L'articolato percorso del gusto messo a punto insieme ha evidenziato progettualità, creatività e rigore stilistico dei due protagonisti in una successione di momenti diversi, ognuno come un racconto, fermando il tempo.  Ed è proprio il tempo un concetto caro a Stefano Marzetti secondo cui regalarlo a qualcuno, anche creando un piatto, è una cosa preziosa. «Con il mio menù - ha detto - voglio creare quel momento magico di connessione tra chef ed ospite che deve rimanere impresso nella memoria. L’arte consiste proprio nel fermare un istante di bellezza e tradurlo in materia. Credo che la cucina sia uno degli strumenti migliori per farlo».

(Chef Marzetti ospita Pascucci per una cena a 4 mani al Mirabelle)
Stefano Marzetti e Gianfranco Pascucci

Il suo stile è solare, mediterraneo, con ingredienti freschi, singolarmente riconoscibili nel piatto. Passione e talento sono caratteristiche comuni con Gianfranco Pascucci. Ma è soprattutto il mare, con tutte le sue essenze e le sue creature animali e vegetali, il campo d'azione dello chef di Fiumicino.  Nel menu presentato al Mirabelle, il calamaro, l'astice e l'ostrica erano comprimari con le essenze del mare, non protagonisti esclusivi. Nei suoi piatti c'erano le alghe, le erbe spontanee della spiaggia la macchia mediterranea e tutti i loro profumi: un'idea di cucina che Pascucci ha cercato di spiegare nel suo libro "Come è profondo il mare" (Edizioni Gambero Rosso).

(Chef Marzetti ospita Pascucci per una cena a 4 mani al Mirabelle)

Non propone solo pregiati branzini o orate, ma pesce azzurro o, come si dice commercialmente, "pesciacci di terza", quelli che non trovano mercato. Il suo primo fornitore è proprio il mare con tutte le sue essenze che devono restare nel piatto. «Il gesto tecnico – sostiene - arriva dopo». In questo menu al Mirabelle si è creata una perfetta sinergia tra i due chef. «Credo molto in questi appuntamenti a quattro mani - ha detto Stefano Marzetti - perché creano complicità, raccontano due differenti percorsi e generano una bella contaminazione. E poi Gianfranco è una persona con cui mi trovo molto bene. Rispecchia la mia personalità in cucina e condivide il mio pensiero dei momenti senza tempo».

(Chef Marzetti ospita Pascucci per una cena a 4 mani al Mirabelle)

Ed ecco il menu servito, con l'impeccabile presenza del direttore di sala Luca Costanzi e di tutto il personale addetto all'accoglienza. Per gli abbinamenti, molto apprezzata la scelta dei vini, curata dal sommelier Fabrizio Colaianni. Con i deliziosi amuse bouche firmati Marzetti è stato servito un Franciacorta Enrico Rossi mentre un Carricante Etna Bianco Doc "A Puddara" di Fessina ha accompagnato il piatto d'esordio dell'ospite Pascucci, dal nome "Mare". E se non bastavano i profumi di alghe e di acciughe che emanavano da una "spugna" verde, a indicarne il nome c'era nel piatto una scritta fatta di polvere di erbe aromatiche.

(Chef Marzetti ospita Pascucci per una cena a 4 mani al Mirabelle)

Il collega Marzetti lo ha voluto seguire nei profumi iodati proponendo un classico del suo menu: Tonno a modo mio con sorbetto al Bloody Mary, interpretazione del vitello tonnato con polvere di capperi e di limoni, maionese di tofu e germogli di senape. Quasi riduttivo il nome del piatto successivo by Pascucci: Calamaro arrosto, erbe e radici fermentate: un capolavoro di profumi, di consistenze e cotture racchiuso in un bocciolo formate da sottili lamelle tagliate dalla polpa del mollusco. A completarlo una riduzione alghe, ottenuta con una complessa preparazione lunga 20 ore.

(Chef Marzetti ospita Pascucci per una cena a 4 mani al Mirabelle)

Le Caramelle di pasta fresca alla vignarola con fave e pecorino di Marzetti sono state invece un inno - o meglio un invito - alla primavera, quest'anno capricciosa come mai. Astice barbeque, funghi cardoncelli ed emulsione di macchia è stato invece l'omaggio di Pascucci al nobile crostaceo, accompagnato da un Pinot Nero Montauto. Stesso autore per l'intrigante Sorbetto d'ostrica, con pan di spezie, limone, wasabi e gel di alghe, in cui la salinità competeva con la dolcezza, fino alla conclusione con la Zuppetta di fragole e rabarbaro con zabaione e gelato di bufala di Marzetti. Con entrambi i piatti è stato servito il Moscato di Siracusa delle Cantine Golino.

Il Mirabelle, al settimo piano dell'Hotel Splendide Royal, del Gruppo Roberto Naldi Collection, cinque stelle lusso, è tra i ristoranti gourmet più ricercati nella scena capitolina per eleganza e servizio, con dettagli che fanno la differenza e un roof-garden suggestivo. Garantisce un'esperienza sensoriale completa con il talento dell'executive chef e la competenza del sommelier Fabrizio Colaianni che cura la cantina di oltre 750 selezionate etichette, dagli champagne ai grandi di Borgogna fino alle migliori etichette italiane: dai Baroli e Barbareschi fino ai Marsala storici.

Ma questa non è una cantina convenzionale: è la Cave Privée, con una sala conviviale climatizzata e luminosa nello stesso spazio del ristorante, con cui condivide la vista sulla Roma più bella. Al centro un lungo tavolo di cristallo può ospitare fino a 12 ospiti. È un'esperienza nell'esperienza per chi sceglie il "tavolo della cantina": può selezionare personalmente le bottiglie e Stefano Marzetti confezionerà poi un menu "su misura" abbinando i piatti ai vini scelti.

Per informazioni: www.mirabelle.it
www.pascuccialporticciolo.com