Il volontariato come anticorpo per aiutare e sensibilizzare
Il servizio di Volontariato sociale favorisce opportunità di contatti, sviluppa la sensibilizzazione della persona verso realtà e situazioni precarie di vita reale
Oggi giorno sempre più spesso troviamo persone che si prestano all'attività di volontariato a beneficio di altri con disagi sociali di ogni tipo; in azioni come lo sfamare, il curare e l’istruire, o in contesti di salvaguardia e tutela ambientale, oppure ancora nei confronti del patrimonio storico, verso il benessere degli animali e più in generale degli amici quattro zampe.

Molti inoltre si attivano, con slancio e grande coraggio, per situazioni che non vorremmo mai vedere, ad esempio in casi di soccorso per gravi calamità naturali, come è accaduto anche recentemente per i vari terremoti e nubifragi lungo il nostro territorio italiano.
Il volontariato è un'attività strettamente legata al concetto di sviluppo di una società civile, in quanto parte da un impegno personale e gratuito. Il volontariato nel sociale è una convergenza pressoché globale malgrado le differenze tra culture, religioni, filosofie, ed è divenuto per molte persone un valore universale riconosciuto. Dietro ogni esperienza personale ci sono motivazioni e modi di approccio diversi, da intendersi anche per possibilità e competenze di ciascuno, con l’intento di regalare un mondo migliore a noi stessi e ai nostri figli.
Nell’ultimo Congresso Fic svoltosi a Catania lo scorso aprile, Thomas Gugler e Cornelia Volino, rispettivamente presidente mondiale e segretario generale della WorldChefs, hanno consegnato al nostro Roberto Rosati (segretario nazionale aggiunto e presidente del dipartimento Solidarietà Emergenze Fic) un attestato di riconoscimento per tutto il lavoro svolto verso quelle popolazioni colpite dalle recenti catastrofi naturali e per il sostegno di chi versa in situazioni di difficoltà sociale. Lode e celebrazione che il nostro Roberto subito ha voluto condividere con tutto il suo “team” di cuochi volontari della Federcuochi, disseminati su tutto il nostro territorio.
Io come persona e presidente della Fic gioisco e sono onorato di avere nella mia squadra di lavoro persone che, oltre al proprio duro impegno di cuoco, si attivano in attività di volontariato. Noi tutti della Fic, Rosati in primis, abbiamo la convinzione che fare volontariato sia un dovere morale e un diritto civile: chi appartiene a una comunità deve dare e fare qualcosa per essa, in rapporto alle sue possibilità e alle sue competenze, trasmettendo così alla persona stessa, che si attiva nel volontariato sociale, e alla gente che ne beneficia, un profondo senso di cittadinanza, creando una sorta di funzione di “anticorpo” verso possibili derive morali e sociali che lacerano e disgregano.
Che questo grande senso di responsabilità civile e collettiva possa essere, specie per i nostri giovani tutti, come lo è stato per gli aderenti Dse della Fic, modello di grande cambiamento culturale della nostra società e che possa sempre più radicalizzarsi nei nostri animi.

Molti inoltre si attivano, con slancio e grande coraggio, per situazioni che non vorremmo mai vedere, ad esempio in casi di soccorso per gravi calamità naturali, come è accaduto anche recentemente per i vari terremoti e nubifragi lungo il nostro territorio italiano.
Il volontariato è un'attività strettamente legata al concetto di sviluppo di una società civile, in quanto parte da un impegno personale e gratuito. Il volontariato nel sociale è una convergenza pressoché globale malgrado le differenze tra culture, religioni, filosofie, ed è divenuto per molte persone un valore universale riconosciuto. Dietro ogni esperienza personale ci sono motivazioni e modi di approccio diversi, da intendersi anche per possibilità e competenze di ciascuno, con l’intento di regalare un mondo migliore a noi stessi e ai nostri figli.
Nell’ultimo Congresso Fic svoltosi a Catania lo scorso aprile, Thomas Gugler e Cornelia Volino, rispettivamente presidente mondiale e segretario generale della WorldChefs, hanno consegnato al nostro Roberto Rosati (segretario nazionale aggiunto e presidente del dipartimento Solidarietà Emergenze Fic) un attestato di riconoscimento per tutto il lavoro svolto verso quelle popolazioni colpite dalle recenti catastrofi naturali e per il sostegno di chi versa in situazioni di difficoltà sociale. Lode e celebrazione che il nostro Roberto subito ha voluto condividere con tutto il suo “team” di cuochi volontari della Federcuochi, disseminati su tutto il nostro territorio.
Io come persona e presidente della Fic gioisco e sono onorato di avere nella mia squadra di lavoro persone che, oltre al proprio duro impegno di cuoco, si attivano in attività di volontariato. Noi tutti della Fic, Rosati in primis, abbiamo la convinzione che fare volontariato sia un dovere morale e un diritto civile: chi appartiene a una comunità deve dare e fare qualcosa per essa, in rapporto alle sue possibilità e alle sue competenze, trasmettendo così alla persona stessa, che si attiva nel volontariato sociale, e alla gente che ne beneficia, un profondo senso di cittadinanza, creando una sorta di funzione di “anticorpo” verso possibili derive morali e sociali che lacerano e disgregano.
Che questo grande senso di responsabilità civile e collettiva possa essere, specie per i nostri giovani tutti, come lo è stato per gli aderenti Dse della Fic, modello di grande cambiamento culturale della nostra società e che possa sempre più radicalizzarsi nei nostri animi.


