a quattro mani
Diciottosessantuno, il tocco dello chef Riboldi in una cena speciale a Milano
Lo chef Alberto Riboldi si unisce ad Ali Imran per una cena a quattro mani da 1861 Diciottosessantuno a Milano. Il menu prevedeva piatti fusion con influenze nipponiche e l'iconico “Successo 2015” di Riboldi
La piacevole incursione a Milano dello chef Alberto Riboldi, chef-patron a Castello Malvezzi (Brescia), nella cucina di 1861 Diciottosessantuno guidata dal collega Ali Imran ha permesso a questo locale, che si è affacciato sulla scena metropolitana del capoluogo lombardo lo scorso autunno, di presentarsi anche a quanti fosse sfuggito un'enoteca-ristorante dal nome così evocativo della storia italiana (il riferimento, ça va sans dire, è all'unità d'Italia), ma con contaminazioni etniche che si riflettono anche nel menu.
Diciottosessantuno, la storia
Diciottosessantuno è un'enoteca con cucina ideata da Luca Pedinotti, esperto di ristorazione, e Tommaso Barelli, giovane imprenditore. Il locale propone un'ampia selezione di vini e un menu che combina elementi della cucina contemporanea e fusion, con influenze prevalentemente nipponiche.
L'ambiente è informale e pensato per accogliere una clientela variegata, offrendo spazi adatti sia a momenti conviviali con amici e familiari, sia a cene individuali o aperitivi. Aperto la sera, il locale permette di cenare con abbinamenti di vino studiati o di fermarsi semplicemente per un drink.
Diciottosessantuno, la cena
Dopo essere stati accolti con un benvenuto sottoforma di degustazione di caviale Calvisius in purezza, gli antipasti si sono aperti con un Carpaccio di ricciola in salsa ponzu e shiso, molto interessante, soprattutto grazie ad un gioco di contrasti capace di esaltare i sapori del pesce senza sovrastarlo. È stata quindi la volta degli Uramaki spicy tuna, piccanti al punto giusto, saporiti e delicati al tempo stesso.
Le mani di Riboldi arrivano quando si giunge al primo, uno dei piatti iconici dello chef bresciano che porta a Milano “Il Successo 2015” in occasione del 10° anniversario dalla creazione dello stesso. Si tratta di Spaghetti freddi al nero selezione “Felicetti” con Erba cipollina, Citronette, Scalogno stufato e Calvisius Caviar Tradition. Un piccolo scrigno sottoforma di box del caviale che, aprendosi, scopre un piccolo tesoro per il quale sarebbe stato delittuoso non riservare la più classica delle “scarpette” col pane.
Il Black code “Essenza passion Amaro Lucano” ha quindi chiuso il percorso, rivelando ancora una volta la cucina di contrasti, in questo caso spinti quasi all'estremo dalle note agrumate, di Diciottosessantuno. I piatti sono stati accompagnati dai vini di Terre di San Rocco: uno Chardonnay 2021 piuttosto profumato e con una mineralità interessante, un Pinot Grigio macerato 2018 piuttosto complesso, con note speziate, e un Pinot Bianco Brut Nature, una bollicina fresca, ma di carattere. La cena si è quindi chiusa con un soufflè al cioccolato, accompagnato proprio dall'Essenza Amaro Lucano.


