Batte un cuore abruzzese nelle cucine dei migliori ristoranti del mondo. La classifica “The World’s 50 Best Restaurants 2018” ha incoronato nei giorni scorsi come miglior ristorante del mondo l’Osteria Francescana di Modena di Massimo Bottura, il cui sous chef, Davide Di Fabio, è di Bellante (Te). Sul terzo gradino del podio il Mirazur di Menton, dello chef Mauro Colagreco, italo-agentino di origini abruzzesi, così come il suo sous chef Luca Mattioli di Francavilla (Ch). Scala poi sette posizioni, passando dalla 43ª alla 36ª, il Reale di Castel di Sangro (Aq), guidato dallo chef abruzzese Niko Romito e dalla sorella Cristina.

Massimo Bottura, Mauro Colagreco, Niko Romito (L’Abruzzo nell’Olimpo dei 50 Best Restaurant)
Massimo Bottura, Mauro Colagreco, Niko Romito

Soddisfazione a Bilbao, in occasione degli Oscar della ristorazione, per i talenti made in Abruzzo che contribuiscono a far conoscere anche il nostro territorio nel mondo. E se il sous chef di Massimo Bottura, Davide Di Fabio, nato a Rho ma cresciuto a Bellante, porta nella cucina del miglior ristorante del mondo l’olio abruzzese, i formaggi di Gregorio Rotolo e Antonello Egizi, e il peperone dolce di Altino, l’altro abruzzese d’origine, Mauro Colagreco, ricorda ancora la cucina della mamma di Guardiagrele (Ch), emigrata in Argentina, dove il miglior chef di Francia è nato e cresciuto.

Sembra quasi un romanzo: due abruzzesi che si ritrovano in cucina e scalano le vette di tutte le guide, fino ad entrare nell’Olimpo dei 50 migliori ristoranti del mondo. Così Mauro Colagreco riconosce in quel ragazzo di Francavilla, Luca Mattioli, partito dall’Abruzzo carico di speranze, sé stesso quando aveva lasciato l’Argentina per andare in Francia, con in tasca solo il numero di telefono dell’amico di un amico. Sarà stata la tempra della gente “forte e gentile” d’Abruzzo a far emergere il talento di Colagreco. «Sono contento - afferma commosso lo chef del Mirazur - di avere nella mia brigata di cucina Luca, abruzzese come i miei genitori e i miei nonni. L’Abruzzo lo sento dentro, nel mio Dna, e soprattutto lo porto in cucina con me. Ecco il segreto del mio successo».

Dopo l’ingresso nei primi 50 lo scorso anno, il ristorante Reale è cresciuto nelle valutazioni dell’Academy composta da oltre mille critici gastronomici e scala la classifica fino al numero 36. «Un risultato straordinario - commenta Niko Romito, cuoco autodidatta, classe 1974 - che ci lusinga e ci ripaga del grande lavoro fatto finora. È stato un anno importante in cui tanti progetti si sono consolidati e tanti altri stanno cominciando. Al Reale abbiamo sempre fatto e continueremo a fare una cucina di ricerca, assoluta, che scava in profondità per sviluppare sapori, concetti e tecniche che esaltano al massimo ogni ingrediente e offrono benessere e leggerezza a chi mangia».