Parco archeologico del Colosseo? Non per il Tar del Lazio, che ha accolto il ricorso della città di Roma contro l'iniziativa del ministero dei Beni culturali. Un altro ricorso è stato accolto, sempre contro la medesima iniziativa, quello presentato dalla Uil - Unione italiana del lavoro. Entrambi i ricorsi sono stati ufficializzati con sentenze brevi che rappresentano a tutti gli effetti uno stop al progetto del Ministero.

Parco del Colosseo, il no del Tar del Lazio Roma Capitale la spunta sul Ministero

Il primo ricorso era stato annunciato alla fine di aprile da Virginia Raggi, sindaco di Roma, e dal suo vice e assessore alla Crescita culturale, Luca Bergamo, e si oppone ai due decreti del Ministro Dario Franceschini di istituzione del Parco archeololgico del Colosseo e di indizione della gara internazionale per la selezione del direttore.

Chiaro il parere di Roma Capitale, secondo la quale l'istituzione del Parco archeologico del Colosseo «svuota di contenuto l'accordo sottoscritto nell'anno 2015 tra il Ministero e Roma Capitale» e «introduce disposizioni economiche finanziarie lesive degli interessi dell'amministrazione capitolina».

Quando si parla dell'accordo del 2015, ci si riferisce a quello sulla valorizzazione dei Fori, da intendersi come gestione condivisa della parte comunale, quella dei Fori imperiali, e della parte statale, quella del Foro romano. Un accordo che, però, non è mai stato regolato da statuto, causa la conclusione anticipata dell'amministrazione di Ignazio Marino.

Per quanto riguarda la parte delle risorse, il Comune accusa il ministero di togliere fondi dal territorio di Roma Capitale, visto che «tutti gli introiti economici prima facenti capo alla Soprintendenza speciale per il Colosseo e l'area archeologica centrale di Roma e che venivano da questa reinvestiti nella tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico della città - si legge nel ricorso di Roma Capitale - con l'odierna riforma ministeriale solo in minima parte potrebbero continuare a confluirvi, mentre il restante 70% è destinato a rimanere in capo al novello Polo archeologico del Colosseo, quindi al ministero».

Intanto gli uffici legali del Mibact sono già al lavoro per preparare il ricorso al Consiglio di Stato e la richiesta di sospensione della sentenza, sperando in una risposta rapida.