Balneari, in arrivo la sanatoria. Canoni bloccati per due anni
Dopo lo stop alla Bolkenstein, con il congelamento delle licenze per i prossimi 15 anni, il Governo prepara un’altra misura che a favore degli stabilimenti balneari, una sanatoria di 2 anni per la riscossione dei canoni
La misura, prevista all’interno di due emendamenti presentati da Lega e Movimento 5 Stelle nell’ambito del cosiddetto Decreto Semplificazioni, riguarderà solo quei casi in cui è in corso un contenzioso tra un’azienda e lo Stato, a patto che nei confronti del titolare non sia pendente un procedimento penale.

Secondo Leonardo Ranieri, vicepresidente di Unioncamere Veneto, il provvedimento potrebbe interessare in particolare circa 300 aziende balneari che negli ultimi anni sono state ridotte sul lastrico, perché costrette a pagare somme esorbitanti a causa di un’errata applicazione della normativa. Per questo, da tempo i rappresentanti del settore chiedevano un intervento del Governo che andasse in questa direzione. Nelle scorse ore, il Movimento 5 Stelle ha chiesto addirittura che questa misura possa essere prorogata fino alla revisione generale del sistema delle concessioni, per la quale, però, ci vorranno parecchi anni.
Si calcola che l’onere stimato per il 2019 con l’entrata in vigore della norma sarà di 72 milioni di euro, che nel 2020 si abbasserà invece a 12 milioni. Si preannuncia dunque una battuta d’arresto per la lotta all’evasione, che secondo l’Agenzia del Demanio si attesterebbe intorno al 50% del giro d’affari, nonostante un canone d’affitto di per sé già contenuto, pari a 1,27 euro al metro quadro per la parte non coperta da strutture.

Secondo Leonardo Ranieri, vicepresidente di Unioncamere Veneto, il provvedimento potrebbe interessare in particolare circa 300 aziende balneari che negli ultimi anni sono state ridotte sul lastrico, perché costrette a pagare somme esorbitanti a causa di un’errata applicazione della normativa. Per questo, da tempo i rappresentanti del settore chiedevano un intervento del Governo che andasse in questa direzione. Nelle scorse ore, il Movimento 5 Stelle ha chiesto addirittura che questa misura possa essere prorogata fino alla revisione generale del sistema delle concessioni, per la quale, però, ci vorranno parecchi anni.
Si calcola che l’onere stimato per il 2019 con l’entrata in vigore della norma sarà di 72 milioni di euro, che nel 2020 si abbasserà invece a 12 milioni. Si preannuncia dunque una battuta d’arresto per la lotta all’evasione, che secondo l’Agenzia del Demanio si attesterebbe intorno al 50% del giro d’affari, nonostante un canone d’affitto di per sé già contenuto, pari a 1,27 euro al metro quadro per la parte non coperta da strutture.

