Veuve Clicquot, i 2 secoli da Katia Maccari. Menu delle campagne senesi in tavola
Katia Maccari, cuoca stellata de “I Salotti del Patriarca" di Chiusi (Si) ha ospitato l'evento "Atelier des Grandes Dames" della Veuve Clicquot, dedicato a Barbe-Nicole Ponsardin, fondatrice della prestigiosa maison
La cena gourmet, ispirata al bicentenario del mitico champagne, rientra nel progetto con cui la casa francese intende fare omaggio all'estro e alla creatività delle donne cuoche protagoniste della grande cucina, inserite nella più prestigiosa tra le guide, la Michelin. Per questa iniziativa, tutte le cuoche sono “grandes dames”, come la prima che nel 1805, rimasta vedova giovanissima di un produttore di vini, pur vestita a lutto, decise di portare avanti da sola l'azienda contro ogni tradizione dell'epoca e suscitando scandalo.

Così a quella coraggiosa Grand Dame e a tutte le altre donne impegnate nella ristorazione la maison da tempo dedica iniziative. Oltre che alla cuoca toscana, lo ha fatto anche a Identità Golose di Milano con “Identità di Champagne” che ha visto il coinvolgimento di cuoche stellate come Cristina Bowerman, Martina Caruso, Caterina Ceraudo, Gaia Giordano, Antonia Klugmann, Rosanna Marziale, Aurora Mazzucchelli, Viviana Varese e Marianna Vitale.
Katia Maccari, nello splendido contesto della dimora nobiliare di Chiusi, datata XIX secolo, ha saputo dimostrare all’evento Veuve Clicquot una creatività fuori dal comune trasformando i prodotti della campagna senese in piatti inediti e sorprendenti. Cominciando dagli antipasti: prosciutto di cinta senese al coltello, espressione tipica del territorio, e vari appetizer di terra e di mare come Bignè al parmigiano con salmone e avocado, Ostrica Belon al lampone sferificato, Capasanta con fondo di vitello e spuma di rapa rossa, Cannolo di pasta fillo con mousse di foie gras e pistacchio, e Crema di funghi con spugna di pane.

Tutti abbinati alla freschezza del Veuve Clicquot Saint Pétersbourg, un blend tra Pinot noir, Chardonnay e Meunier chiamato così per ricordare la trionfale accoglienza riservata dallo Zar allo champagne che Madame Clicquot riuscì a far arrivare in Russia nel 1814, nonostante l'embargo deciso da Napoleone. Le seducenti bollicine, poi scelte subito dopo per brindare al Congresso di Vienna, non tardarono ad affermarsi nel mondo. Con il benvenuto di Alessio Panarese della famiglia dei proprietari della struttura è cominciata la cena alla tavola imperiale, addobbata per quaranta ospiti e adornata di fiori.
Per cominciare è stato servito il Polpo grigliato con salsa al frutto della passione, delicati Ravioli di patate al fondente di Parmigiano Reggiano, yuzo e gambero rosso crudo, poi le Consistenze di agnello con insalatina d erbe spontanee, crocchette e costine laccate. In abbinamento La Grande Dame 2006, Pinot Noir e Chardonnay, creato nel 1962 per il bicentenario della maison e il Rosé, elegante e aromatico, nato nel 1988 e dedicato al territorio dello Champagne, disegnato dai celebri vigneti. Interessante il carrello di formaggi scelti dall'affinatore Andrea Magi che ha raccontato i segreti delle cinque tipologie servite.

Conclusione in dolcezza con la Meringa con infuso di zenzero in tazza, con la colomba pasquale del maestro pasticciere Giancarlo Maistrello. Il tutto è stato accompagnato dal Veuve Cliquot Demisec una delle cuvée storiche della maison, in omaggio al XIX secolo quando il gusto prevalente era orientato al dolce, servito caraffato per esaltarne al meglio il corredo aromatico. Se al ristorante Katia Maccari reinterpreta il territorio toscano in chiave moderna e creativa con un'accurata ricerca di nuovi sapori, all'altro locale sottostante, la “Taverna del Patriarca”, tipica osteria toscana, viene celebrata la tipica cucina regionale, fatta di piatti robusti come salumi, pecorini, fagioli e l'immancabile fiorentina di Chianina.
La cuoca, 40 anni, dopo una breve esperienza ristorativa con due amici per proporre la cucina della tradizione toscana, decise di entrare nell'azienda di famiglia che oltre alla Villa Il Patriarca comprende una tenuta di mille ettari con allevamenti allo stato brado di pecore e suini di cinta senese, con laboratori per la lavorazione artigianale di formaggi e salumi. Ci sono anche un vasto oliveto, aree orticole, seminative e boschive. Gran parte di quanto arriva in cucina viene da lì, realizzando una filiera agricola e gastronomica chiusa. La cuoca ama cucinare anche per i suoi tre figli, da cui accetta preziosi consigli. «Da loro - dice - ho imparato che alla fine quello che conta è il sapore». Molti i suoi impegni e le collaborazioni negli anni: nominata Ambasciatrice per la Toscana all’ Esposizione Universale di Milano, ha curato delle collane di ricette ed ha partecipato ad innumerevoli eventi promozionali dell’enogastronomia.
Solo cucina è famiglia? No, riesce a trovare anche il tempo per lo sport. Ama il crossfit, ma ha tanta nostalgia della pallavolo e delle moto da strada. La residenza nobiliare “Villa Il Patriarca” oggi è una dimora di grande fascino. Le fondamenta poggiano su una costruzione di epoca etrusca i cui resti sono ben visibili dai pozzi ricavati al piano inferiore della struttura. Quattro stelle, arredata con pezzi di antiquariato ed opere d’arte contemporanea e di design, ha 22 ampie camere. Molti i personaggi illustri che vi sono stati ospitati, tra cui Federico Fellini che con la moglie Giulietta Masina vi soggiornò più volte.
Qui scelse di girare alcune sceme di "Otto e mezzo”. A poco più di un’ora da Siena, Perugia, Assisi, Orvieto, Roma e Firenze è il luogo ideale per immergersi nelle bellezze naturalistiche, ambientali, storiche tra la Val d’Orcia, patrimonio Unesco, la Val di Chiana e le Crete Senesi. Il benessere termale è poi a portata di mano: Pienza, San Quirico d’Orcia, Montepulciano, Bagno VIgnoni e Chiusi fanno nel Senese la provincia più termale d’Italia.

Per informazioni:
www.ilpatriarca.it
www.veuveclicquot.com

Katia Maccari
Così a quella coraggiosa Grand Dame e a tutte le altre donne impegnate nella ristorazione la maison da tempo dedica iniziative. Oltre che alla cuoca toscana, lo ha fatto anche a Identità Golose di Milano con “Identità di Champagne” che ha visto il coinvolgimento di cuoche stellate come Cristina Bowerman, Martina Caruso, Caterina Ceraudo, Gaia Giordano, Antonia Klugmann, Rosanna Marziale, Aurora Mazzucchelli, Viviana Varese e Marianna Vitale.
Katia Maccari, nello splendido contesto della dimora nobiliare di Chiusi, datata XIX secolo, ha saputo dimostrare all’evento Veuve Clicquot una creatività fuori dal comune trasformando i prodotti della campagna senese in piatti inediti e sorprendenti. Cominciando dagli antipasti: prosciutto di cinta senese al coltello, espressione tipica del territorio, e vari appetizer di terra e di mare come Bignè al parmigiano con salmone e avocado, Ostrica Belon al lampone sferificato, Capasanta con fondo di vitello e spuma di rapa rossa, Cannolo di pasta fillo con mousse di foie gras e pistacchio, e Crema di funghi con spugna di pane.

Tutti abbinati alla freschezza del Veuve Clicquot Saint Pétersbourg, un blend tra Pinot noir, Chardonnay e Meunier chiamato così per ricordare la trionfale accoglienza riservata dallo Zar allo champagne che Madame Clicquot riuscì a far arrivare in Russia nel 1814, nonostante l'embargo deciso da Napoleone. Le seducenti bollicine, poi scelte subito dopo per brindare al Congresso di Vienna, non tardarono ad affermarsi nel mondo. Con il benvenuto di Alessio Panarese della famiglia dei proprietari della struttura è cominciata la cena alla tavola imperiale, addobbata per quaranta ospiti e adornata di fiori.
Per cominciare è stato servito il Polpo grigliato con salsa al frutto della passione, delicati Ravioli di patate al fondente di Parmigiano Reggiano, yuzo e gambero rosso crudo, poi le Consistenze di agnello con insalatina d erbe spontanee, crocchette e costine laccate. In abbinamento La Grande Dame 2006, Pinot Noir e Chardonnay, creato nel 1962 per il bicentenario della maison e il Rosé, elegante e aromatico, nato nel 1988 e dedicato al territorio dello Champagne, disegnato dai celebri vigneti. Interessante il carrello di formaggi scelti dall'affinatore Andrea Magi che ha raccontato i segreti delle cinque tipologie servite.

Conclusione in dolcezza con la Meringa con infuso di zenzero in tazza, con la colomba pasquale del maestro pasticciere Giancarlo Maistrello. Il tutto è stato accompagnato dal Veuve Cliquot Demisec una delle cuvée storiche della maison, in omaggio al XIX secolo quando il gusto prevalente era orientato al dolce, servito caraffato per esaltarne al meglio il corredo aromatico. Se al ristorante Katia Maccari reinterpreta il territorio toscano in chiave moderna e creativa con un'accurata ricerca di nuovi sapori, all'altro locale sottostante, la “Taverna del Patriarca”, tipica osteria toscana, viene celebrata la tipica cucina regionale, fatta di piatti robusti come salumi, pecorini, fagioli e l'immancabile fiorentina di Chianina.
La cuoca, 40 anni, dopo una breve esperienza ristorativa con due amici per proporre la cucina della tradizione toscana, decise di entrare nell'azienda di famiglia che oltre alla Villa Il Patriarca comprende una tenuta di mille ettari con allevamenti allo stato brado di pecore e suini di cinta senese, con laboratori per la lavorazione artigianale di formaggi e salumi. Ci sono anche un vasto oliveto, aree orticole, seminative e boschive. Gran parte di quanto arriva in cucina viene da lì, realizzando una filiera agricola e gastronomica chiusa. La cuoca ama cucinare anche per i suoi tre figli, da cui accetta preziosi consigli. «Da loro - dice - ho imparato che alla fine quello che conta è il sapore». Molti i suoi impegni e le collaborazioni negli anni: nominata Ambasciatrice per la Toscana all’ Esposizione Universale di Milano, ha curato delle collane di ricette ed ha partecipato ad innumerevoli eventi promozionali dell’enogastronomia.
Ravioli di patate al fondente di Parmigiano Reggiano, yuzo e gambero rosso crudo
Solo cucina è famiglia? No, riesce a trovare anche il tempo per lo sport. Ama il crossfit, ma ha tanta nostalgia della pallavolo e delle moto da strada. La residenza nobiliare “Villa Il Patriarca” oggi è una dimora di grande fascino. Le fondamenta poggiano su una costruzione di epoca etrusca i cui resti sono ben visibili dai pozzi ricavati al piano inferiore della struttura. Quattro stelle, arredata con pezzi di antiquariato ed opere d’arte contemporanea e di design, ha 22 ampie camere. Molti i personaggi illustri che vi sono stati ospitati, tra cui Federico Fellini che con la moglie Giulietta Masina vi soggiornò più volte.
Qui scelse di girare alcune sceme di "Otto e mezzo”. A poco più di un’ora da Siena, Perugia, Assisi, Orvieto, Roma e Firenze è il luogo ideale per immergersi nelle bellezze naturalistiche, ambientali, storiche tra la Val d’Orcia, patrimonio Unesco, la Val di Chiana e le Crete Senesi. Il benessere termale è poi a portata di mano: Pienza, San Quirico d’Orcia, Montepulciano, Bagno VIgnoni e Chiusi fanno nel Senese la provincia più termale d’Italia.

Consistenze di agnello con insalatina d erbe spontanee, crocchette e costine laccate
Per informazioni:
www.ilpatriarca.it
www.veuveclicquot.com


