Da Nasti
A Bergamo la pizza ha incontrato la cucina ligure in una cena d’autore a 4 mani
La tappa bergamasca di The Sanpellegrino Table ha visto protagonisti Riccardo Nasti e Ivan Maniago in una cena degustazione sold out tra pizze d’autore, abbinamenti gourmet e sapori territoriali inediti
La terza tappa di The Sanpellegrino Table si è tenuta alla pizzeria Nasti di Bergamo. L’obiettivo del format è creare un dialogo tra pizze e cucina d’autore. Per questo appuntamento, a fare gli onori di casa è stato il pizzaiolo Riccardo Nasti, terza generazione a portare avanti la pizzeria di famiglia e giovane emergente della scena bergamasca, insieme allo chef Ivan Maniago del ristorante una stella Michelin Impronta d’Acqua di Cavi, Lavagna (Ge).
Il menu a quattro mani tra Bergamo e Liguria
La serata si è aperta con un pane biscottato integrale al finocchietto selvatico, servito con paprika affumicata piccante, the nero e noce di manzo. Al morso, la croccantezza rustica del pane esaltava la speziatura calda e fumé, bilanciata dalla nota fresca dell’erba cipollina e dalla cremosità dell’uovo e della senape. Un boccone deciso, pensato per “svegliare” il palato.
La Pizza al piatto “Prosciutto e Funghi”, realizzata con farina evolutiva e integrale, ha sprigionato profumi boschivi grazie ai porcini e ai finferli sott’olio , carnosi e fragranti, che si sono equilibrati perfettamente con la pancia di vitello lavorata come un prosciutto. Il risultato è stato un contrasto tra la sapidità elegante della carne e la profondità aromatica dei funghi, sostenuto da un impasto sottile ma consistente, capace di veicolare i sapori senza sovrastarli.
Si continua con la Pizza Nuvola-Padellino, una creazione autunnale e omaggio alle radici bergamasche. L'impasto, soffice e leggero con un tocco rustico è dato dalla farina di Mais (autoctono) Spinato di Gandino. Come base una crema alla castagna, pinoli tostati e uvetta. In cima, un ciuffo croccante di radicchio rosso ha bilanciato la dolcezza con una piacevole nota amarognola, creando un gioco di contrasti.
La Pizza in pala croccante si è distinta con la sua doppia anima: croccante all’esterno, ariosa all’interno. La robiola di capra, dal gusto lattico e leggermente acidulo, incontrava la grassezza della salsiccia cruda, mentre il miele di castagno chiudeva il boccone con un finale dolce e amarognolo che puliva il palato e invitava al morso successivo.
L'impasto leggero della Pizza Contemporanea con farina di riso e orzo è stato esaltato da un topping autunnale ben bilanciato: la crema di zucca, dolce e vellutata, insieme alla guancia brasata, intensa e succulenta, con una salsa verde per dare una nota erbacea e agrumata, creando un crescendo gustativo a strati.
I vini in abbinamento
La carta vini della pizzeria Nasti, che conta oltre 500 etichette tra Champagne, Metodo Classico, Borgogna e grandi vini italiani, ha permesso di scegliere il proprio pairing su misura. Ad accompagnare il tutto, le bollicine di Acqua S.Pellegrino e la purezza di Acqua Panna hanno pulito il palato tra una portata e l’altra.
L'accoglienza è stata affidata dalla casa allo Champagne Drappier Brut Nature Pinot Noir Zero Dosage, un blanc de noirs con note di agrumi maturi, crosta di pane e accenni minerali al naso; in bocca teso, verticale, con un finale secco e salino che ha esaltato la speziatura affumicata dell’entrée e la sapidità della pizza Prosciutto e Funghi, pulendo perfettamente la bocca dopo ogni morso.
A seguire, con le pizze più strutturate, abbiamo optato per uno spumante del territorio, Il Calepino 180 Metodo Classico, bollicina bergamasca elegante e cremosa, caratterizzata da un perlage fine quasi impercettibile, profumiche ricordano la crosta di pane ma anche frutta bianca e tropiacale e al sorso si amplificano le sensazioni percepite all'olfatto, mantenendo freschezza. Il gran finale è stato affidato a Passio Colli di Salerno Vino Passito 2023, in abbinamento con il dessert lievitato autunnale e il panettone.
Chi è Riccardo Nasti
Classe 1994, Riccardo Nasti rappresenta la terza generazione della storica pizzeria di famiglia a Bergamo. Cresciuto tra i forni fondati dal nonno Giovanni, ha studiato all’alberghiero e si è specializzato presso il Molino Quaglia, perfezionando tecniche e conoscenze sulle farine.
Un’esperienza internazionale a New York, nell’East Village, ha arricchito la sua visione contemporanea della pizza. Oggi è il responsabile degli impasti e dei lievitati, lavorando su blend di farine e metodi che uniscono creatività e radici campane. Insieme ai cugini Carmine e Francesca guida la pizzeria verso una nuova idea di pizza bergamasca d’autore.
Chi è Ivan Maniago
Originario del Friuli, Ivan Maniago è lo chef patron di Impronta d’Acqua a Cavi, Lavagna (Ge), ristorante gastronomico che racconta la Liguria attraverso ingredienti wild e territoriali.
Dopo gli esordi dietro al banco di una pizzeria, ha lavorato al fianco di maestri come Gualtiero Marchesi, Massimo Bottura, Massimiliano Alajmo e Philippe Léveillé, formando la sua visione culinaria tra cucine stellate come Miramonti l’Altro, Le Calandre e Antica Corona Reale. Tornato in Liguria, ha fondato Impronta d’Acqua, insegna che in due anni ha conquistato una stella Michelin e le Due Forchette del Gambero Rosso, distinguendosi per una cucina identitaria e contemporanea.
Il prossimo appuntamento con The Sanpellegrino Table
La quarta cena degustazione di The Sanpellegrino Table, la rassegna itinerante ideata da Acqua Panna e S.Pellegrino in collaborazione con Gambero Rosso, si terrà il 16 ottobre 2025 alle 20 presso Daniele Gourmet di Avellino, con il maestro pizzaiolo Giuseppe Maglione e lo chef Alessandro Tormolino che proporranno un menu a quattro mani tra impasti d’autore, sapori d’Irpinia e profumi della Costiera.


