Mainardi protagonista ad Acqualagna. Diverte con il Risotto di tartufo e casciotta
Le domeniche della Fiera del Tartufo di Acqualagna sono piene di sorprese e di personaggi televisivi. Una festa per chi vede dal vivo i suoi beniamini. Andrea Mainardi è un giovane cuoco in carriera
Dalle cucine dell’Albereta con Andrea Berton fino a Brescia al ristorante Cucina Officina. Nel frattempo una tappa a New York e le partecipazioni alla Prova del Cuoco, Rai1. Adesso è su Fox Life con Ci pensa Mainardi. Frizzante e scanzonato come il suo celebre ciuffo anima il palco del Salotto da Gustare condotto dall’intelligenza e l’ironia di Federico Quaranta e dell’immancabile Tinto (Decanter Radio2, La Prova del Cuoco).
Due gli ingredienti principali del risotto di Mainardi, del suo risotto: il tartufo bianco di Acqualagna e la celebre Casciotta di Urbino. Il cascio, come amava chiamarlo Michelangelo Buonarroti, che lo scorso anno ha celebrato i 20anni di Dop. Il Consorzio tutela e raccoglie la produzione di latte di molti pastori locali. Un fiore all’occhiello dell’agroindustria marchigiana. Ma com’è il suo risotto?

Un ottimo Carnaroli, vino bianco, cipolla bianca, latte fresco e casciotta di Urbino. Tosta il riso in padella quel poco che basta a sentirlo tintinnare e lo bagna con il brodo. Sul palco si crea un attimo di suspance e il pubblico applaude. Con Federico Quaranta cresce il ritmo a ritmo di mantecatura. Mainardi fonde la casciotta nel latte, lentamente, mentre Paolo Cesaretti, brand manager del Consorzio racconta una storia bella che parte dalle morbide colline marchigiane, dai pascoli fino alla casciotta rotonda e gaudente. Adatta a qualsiasi preparazione culinaria. Lo dimostra Mainardi facendola diventare una morbida fonduta. E la cipolla? E il vino? Non dovevano andare all’inizio? Domanda una signora dalla platea. Quaranta la fa salire sul palco e il gioco spettacolo continua. Il nostro giovane cuoco svela il mistero del suo risotto. Fa appassire la cipolla nel vino fino sfumare l’alcool e svanire l’acidità della cipolla.
A risotto finito e, prima della mantecatura, ricompone il tutto, spegne il fuoco e unisce la casciotta fusa. Ultimo il Re tartufo bianco di Acqualagna che sprigiona, alla prima scaglia, un profumo irresistibile. Otello Renzi, il celebre maitre sommelier marchigiano, decanta gli abbinamenti dei vini scelti da lui nel ricco paniere del Consorzio dei Vini Piceni. Nel frattempo, nella grande cucina della Fiera, i cuochi dell’Associazione Italiana Cuochi, capitanati da Antonio Bedini, hanno moltiplicato il suo risotto in tanti risotti per la gioia del pubblico. Che blocca i nostri eroi per selfie e foto di gruppo. Si unisce anche il sindaco della città Andrea Pierotti. Orgoglioso e felice di questo ennesimo successo.
Due gli ingredienti principali del risotto di Mainardi, del suo risotto: il tartufo bianco di Acqualagna e la celebre Casciotta di Urbino. Il cascio, come amava chiamarlo Michelangelo Buonarroti, che lo scorso anno ha celebrato i 20anni di Dop. Il Consorzio tutela e raccoglie la produzione di latte di molti pastori locali. Un fiore all’occhiello dell’agroindustria marchigiana. Ma com’è il suo risotto?

Andrea Mainardi
Un ottimo Carnaroli, vino bianco, cipolla bianca, latte fresco e casciotta di Urbino. Tosta il riso in padella quel poco che basta a sentirlo tintinnare e lo bagna con il brodo. Sul palco si crea un attimo di suspance e il pubblico applaude. Con Federico Quaranta cresce il ritmo a ritmo di mantecatura. Mainardi fonde la casciotta nel latte, lentamente, mentre Paolo Cesaretti, brand manager del Consorzio racconta una storia bella che parte dalle morbide colline marchigiane, dai pascoli fino alla casciotta rotonda e gaudente. Adatta a qualsiasi preparazione culinaria. Lo dimostra Mainardi facendola diventare una morbida fonduta. E la cipolla? E il vino? Non dovevano andare all’inizio? Domanda una signora dalla platea. Quaranta la fa salire sul palco e il gioco spettacolo continua. Il nostro giovane cuoco svela il mistero del suo risotto. Fa appassire la cipolla nel vino fino sfumare l’alcool e svanire l’acidità della cipolla.
A risotto finito e, prima della mantecatura, ricompone il tutto, spegne il fuoco e unisce la casciotta fusa. Ultimo il Re tartufo bianco di Acqualagna che sprigiona, alla prima scaglia, un profumo irresistibile. Otello Renzi, il celebre maitre sommelier marchigiano, decanta gli abbinamenti dei vini scelti da lui nel ricco paniere del Consorzio dei Vini Piceni. Nel frattempo, nella grande cucina della Fiera, i cuochi dell’Associazione Italiana Cuochi, capitanati da Antonio Bedini, hanno moltiplicato il suo risotto in tanti risotti per la gioia del pubblico. Che blocca i nostri eroi per selfie e foto di gruppo. Si unisce anche il sindaco della città Andrea Pierotti. Orgoglioso e felice di questo ennesimo successo.


