Questione stranieri come direttori dei musei, la situazione si è ribaltata: tornano infatti al loro posto, dopo la bocciatura del Tar del lazio i cinque direttori di Palazzo Ducale di Mantova, Gallerie Estensi di Modena, Museo archeologico nazionale di Taranto, Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria e Museo archeologico nazionale di Napoli, che il 25 maggio avevano vista annullata la loro nomina. Il merito di questa decisione va al Consiglio di Stato.

Musei, la sentenza del Consiglio di Stato I cinque direttori tornano al loro posto

Sono stati i giudici amministrativi a stabilire che i rispettivi direttori potessero riprendere la loro posizione, «considerata la mancanza di pregiudizio nei confronti dei ricorrenti vittoriosi in primo grado, titolari di incarichi che continuano a svolgere durante il corso del processo».

Nel commentare la nuova direzione presa, Franceschini ha usato toni stilizzati, senza sbilanciarci, in un tweet postato sulla sua pagina: «Da domani (oggi, ndr) i direttori dei musei tornano al lavoro. A ottobre la decisione definitiva». Con decisamente più gioia e soddisfazione si sono espressi i cinque interessati, che trovano nella sentenza una vera e propria boccata d'ossigeno.

«Sono immensamente felice di tornare al lavoro - così Paolo Giulierini, direttore del Museo archeologico di Napoli - e di essere al servizio del Mibact, del Mann e della città». «Se ho accettato la sfida di mollare il posto fisso - ha commentato Eva degli Innocenti, rientrata in Italia dall'estero per riorganizzare il Museo archeologico di Taranto - è per la voglia di mettere al servizio del mio Paese le competenze maturate all'estero».

Prudente, forse per scaramanzia visti i numerosi colpi di scena, il direttore del Palazzo Ducale di Mantova, Peter Assmann: «Bisogna aspettare la circolare ministeriale, ma già domani (oggi, ndr ) credo di poter tornare al mio posto». Solidale con i colleghi il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt: «Sono tutti bravissime persone e sono molto felice che possano riprendere con il loro lavoro e portare avanti i progetti purtroppo sospesi dopo il provvedimento del Tar».