«Non si può resistere al richiamo dell’Italia, della sua tradizione enogastronomica, dei suoi prodotti invidiati in ogni angolo del mondo», ha detto lei usando poche parole pronunciate con grande emozione.

Oriana Tirabassi (Oriana Tirabassi torna in Italia al timone del ristorante dell'Aleph Hotel)
Oriana Tirabassi

Oriana Tirabassi arriva in un affascinante edificio anni’30 ubicato nel cuore della Capitale, a due passi da Fontana di Trevi e piazza di Spagna, che in origine era una banca convertito poi a struttura ricettiva. Ma che mantiene tracce del suo passato nel restauro conservativo che ha trasformato il caveau sotterraneo in un affascinante Centro Fitness e Spa.

Oriana Tirabassi è nata a San Benedetto del Tronto, città che si affaccia sul mar Adriatico e conserva della sua terra d’origine la verve creativa e la passione per il pesce e le verdure, prodotti irrinunciabili nelle sue creazioni. Dal 2008 ha iniziato a lavorare come chef di cucina italiana nei ristoranti di diversi hotel a cinque stelle di tutto il mondo come Mezzo Mezzo al JW Marriot Hotel a Mumbai in India, Rosso al Shangri-La Hotel a Jakarta (Indonesia), Spasso Restaurant and Bar 494 all’ Erawan Grand Hyatt Bangkok in Tailandia.

Della sua cucina si sono deliziati Obama, Carlo d’Inghilterra e il Sultano del Brunei. «Dopo tanti anni lontano dall’Italia - spiega Oriana - ho deciso che era arrivato il momento di tornare, carica di una esperienza straordinaria che mi ha permesso di conoscere tecniche di lavorazione, prodotti, spezie unici. Qui a Roma voglio proporre una cucina italiana con prodotti del territorio elaborata con tecniche di cottura di stampo orientale e una accuratezza del food design tipica dei paesi asiatici. Ma non voglio assolutamente sentir parlare di fusion».

L’occasione di provare i suoi piatti, un press lunch che si è tenuto nel roof restaurant dell’hotel con una splendida vista sui tetti. Un menu molto articolato dove a farlo da padrone, manco a dirlo, è stato il pesce. Trionfo di crudo nell’antipasto con tonno, panzanella e burrata e crudo di calamaro, yuzu al limone, avocado affiancati da una zuppa di pesce all’orientale. Delicato e con il sapore del mare in bocca i ravioli con l’interno di gambero rosso di Mazara, colatura di alici, astice affumicato.

(Oriana Tirabassi torna in Italia al timone del ristorante dell'Aleph Hotel)

«Ritengo che prodotti di alta qualità, non vadano mai lavorati o cucinati troppo, altrimenti si mortificano - puntualizza Oriana - sarà per questo che non amo moltissimo sughi ed intingoli lasciati sui fornelli svariate ore. Difficilmente troverete questi piatti nel mio menu». Un percorso culinario che è un inno alla tradizione e all’hand made che si rivela nell’entreè per gli ospiti: una pagnottella fatta in casa, su modello dei pani giapponesi con il marchio dell’Aleph impresso sulla crosta e un cuore di cacio e pepe, pronta per essere degustata con un selezionato olio italiano e un burro preparato direttamente dalla chef.

Davvero interessante poi la proposta del filetto di cervo con polvere di caffè, pepe nero, finocchio, melograno, quinoa. Le verdure hanno un ruolo tutt’altro che marginale nella filosofia culinaria della Tirabassi: «Se proprio dovessi confessare il piatto che meglio mi rappresenta - rivela Oriana - al netto di funghi e tartufo autentiche ossessioni del momento, allora dovrei parlare di quel paradiso rappresentato dal mio orto rigoglioso di insalate di ogni sorta. Inoltre ho portato con me nella mia nuova residenza ad Acilia più di 2500 semi di piante. La voglia di sperimentare ogni giorno con i prodotti della mia terra è una tentazione troppo forte a cui resistere. E poi non vi è nulla di più esaltante del contrasto fra la freschezza di una verdura appena colta ed il sapore gustoso di una carne leggermente scottata. Questa è la combinazione perfetta».

Dunque un coming back in grande stile senza rimpianti o meglio qualcosa del Giappone manca in Italia: «Vorrei che qui ci fosse lo stesso livello nella cultura del receiving che si ha in Asia - conclude Oriana - lì quando mi arriva in prodotto pronto da cucinare non devo controllare che tutto sia perfetto, da noi invece un minimo di apprensione c’è, la sorpresa è sempre dietro l’angolo». Nuove contaminazioni culinarie, mix equilibrato fra sapori dell’infanzia e tocchi esotici serviti in una forma armoniosa che rivelano un tocco femminile. L’offerta gastronomica della Capitale si arricchisce da oggi di un grande talento.

Per informazioni: www.alephrome.com