La cena aziendale ai tempi del Covid: Mazzoleni sceglie 16 ristoranti e porta a casa dei dipendenti lo stesso menu
L'azienda bergamasca Mazzoleni ha affidato a Chicco Cerea il coordinamento di una cena diffusa: 125 invitati riceveranno in tutta Italia la stessa cena a casa propria il 19 dicembre. Un esempio che può fare scuola
Le crisi è noto o abbattono o stimolano a cercare soluzioni innovative. Quella generate dal Covid è senz’altro una situazione drammatica per la gran parte dei settori, ma per il mondo della ristorazione un po’ di più. Aver chiuso i bar e i ristoranti (non sempre con motivazioni condivisibili) significa non solo aver minato la sopravvivenza di un intero settore, ma anche impedito agli italiani di vivere secondo il proprio stile, abitudini, gusto.
Soprattutto in tempi come questi, con il Natale che income e le cene tra parenti o aziendali erano un appuntamento fisso. Molti hanno rinunciato, qualcuno - appunto - ha trovato invece il modo per non perdere le tradizioni, ma innovandole un po’.

Una cena aziendale natalizia... diffusa: stesso menu, ognuno a casa propria
È il caso della Mazzoleni SpA - l’azienda di Cologno al Serio (Bg) leader italiana nella produzione di integratori per il settore della zootecnia - che ha chiamato a raccolta 16 ristoranti in tutta Italia chiedendogli di preparare per il 19 dicembre una cena con lo stesso menu da consegnare a domicilio a collaboratori e partner, 125 invitati in tutto.
Una “cena diffusa” su tutto in territorio nazionale che gli invitati degusteranno a casa propria. Gli ospiti, lo stesso giorno, alla stessa ora e con lo stesso menu, potranno così cenare virtualmente insieme e si scambieranno gli auguri di Natale in totale sicurezza.
Lo scopo: Non rinunciare alla condivisione e sostenere la ristorazione
Il senso dell’iniziativa e di come è maturato lo spiega Andrea Mazzoleni ceo dell’azienda: «Qualcuno - dice - potrà pensare che si tratta di un delivery rivisitato, ma per noi è molto di più. Dietro questo progetto ci sono: la determinazione a non rinunciare a condividere esperienze con le persone a cui teniamo, nonostante una pandemia mondiale in corso; la voglia di sostenere la ristorazione italiana che è cultura del territorio e volano del settore agroalimentare di cui facciamo parte».
«Noi - prosegue Mazzoleni - operiamo nel settore zootecnico che è stato toccato marginalmente rispetto ad altri, ma siamo il primo anello della filiera. L’entusiasmo nel portare avanti questo progetto, che certamente non contribuirà in maniera sostanziale a modificare il risultato economico dei ristoranti coinvolti, vuole essere anche un piccolo contributo al sostegno della filiera agroalimentare di cui entrambi facciamo parte. La ristorazione italiana è un presidio strategico della nostra cultura e canale di distribuzione dei prodotti di molti nostri clienti. Insieme contribuiamo alla valorizzazione delle eccellenze alimentari italiane. Inoltre, c’è la profonda convinzione che creare sinergie, portare avanti idee “positive” faccia bene a tutti perché si innesca un meccanismo virtuoso, un’energia positiva che tocca tutti».
A coordinare il tutto, Chicco Cerea
Ma come garantire uno standard di qualità alto e omogeneo? Come essere certi che a casa degli ospiti arriverà una cena perfetta? E qui arriva la seconda idea: coinvolgere il Ristorante Da Vittorio che, oltre ad essere un’eccellenza della ristorazione italiana nel mondo, ha una grande esperienza in materia di catering e condivide con noi l’esperienza di un territorio martoriato durante la prima ondata della pandemia.
Con Chicco Cerea è stato messo a punto, menu e modello organizzativo. «L’idea - ha detto lo chef tristellato - mi è piaciuta immediatamente, l’ho trovata davvero molto bella. Coinvolgere 15 ristoranti in tutto il territorio nazionale e creare una rete che permettesse agli ospiti di Mazzoleni di fruire di un servizio delivery di qualità condividendo lo stesso menu nello stesso momento è stato molto stimolante.
Sono idee che infondono ottimismo in un periodo certamente difficile per il nostro settore e non solo». La speranza è che un'idea simile possa fare da capofila per altre simili, non è impossibile, basta un po' di volontà e intraprendenza.
ELENCO RISTORANTI ADERENTI ALL’INIZIATIVA
1. ACQUOLINA, Roma
2. AGORÀ, Rende (PZ)
3. ANTICA TRATTORIA SAN LORENZO, Perugia
4. BACCO, Barletta (BA)
5. D’ONE, Montepagano (TE)
6. DA VITTORIO, Brusaporto (BG)
7. DON ALFONSO SAN BARBATO, Lavello (PZ)
8. GELLIUS, Oderzo (TV)
9. I PUPI, Bagheria (PA)
10. L’AMO, Caserta
11. LA MADIA, Licata (AG)
12. LUIGI POMATA, Cagliari
13. MISERIA E NOBILTÀ, Campobasso
14. PIO COSTANTINI, Collalto. (UD)
15. TURIN PALACE HOTEL, Torino
16. VIRTUOSO GOURMET, Lucigliano (FI)
Soprattutto in tempi come questi, con il Natale che income e le cene tra parenti o aziendali erano un appuntamento fisso. Molti hanno rinunciato, qualcuno - appunto - ha trovato invece il modo per non perdere le tradizioni, ma innovandole un po’.

Cena aziendale a distanza
Una cena aziendale natalizia... diffusa: stesso menu, ognuno a casa propria
È il caso della Mazzoleni SpA - l’azienda di Cologno al Serio (Bg) leader italiana nella produzione di integratori per il settore della zootecnia - che ha chiamato a raccolta 16 ristoranti in tutta Italia chiedendogli di preparare per il 19 dicembre una cena con lo stesso menu da consegnare a domicilio a collaboratori e partner, 125 invitati in tutto.
Una “cena diffusa” su tutto in territorio nazionale che gli invitati degusteranno a casa propria. Gli ospiti, lo stesso giorno, alla stessa ora e con lo stesso menu, potranno così cenare virtualmente insieme e si scambieranno gli auguri di Natale in totale sicurezza.
Lo scopo: Non rinunciare alla condivisione e sostenere la ristorazione
Il senso dell’iniziativa e di come è maturato lo spiega Andrea Mazzoleni ceo dell’azienda: «Qualcuno - dice - potrà pensare che si tratta di un delivery rivisitato, ma per noi è molto di più. Dietro questo progetto ci sono: la determinazione a non rinunciare a condividere esperienze con le persone a cui teniamo, nonostante una pandemia mondiale in corso; la voglia di sostenere la ristorazione italiana che è cultura del territorio e volano del settore agroalimentare di cui facciamo parte».
«Noi - prosegue Mazzoleni - operiamo nel settore zootecnico che è stato toccato marginalmente rispetto ad altri, ma siamo il primo anello della filiera. L’entusiasmo nel portare avanti questo progetto, che certamente non contribuirà in maniera sostanziale a modificare il risultato economico dei ristoranti coinvolti, vuole essere anche un piccolo contributo al sostegno della filiera agroalimentare di cui entrambi facciamo parte. La ristorazione italiana è un presidio strategico della nostra cultura e canale di distribuzione dei prodotti di molti nostri clienti. Insieme contribuiamo alla valorizzazione delle eccellenze alimentari italiane. Inoltre, c’è la profonda convinzione che creare sinergie, portare avanti idee “positive” faccia bene a tutti perché si innesca un meccanismo virtuoso, un’energia positiva che tocca tutti».
A coordinare il tutto, Chicco Cerea
Ma come garantire uno standard di qualità alto e omogeneo? Come essere certi che a casa degli ospiti arriverà una cena perfetta? E qui arriva la seconda idea: coinvolgere il Ristorante Da Vittorio che, oltre ad essere un’eccellenza della ristorazione italiana nel mondo, ha una grande esperienza in materia di catering e condivide con noi l’esperienza di un territorio martoriato durante la prima ondata della pandemia.
Con Chicco Cerea è stato messo a punto, menu e modello organizzativo. «L’idea - ha detto lo chef tristellato - mi è piaciuta immediatamente, l’ho trovata davvero molto bella. Coinvolgere 15 ristoranti in tutto il territorio nazionale e creare una rete che permettesse agli ospiti di Mazzoleni di fruire di un servizio delivery di qualità condividendo lo stesso menu nello stesso momento è stato molto stimolante.
Sono idee che infondono ottimismo in un periodo certamente difficile per il nostro settore e non solo». La speranza è che un'idea simile possa fare da capofila per altre simili, non è impossibile, basta un po' di volontà e intraprendenza.
ELENCO RISTORANTI ADERENTI ALL’INIZIATIVA
1. ACQUOLINA, Roma
2. AGORÀ, Rende (PZ)
3. ANTICA TRATTORIA SAN LORENZO, Perugia
4. BACCO, Barletta (BA)
5. D’ONE, Montepagano (TE)
6. DA VITTORIO, Brusaporto (BG)
7. DON ALFONSO SAN BARBATO, Lavello (PZ)
8. GELLIUS, Oderzo (TV)
9. I PUPI, Bagheria (PA)
10. L’AMO, Caserta
11. LA MADIA, Licata (AG)
12. LUIGI POMATA, Cagliari
13. MISERIA E NOBILTÀ, Campobasso
14. PIO COSTANTINI, Collalto. (UD)
15. TURIN PALACE HOTEL, Torino
16. VIRTUOSO GOURMET, Lucigliano (FI)

