Musei, la sentenza del Consiglio di Stato. I direttori dall'estero tornano al loro posto
Non è ancora definitivo, la sentenza finale sarà ad ottobre, ma al momento i direttori stranieri vincitori del bando torneranno nei rispettivi musei. Cauto Franceschini, entusiasti invece gli interessati
Questione stranieri come direttori dei musei, la situazione si è ribaltata: tornano infatti al loro posto, dopo la bocciatura del Tar del lazio i cinque direttori di Palazzo Ducale di Mantova, Gallerie Estensi di Modena, Museo archeologico nazionale di Taranto, Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria e Museo archeologico nazionale di Napoli, che il 25 maggio avevano vista annullata la loro nomina. Il merito di questa decisione va al Consiglio di Stato.

Sono stati i giudici amministrativi a stabilire che i rispettivi direttori potessero riprendere la loro posizione, «considerata la mancanza di pregiudizio nei confronti dei ricorrenti vittoriosi in primo grado, titolari di incarichi che continuano a svolgere durante il corso del processo».
Nel commentare la nuova direzione presa, Franceschini ha usato toni stilizzati, senza sbilanciarci, in un tweet postato sulla sua pagina: «Da domani (oggi, ndr) i direttori dei musei tornano al lavoro. A ottobre la decisione definitiva». Con decisamente più gioia e soddisfazione si sono espressi i cinque interessati, che trovano nella sentenza una vera e propria boccata d'ossigeno.
«Sono immensamente felice di tornare al lavoro - così Paolo Giulierini, direttore del Museo archeologico di Napoli - e di essere al servizio del Mibact, del Mann e della città». «Se ho accettato la sfida di mollare il posto fisso - ha commentato Eva degli Innocenti, rientrata in Italia dall'estero per riorganizzare il Museo archeologico di Taranto - è per la voglia di mettere al servizio del mio Paese le competenze maturate all'estero».
Prudente, forse per scaramanzia visti i numerosi colpi di scena, il direttore del Palazzo Ducale di Mantova, Peter Assmann: «Bisogna aspettare la circolare ministeriale, ma già domani (oggi, ndr ) credo di poter tornare al mio posto». Solidale con i colleghi il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt: «Sono tutti bravissime persone e sono molto felice che possano riprendere con il loro lavoro e portare avanti i progetti purtroppo sospesi dopo il provvedimento del Tar».

Sono stati i giudici amministrativi a stabilire che i rispettivi direttori potessero riprendere la loro posizione, «considerata la mancanza di pregiudizio nei confronti dei ricorrenti vittoriosi in primo grado, titolari di incarichi che continuano a svolgere durante il corso del processo».
Nel commentare la nuova direzione presa, Franceschini ha usato toni stilizzati, senza sbilanciarci, in un tweet postato sulla sua pagina: «Da domani (oggi, ndr) i direttori dei musei tornano al lavoro. A ottobre la decisione definitiva». Con decisamente più gioia e soddisfazione si sono espressi i cinque interessati, che trovano nella sentenza una vera e propria boccata d'ossigeno.
«Sono immensamente felice di tornare al lavoro - così Paolo Giulierini, direttore del Museo archeologico di Napoli - e di essere al servizio del Mibact, del Mann e della città». «Se ho accettato la sfida di mollare il posto fisso - ha commentato Eva degli Innocenti, rientrata in Italia dall'estero per riorganizzare il Museo archeologico di Taranto - è per la voglia di mettere al servizio del mio Paese le competenze maturate all'estero».
Prudente, forse per scaramanzia visti i numerosi colpi di scena, il direttore del Palazzo Ducale di Mantova, Peter Assmann: «Bisogna aspettare la circolare ministeriale, ma già domani (oggi, ndr ) credo di poter tornare al mio posto». Solidale con i colleghi il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt: «Sono tutti bravissime persone e sono molto felice che possano riprendere con il loro lavoro e portare avanti i progetti purtroppo sospesi dopo il provvedimento del Tar».

