«Prima che gli aiuti, dal Governo ci aspettiamo un po’ di chiarezza e intelligenza. Credo che entrambe siano mancate». Iginio Massari ha utilizzato la schiettezza che da sempre lo contraddistingue, per commentare le scelte sull’Esecutivo di chiudere bar e ristoranti alle 18, ma anche pasticcerie e gelaterie, per evitare il rischio di contagio da coronavirus.

Iginio Massari - L'ira di Massari contro il Governo «Sono mancati aiuti e intelligenza»
Iginio Massari

L’ultimo Dpcm in vigore da lunedì scorso è andato letteralmente di traverso al celebre maestro pasticcere bresciano che in un’intervista al quotidiano La Verità, non ha usato giri di parole per esternare il suo malcontento nei confronti delle restrizioni imposte dal Governo. «Le piccole imprese famigliari come la mia si basano innanzitutto sull’amore e la dedizione al proprio lavoro. Prima ancora che gli aiuti, fondamentali e doverosi per molti – ha detto ancora Massari - bisogna che il governo ci sia la dignità e la possibilità di poter continuare a fare ciò che amiamo e vogliamo».

Difendere la salute, certo, ma anche il lavoro è importante secondo Massari: «È vero che questi Dpcm sono adottati in difesa della salute – ha rimarcato nell’intervista – ma se uno non lavora e per la propria dignità non vuole allungare la mano per chiedere la carità, cosa deve fare? La salute va a farsi friggere se non hai i soldi per mangiare».

Già ad aprile Iginio Massari si era schierato a fianco della categoria dei pasticceri per chiedere la riapertura delle loro attività per Pasqua, ma quella volta le sue parole furono rimaste inascoltate.