima volta che mi riesca a ricordare, in cui nel suo discorso di insediamento un premier ha parlato di turismo, delle enormi difficolta che il nostro settore ha vissuto e continua a vivere da marzo dello scorso anno. La bellezza dell’ Italia, sia per la sua straordinaria quantità di opere d’arte, record mondiale dei siti patrimonio Unesco, sia per le bellezze paesaggistiche come quelle del buon vivere e della propensione all’ospitalità, con una cultura enogastronomica amata ed invidiata in tutto il mondo, debbono essere valorizzate molto più che in passato.
La scelta di insediare il Ministro del Turismo, dopo tanti anni, ci fa capire quanto Draghi creda nelle potenzialità di questo settore. Questo è sicurante un messaggio molto forte a sostegno della nostra industria. Ha rimarcato la necessità di investire nella digitalizzazione del Paese e questo non può che portare nuova linfa per le nostre aziende che combattono tutti i giorni sui mercati internazionali per vendere i nostri prodotti made in Italy.
Ha annunciato la volontà di aiutare il mondo dell’ospitalità a superare questa drammatica crisi per essere pronto ad affrontare le sfide future, sollecitandoci a rivedere i modelli di gestione delle nostre aziende con parametri e scelte gestionali nuove che recepiscano il cambiamento che il coronavirus ha portato e che la digitalizzazione comporta e comporterà ancor di più in futuro.
Draghi parla poco ma quando parla il mondo si ferma ad ascoltarlo. Non è mai banale, non alza mai la voce per far valere le sue ragioni, sa convincere chi lo ascolta con la forza di un pensiero nobile ed integro di un grande uomo colto, di grande esperienza ed autorevolezza.
Sosteniamolo, dovrà prendere decisioni difficili, a volte dolorose, ma sappiamo sin d’ora che sono decisioni necessarie per far ripartire il Paese con le giuste basi, per affrontare e vincere le sfide internazionali dinanzi a noi, con il fine di assicurare un futuro più florido a noi ed ai nostri figli.

Draghi e l'importanza del turismo in Italia
Il presidente Draghi è la persona migliore che Sergio Mattarella potesse scegliere tra i 60 milioni di italiani. Una persona di straordinarie capacità professionali, una serietà ed integrità uniche. Pensionato di lusso dopo aver terminato il suo mandato alla BCE, Mario Draghi avrebbe sicuramente potuto accettare altri incarichi nel mondo finanziario, magari più remunerativi e di sicuro con meno grattacapi rispetto a quello di premier. Ha deciso invece con grandissima umiltà di mettere esperienza ed autorevolezza al servizio del suo Paese. Un gesto che gli rende grande onore.
Alcuni politici pensano che Draghi non meriti la loro fiducia. Decisione politicamente accettabile in un contesto nazionale di ragionevole tranquillità ma, con la crisi che stiamo attraversando ed il Recovery Plan da strutturare in tempi brevi, mi sembra fuori luogo. Il Recovery Plan del governo Draghi dovrà prevedere interventi mirati allo sviluppo del Paese con taglio o riqualificazione di rami secchi dell’industria ed altre attività ormai obsolete da decenni. Ha quindi bisogno del supporto di tutte le forze politiche per portare a buon fine questa straordinaria opportunità.
Da troppo tempo ci portiamo appresso delle situazioni scandalose di inefficienza e rami produttivi obsoleti. Nessun politico delle scorse legislature ha mai voluto metterci veramente mano per risolverle. Draghi è l’uomo giusto, non politico di parte, che potrà veramente dare una svolta molto importante ai basici economici del nostro Belpaese.
Nel suo primo discorso alle camere Draghi ha richiamato in modo perentorio l’importanza di investire massicciamente nella scuola per l’istruzione dei nostri giovani. Ha detto con forza che bisogna preservare il nostro Belpaese con interventi di messa in sicurezza del nostro fragile territorio e ridurre, riconvertendo alcuni settori produttivi, i gas serra che producono tanto riscaldamento globale a danno di tutto l’emisfero.
Ha ricordato che bisogna investire nel turismo perché il turismo è una fonte inesauribile di ricchezza per il Paese. Gli investimenti sul turismo sono investimenti ad alto ritorno economico. Le aziende turistiche non debbono fallire e vanno aiutate a superare questo momento difficile, cosi come bisogna sostenere il reddito di quelle persone che sono rimaste senza lavoro a causa della crisi.
È la prima volta che mi riesca a ricordare, in cui nel suo discorso di insediamento un premier ha parlato di turismo, delle enormi difficolta che il nostro settore ha vissuto e continua a vivere da marzo dello scorso anno. La bellezza dell’ Italia, sia per la sua straordinaria quantità di opere d’arte, record mondiale dei siti patrimonio Unesco, sia per le bellezze paesaggistiche come quelle del buon vivere e della propensione all’ospitalità, con una cultura enogastronomica amata ed invidiata in tutto il mondo, debbono essere valorizzate molto più che in passato.
La scelta di insediare il Ministro del Turismo, dopo tanti anni, ci fa capire quanto Draghi creda nelle potenzialità di questo settore. Questo è sicurante un messaggio molto forte a sostegno della nostra industria. Ha rimarcato la necessità di investire nella digitalizzazione del Paese e questo non può che portare nuova linfa per le nostre aziende che combattono tutti i giorni sui mercati internazionali per vendere i nostri prodotti made in Italy.
Ha annunciato la volontà di aiutare il mondo dell’ospitalità a superare questa drammatica crisi per essere pronto ad affrontare le sfide future, sollecitandoci a rivedere i modelli di gestione delle nostre aziende con parametri e scelte gestionali nuove che recepiscano il cambiamento che il coronavirus ha portato e che la digitalizzazione comporta e comporterà ancor di più in futuro.
Draghi parla poco ma quando parla il mondo si ferma ad ascoltarlo. Non è mai banale, non alza mai la voce per far valere le sue ragioni, sa convincere chi lo ascolta con la forza di un pensiero nobile ed integro di un grande uomo colto, di grande esperienza ed autorevolezza.
Sosteniamolo, dovrà prendere decisioni difficili, a volte dolorose, ma sappiamo sin d’ora che sono decisioni necessarie per far ripartire il Paese con le giuste basi, per affrontare e vincere le sfide internazionali dinanzi a noi, con il fine di assicurare un futuro più florido a noi ed ai nostri figli.


