Italia e Corea si incrociano ai fornelli. Cena romana con Bowerman e Sohyi Kim
«Cucina e sport: due temi molto vicini, elementi di congiunzione e unione anche tra popoli che hanno culture differenti». Lo ha detto a Roma Soomyoung Lee, direttore dell’Istituto culturale coreano
L’occasione è stata la presentazione di un insolito evento gastronomico orchestrato da due cuochi di grande talento: la stellata Cristina Bowerman, presidente dell’associazione Ambasciatori del gusto, e la sudcoreana Sohyi Kim, celebre star televisiva di Masterchef Corea e protagonista a Expo 2015.
L’evento ha dato il via ad un interno programma culturale per la Settimana della cultura coreana a Roma, tra cui corsi di cucina k-food, ma è stato soprattutto l’occasione per presentare i Giochi Olimpici invernali che si svolgeranno in Corea, nella città di Pyeongchang dal 9 al 25 febbraio. La serata, che si è svolta al ristorante Romeo Chef&Baker è stata presentata da Francesca Barberini, celebre volto della tv del gusto e food writer.

Le due cuoche hanno proposto tre piatti con prodotti comuni ad entrambe le culture, mentre l’ultimo, il dessert, è stato ideato e creato insieme. Sohyi Kim che si è dichiarata innamorata dell'Italia e dei suoi prodotti, ha preparato per l'occasione un piatto fusion: Il Kimchi Gamza Pizza con Geotjeori, con ingredienti coreani e tipicità italiane come prosciutto di Parma, Parmigiano Reggiano e rucola, adagiato su una base pensata come una pizza.


Ma la vera opera comune è stato l'"Ok, Su! Su!" allegro nome dato al dessert. Un dolce con note piccanti, gelato di panna e pop corn, abbinato al distillato Goundal Bekja, 52 gradi e considerato una bevanda preziosa (300 euro una piccola bottiglia). «Ben 5mila miglia separano la Corea e l’Italia - ha detto ancora Soomyoung Lee, direttore dell’Istituto culturale coreano di Roma, il più grande d’Europa - ma nonostante la distanza e la diversità uno scambio culturale non può che portare buoni frutti. Uno degli elementi fondamentali della nostra cultura è la cucina, espressione del nostro territorio e della nostra tradizione, ma crediamo che oltre a questo valore si possano incontrare e armonizzare prodotti e i gusti. E stasera Corea e Italia quindi sono più che mai "food connetted", unite dal cibo».

La cucina coreana è considerata gustosa e apportatrice di benessere, con il suo patrimonio di prodotti delle quattro stagioni che crescono nelle zone interne e in prossimità del mare. Inoltre è priva di grassi, usa i vegetali fermentati e le cotture alla griglia. Lo dimostra il crescente interesse del pubblico italiano per l'aumento dei ristoranti coreani negli ultimi anni nelle nostre città. «La contaminazione culturale per me è un modo di vivere - ha detto Cristina Bowerman - perché significa apertura, crescita culturale. Un punto in comune tra le due culture gastronomiche è la capacità di rendere prodotti semplici e alla portata di tutti healthy, al passo con le moderne esigenze nutrizionali e di gusto».

L’evento ha dato il via ad un interno programma culturale per la Settimana della cultura coreana a Roma, tra cui corsi di cucina k-food, ma è stato soprattutto l’occasione per presentare i Giochi Olimpici invernali che si svolgeranno in Corea, nella città di Pyeongchang dal 9 al 25 febbraio. La serata, che si è svolta al ristorante Romeo Chef&Baker è stata presentata da Francesca Barberini, celebre volto della tv del gusto e food writer.

Cristina Bowerman e Sohyi Kim
Le due cuoche hanno proposto tre piatti con prodotti comuni ad entrambe le culture, mentre l’ultimo, il dessert, è stato ideato e creato insieme. Sohyi Kim che si è dichiarata innamorata dell'Italia e dei suoi prodotti, ha preparato per l'occasione un piatto fusion: Il Kimchi Gamza Pizza con Geotjeori, con ingredienti coreani e tipicità italiane come prosciutto di Parma, Parmigiano Reggiano e rucola, adagiato su una base pensata come una pizza.

Sohyi Kim, Soomyoung Lee e Cristina Bowerman
«Era un piatto del passato - ha detto la cuoca, legato alla tradizione di Gangwon, la regione dove si svolgeranno i Giochi Invernali, ma che ha accolto armonicamente gli italici sapori». Scontata la presenza del kimchi, il cavolo fermentato e speziato amatissimo dai coreani come garanzia di buona salute e lunga vita. Cristina Bowerman invece ha preparato un inedito Risotto di grano saraceno, prodotto molto diffuso nel Paese asiatico, con patate e calamari. Entrambi i piatti erano accompagnati da distillati made in Korea: il Maggeolli e il Malgeun Badang, oltre che da vini italiani di etichette prestigiose: Falesco Metodo Classico, Verdicchio Castello di Jesi 2015 e Chianti Classico Peppoli 2015 di Antinori.
Kimchi Gamza Pizza con Geotjeori
Ma la vera opera comune è stato l'"Ok, Su! Su!" allegro nome dato al dessert. Un dolce con note piccanti, gelato di panna e pop corn, abbinato al distillato Goundal Bekja, 52 gradi e considerato una bevanda preziosa (300 euro una piccola bottiglia). «Ben 5mila miglia separano la Corea e l’Italia - ha detto ancora Soomyoung Lee, direttore dell’Istituto culturale coreano di Roma, il più grande d’Europa - ma nonostante la distanza e la diversità uno scambio culturale non può che portare buoni frutti. Uno degli elementi fondamentali della nostra cultura è la cucina, espressione del nostro territorio e della nostra tradizione, ma crediamo che oltre a questo valore si possano incontrare e armonizzare prodotti e i gusti. E stasera Corea e Italia quindi sono più che mai "food connetted", unite dal cibo».

Risotto di grano saraceno
La cucina coreana è considerata gustosa e apportatrice di benessere, con il suo patrimonio di prodotti delle quattro stagioni che crescono nelle zone interne e in prossimità del mare. Inoltre è priva di grassi, usa i vegetali fermentati e le cotture alla griglia. Lo dimostra il crescente interesse del pubblico italiano per l'aumento dei ristoranti coreani negli ultimi anni nelle nostre città. «La contaminazione culturale per me è un modo di vivere - ha detto Cristina Bowerman - perché significa apertura, crescita culturale. Un punto in comune tra le due culture gastronomiche è la capacità di rendere prodotti semplici e alla portata di tutti healthy, al passo con le moderne esigenze nutrizionali e di gusto».

"Ok,Su! Su!"


