Elezioni, gara tra chi le spara più grosse. Ma non una parola sull'agroalimentare...
Con l'avvicinarsi delle elezioni politiche, le campagne elettorali assomigliano di più ad un tiro a segno. Eppure di temi di rilevanza economia come pirateria agroalimentare, eco-mafie e corruzione nemmeno l'ombra
Fra meno di un mese, il 4 marzo, si terranno le elezioni politiche e, in Lombardia e Lazio, anche le regionali. Per ora, più che una campagna elettorale sembra un tiro a segno dove colpisce chi le spara più grosse. Ci vorrebbe una enciclopedia per raccogliere le ''fregnacce'' degli uni e degli altri nel dibattito quotidiano del tutto contro tutti.

Due argomenti vengono però del tutto sorvolati se non dimenticati nel confronto politico. Il primo riguarda il futuro dell'agricoltura e del settore agroalimentare. Al di là delle sparate momentane in occasione di visite ad aziende agricole, caseifici, stalle, cantine e mercati, una proposta organica non si è ancora letta. E sì che i due settori potrebbero e possono rappresentare per i giovani occasioni di lavoro, e per il Paese opportunità di crescita e sviluppo. E poi sovviene un esempio; di recente l'Unione europea ha richiamato l'Italia sul pagamento delle multe pregresse per lo splafonamento delle quote latte. Se né è parlato per un giorno sui giornali, poi, silenzio. Visto l'argomento spinoso e trasversale, meglio rinviare e far finta di niente...
Il secondo argomento, del tutto dimenticato e ignorato, concerne le infiltrazioni della criminalità organizzata e della mafia nella politica, nella pubblica amministrazione e negli enti di vario livello, dai Comuni al Parlamento. Chi lancia proposte e idee su come combattere la corruzione, le infiltrazioni della malavita negli appalti, le eco-mafie che distruggono interi territori agricoli; e ancora sul traffico illecito di rifiuti, la contraffazione e dell'alterazione dei prodotti agroalimentari? Domande, per ora, senza risposte. Ma siamo fiduciosi, nei prossimi giorni qualcuno forse, batterà un colpo! Ci farà conoscere uno o più programmi.

Due argomenti vengono però del tutto sorvolati se non dimenticati nel confronto politico. Il primo riguarda il futuro dell'agricoltura e del settore agroalimentare. Al di là delle sparate momentane in occasione di visite ad aziende agricole, caseifici, stalle, cantine e mercati, una proposta organica non si è ancora letta. E sì che i due settori potrebbero e possono rappresentare per i giovani occasioni di lavoro, e per il Paese opportunità di crescita e sviluppo. E poi sovviene un esempio; di recente l'Unione europea ha richiamato l'Italia sul pagamento delle multe pregresse per lo splafonamento delle quote latte. Se né è parlato per un giorno sui giornali, poi, silenzio. Visto l'argomento spinoso e trasversale, meglio rinviare e far finta di niente...
Il secondo argomento, del tutto dimenticato e ignorato, concerne le infiltrazioni della criminalità organizzata e della mafia nella politica, nella pubblica amministrazione e negli enti di vario livello, dai Comuni al Parlamento. Chi lancia proposte e idee su come combattere la corruzione, le infiltrazioni della malavita negli appalti, le eco-mafie che distruggono interi territori agricoli; e ancora sul traffico illecito di rifiuti, la contraffazione e dell'alterazione dei prodotti agroalimentari? Domande, per ora, senza risposte. Ma siamo fiduciosi, nei prossimi giorni qualcuno forse, batterà un colpo! Ci farà conoscere uno o più programmi.


