Il codice etico di Ristoratori Uniti più che innovare, dà conferme
L'associazione guidata dallo chef Vincenzo Butticè ha stilato 15 punti di comportamento che i ristoratori soci devono seguire. Punti che, in realtà, riassumono e confermano norme anti-covid già obbligatorie o automatiche
Sono 15 i punti elaborati da Ristoratori Uniti (l'associazione nata nelle settimane più dure della pandemia con l'obiettivo di far fronte comune alle difficoltà del settore) per "far stare bene gli ospiti". Lo chiamano "codice etico", un insieme di linee guida utile ad una ripartenza con coscienza. Ma parlare di codice etico è davvero necessario? Vincenzo Butticè, che insieme a Eugenio Galbiati guida l'associazione, cita alcuni dei punti che compongono questo codice: dal rispetto delle regole vigenti in termini di sicurezza della salute pubblica al rispetto delle distanze di un metro, dall'informazione iconografica nei vari locali per aiutare il cliente fino all'attenzione per le prescrizioni sindacali sulla "confusione" che può essere fatta, dopo una certa ora, nel locale. Si tratta di indicazioni sì corrette, ma che già dovrebbero essere automatiche, prima ancora che obbligatorie.

Il codice etico dell'associazione Ristoratori Uniti si diffonde tra i locali del gruppo e mette gli avventori, la loro salute e il loro benessere al centro dell'attenzione. «Fare prevenzione resta fondamentale - spiega Butticè - non possiamo abbassare la guardia: ce lo confermano i dati degli ultimi giorni, che parlano di un aumento del numero di contagi al rientro dalle vacanze». Butticè ha ragione, e il codice etico è sicuramente un ottimo strumento per chi fa parte della squadra... Come lo è per tutti. I punti elencati sintetizzano comportamenti che oggi sono da mantenere secondo le norme di sicurezza anti-covid; altri sono riportati nero su bianco nelle ordinanze regionali che hanno permesso la riapertura dei locali; altre ancora fanno parte di indicazioni di rispetto della quiete pubblica antecedenti al covid.
Un po' eccessivo dunque parlare di "codice etico", ben venga però sottolineare nuovamente l'attenzione a queste importanti norme. Norme che hanno accompagnato i ristoratori del gruppo per tutta la bella stagione: «Molti di noi sono rimasti aperti tutta estate. Poter posizionare tavoli e sedute all'esterno è stato strategico. Adesso, però, non possiamo che guardare già all'autunno, ben consapevoli del numero ridotto di coperti presenti all'interno dei locali».


Un codice etico di comportamenti che dovrebbero già essere automatici
Il codice etico dell'associazione Ristoratori Uniti si diffonde tra i locali del gruppo e mette gli avventori, la loro salute e il loro benessere al centro dell'attenzione. «Fare prevenzione resta fondamentale - spiega Butticè - non possiamo abbassare la guardia: ce lo confermano i dati degli ultimi giorni, che parlano di un aumento del numero di contagi al rientro dalle vacanze». Butticè ha ragione, e il codice etico è sicuramente un ottimo strumento per chi fa parte della squadra... Come lo è per tutti. I punti elencati sintetizzano comportamenti che oggi sono da mantenere secondo le norme di sicurezza anti-covid; altri sono riportati nero su bianco nelle ordinanze regionali che hanno permesso la riapertura dei locali; altre ancora fanno parte di indicazioni di rispetto della quiete pubblica antecedenti al covid.
Un po' eccessivo dunque parlare di "codice etico", ben venga però sottolineare nuovamente l'attenzione a queste importanti norme. Norme che hanno accompagnato i ristoratori del gruppo per tutta la bella stagione: «Molti di noi sono rimasti aperti tutta estate. Poter posizionare tavoli e sedute all'esterno è stato strategico. Adesso, però, non possiamo che guardare già all'autunno, ben consapevoli del numero ridotto di coperti presenti all'interno dei locali».

Vincenzo Butticè
E un occhio di riguardo i Ristoratori Uniti lo danno anche alla movida, che di problemi - come si legge da settimane - ne ha causati molti. «Diciamo che anche in queste settimane i più giovani ci hanno fatto tribolare», ha precisato Butticè. E allora anche qui un punto dedicato tra i 15 elaborati: «Sono vietati gli assembramenti a ridosso dei locali, e informeremo le autorità competenti in caso di assenza di mascherine e mancato rispetto delle distanze di sicurezza». Un comportamento fondamentale, anche questo obbligatorio e valido per tutti.

