Sono le persone a fare la differenza
Territorio, servizi, infrastrutture: sono tutti dettagli fondamentali per incrementare il turismo. Ma a fare la differenza e a dare quel valore aggiunto all'ospitalità è il calore umano
Di ritorno da Napoli, dove si è inaugurata la seconda edizione di Hospitality Sud, importante appuntamento nel Mezzogiorno dedicato all’industria turistica dell’ospitalità e accoglienza, riflettevo sul fatto che ancora una volta è emerso, tra gli altri, un concetto fondamentale per il nostro ambito lavorativo, ma non solo: le persone fanno sempre la differenza!

Invitato alla conferenza di apertura di questo importante evento, in rappresentanza di Ada - Associazione direttori albergo ho preso la parola dopo i saluti delle autorità presenti e altri autorevoli ospiti e, traendo spunto dagli interventi precedenti, ho sottolineato quanto sia determinante la capacità delle persone di volere e sapere fare sistema per raggiungere obiettivi comuni.
Il Sud Italia negli ultimi anni ha visto crescere notevolmente i turisti che hanno visitato il nostro Paese, ma a livello qualitativo la differenza l’hanno fatta quelle destinazioni dove gli attori del turismo hanno saputo interpretare nel modo più corretto l’ospitalità e l’accoglienza che, infrastrutture e servizi a parte, si ottiene in primis dal modo di porsi di ogni singola persona; tra le città, Napoli ne è stata la dimostrazione.
Certo, è essenziale che il territorio sia attraente, che i servizi funzionino, che le infrastrutture siano all’altezza delle aspettative dei turisti, ma il calore umano, la cortesia e la considerazione verso chi ti sta di fronte, l’ascolto, la comprensione e primo fra tutti il rispetto riescono a conquistare più di ogni altra cosa l’attenzione degli ospiti, facendo sì che partano soddisfatti e siano incentivati a tornare. La parola giusta al momento giusto, espressa con un sorriso sincero, può ripagare molto più di un monumento, che certo non deve mancare.
All’interno di una filiera ogni aspetto e ogni attore sono importanti ed è per questo che bisogna sempre rimanere concentrati gli uni verso gli altri, per collaborare insieme, affrontare e risolvere di comune accordo le problematiche che ci si trova di fronte: tra i diversi soggetti di un determinato ambito, tra pubblico e privato, tra colleghi e partner.
Parlando di turismo, fino ad oggi in Italia abbiamo vissuto di rendita sapendo di essere il Paese più bello del mondo, che chiunque da ogni parte del pianeta prima o poi avrebbe voluto visitare. La nostra prima pubblicità è sempre stata la storia, ma da quando si sono sviluppate le comunicazioni ed il trasporto ecco che ci siamo dovuti confrontare con altre destinazioni e territori prima apparentemente sconosciuti che però hanno saputo “vendersi” al momento giusto e nel modo giusto, cosa che, forse, noi non siamo mai riusciti a fare in modo concreto.
Oggi una speranza possiamo (e dobbiamo) affidarla alla “nuova” Enit, presieduta da un collega di grande esperienza sia in ambito istituzionale che professionale, che speriamo sia messo nelle condizioni di poter operare con serenità e ascoltato per quanto siamo certi potrà fare per la promozione del nostro Paese.
Poi, quando il turista arriva a destinazione, ecco che il testimone torna nelle nostre mani: abbiamo saputo, nel frattempo, preparare un’ospitalità adeguata? Strutture accoglienti? Servizi efficienti? Territori ospitali? Per fare tutto questo, dobbiamo essere capaci di impegnarci insieme, sempre per il bene comune, proprio come avviene (o almeno dovrebbe) a livello associativo, dove solo un confronto aperto, sano e costruttivo può portare all’unità di intenti, invece che a scontro, arroganza e divisione.
Le associazioni nascono ed esistono proprio per poterci confrontare sulle tematiche comuni, per esempio di una professione, sempre nel rispetto, oltre che dei ruoli e delle regole, soprattutto delle persone, dei loro pensieri e intenti. Dipende sempre da noi, da come vogliamo e riusciamo a gestire le diverse questioni che si pongono: se siamo orientati verso il futuro per il bene comune, è più probabile che raggiungiamo l’obiettivo; se rimaniamo legati al nostro singolo interesse personale rischiamo di non ottenere nulla e sicuramente perdiamo anche la nostra credibilità.

Invitato alla conferenza di apertura di questo importante evento, in rappresentanza di Ada - Associazione direttori albergo ho preso la parola dopo i saluti delle autorità presenti e altri autorevoli ospiti e, traendo spunto dagli interventi precedenti, ho sottolineato quanto sia determinante la capacità delle persone di volere e sapere fare sistema per raggiungere obiettivi comuni.
Il Sud Italia negli ultimi anni ha visto crescere notevolmente i turisti che hanno visitato il nostro Paese, ma a livello qualitativo la differenza l’hanno fatta quelle destinazioni dove gli attori del turismo hanno saputo interpretare nel modo più corretto l’ospitalità e l’accoglienza che, infrastrutture e servizi a parte, si ottiene in primis dal modo di porsi di ogni singola persona; tra le città, Napoli ne è stata la dimostrazione.
Certo, è essenziale che il territorio sia attraente, che i servizi funzionino, che le infrastrutture siano all’altezza delle aspettative dei turisti, ma il calore umano, la cortesia e la considerazione verso chi ti sta di fronte, l’ascolto, la comprensione e primo fra tutti il rispetto riescono a conquistare più di ogni altra cosa l’attenzione degli ospiti, facendo sì che partano soddisfatti e siano incentivati a tornare. La parola giusta al momento giusto, espressa con un sorriso sincero, può ripagare molto più di un monumento, che certo non deve mancare.
All’interno di una filiera ogni aspetto e ogni attore sono importanti ed è per questo che bisogna sempre rimanere concentrati gli uni verso gli altri, per collaborare insieme, affrontare e risolvere di comune accordo le problematiche che ci si trova di fronte: tra i diversi soggetti di un determinato ambito, tra pubblico e privato, tra colleghi e partner.
Parlando di turismo, fino ad oggi in Italia abbiamo vissuto di rendita sapendo di essere il Paese più bello del mondo, che chiunque da ogni parte del pianeta prima o poi avrebbe voluto visitare. La nostra prima pubblicità è sempre stata la storia, ma da quando si sono sviluppate le comunicazioni ed il trasporto ecco che ci siamo dovuti confrontare con altre destinazioni e territori prima apparentemente sconosciuti che però hanno saputo “vendersi” al momento giusto e nel modo giusto, cosa che, forse, noi non siamo mai riusciti a fare in modo concreto.
Oggi una speranza possiamo (e dobbiamo) affidarla alla “nuova” Enit, presieduta da un collega di grande esperienza sia in ambito istituzionale che professionale, che speriamo sia messo nelle condizioni di poter operare con serenità e ascoltato per quanto siamo certi potrà fare per la promozione del nostro Paese.
Poi, quando il turista arriva a destinazione, ecco che il testimone torna nelle nostre mani: abbiamo saputo, nel frattempo, preparare un’ospitalità adeguata? Strutture accoglienti? Servizi efficienti? Territori ospitali? Per fare tutto questo, dobbiamo essere capaci di impegnarci insieme, sempre per il bene comune, proprio come avviene (o almeno dovrebbe) a livello associativo, dove solo un confronto aperto, sano e costruttivo può portare all’unità di intenti, invece che a scontro, arroganza e divisione.
Le associazioni nascono ed esistono proprio per poterci confrontare sulle tematiche comuni, per esempio di una professione, sempre nel rispetto, oltre che dei ruoli e delle regole, soprattutto delle persone, dei loro pensieri e intenti. Dipende sempre da noi, da come vogliamo e riusciamo a gestire le diverse questioni che si pongono: se siamo orientati verso il futuro per il bene comune, è più probabile che raggiungiamo l’obiettivo; se rimaniamo legati al nostro singolo interesse personale rischiamo di non ottenere nulla e sicuramente perdiamo anche la nostra credibilità.


