Politica statica e recidiva. Abbiamo le stesse esigenze da 17 anni
Cosa chiedere alla classe politica dopo le elezioni del 4 marzo? Incredibile ma vero: mi basta copiare quanto scrivevo, dopo la tornata elettorale di quell’anno, sulla rivista “Lombardia a Tavola” del maggio 2001
Ripeto: copio tale e quale perché, dopo 17 anni, purtroppo non è cambiato nulla.

Signori parlamentari, sveglia!

- Diminuire il numero dei parlamentari e evitare il proliferare dei partiti.
- Meno leggi e maggiore determinazione nel farle rispettare.
- La sicurezza nelle case e nelle città: criminalità a livelli insopportabili.
- Più severità per concussioni, corruzioni, danni al patrimonio naturale.
- Lavoro e sicurezza sociale a tutti, valorizzando capacità e intelligenze migliori.
- Garantire il diritto alla salute, senza umiliazioni della persona in ambulatori e ospedali.
- Una giustizia più rapida, con la certezza che la pena sia scontata.
- Migliorare strade e ferrovie. Soprattutto in Lombardia, il traffico caotico fa perdere tempo e denaro, stressando la vita.
- Evitare sprechi di Stato che sottraggono risorse allo sviluppo vero del Paese.
- Debellare la malavita organizzata che ostacola la libera imprenditoria e quindi lo sviluppo economico-sociale.
- Puntare decisamente sull’industria turistica: il nostro enorme patrimonio naturale e storico-artistico è la vera risorsa dell’Italia.
- Valorizzare e difendere l’agricoltura e l’enogastronomia italiana, che il mondo invidia e imita.
Signori parlamentari, sveglia!


