Guide ai ristoranti verso una maggiore chiarezza
Numerose e con parametri di giudizi diversi, le guide italiane ai ristoranti dovrebbero essere più chiare e di più facile comprensione per il lettore: rivoluzionaria in questo senso la semplificazione de L'Espresso
Le guide ai ristoranti d'Italia sono numerose. Fin troppo: tutte impegnate a valutare i locali sparsi lungo il territorio nazionale, adottano spesso parametri di giudizio differenti tra loro, classificando i ristoranti con quotazioni che sfiorano talvolta il centesimo nel punteggio. Con questo metro di giudizio ci si ritrova spesso ad avere per un ristorante una differenza di voto da un anno all'altro anche di solo un quarto di punto, senza che questo piccolo "gap" venga giustificato in maniera chiara.

È invece dovere delle guide segnalare a cosa questo punteggio lievemente variato sia legato: una così minima differenza, se non giustificata, potrebbe derivare da un calo del servizio, ma anche dall'umore dell'ispettore di turno. È in questo contesto che si colloca e rivela il suo carattere rivoluzionario, almeno in Italia, la scelta della Guida Ristoranti de L'Espresso di eliminare finalmente i punteggi, lasciando solo i capelli, fino ad un massimo di 5. Un avvicinamento al metro di valutazione della Guida Michelin, una decisione volta a semplificare e, si auspica, a rendere più chiaro il giudizio dato ai ristoranti, così da venire incontro anche ai lettori, sempre meno interessati al fin troppo variegato mondo delle guide in Italia.
In una situazione in cui il numero di guide vendute in Italia è sempre più in calo, è un bene dare una scossa ad un sistema invecchiato, rendendo però chiaro il metro di giudizio adottato, anche con i cappelli e senza punteggi decimali. Non è un lavoro facile: le guide devono puntare soprattutto su praticità e verificabilità nei giudizi, fare attenzione a riportare tutte le informazioni più utili, raccogliere il maggior numero di dati. Per fare questo è necessario un impegno costante.
La nostra Guida Euro-Toques Italia si colloca invece su un altro piano: noi cuochi dell'associazione non vogliamo assurgere al ruolo di ispettori, desideriamo solo informare, farci conoscere, raccontare le nostre esperienze e la nostra cucina. Spetta a guide come quella de L'Espresso valutare il nostro operato, e comunicarlo in maniera chiara, efficace e soprattutto immediata alle persone.

È invece dovere delle guide segnalare a cosa questo punteggio lievemente variato sia legato: una così minima differenza, se non giustificata, potrebbe derivare da un calo del servizio, ma anche dall'umore dell'ispettore di turno. È in questo contesto che si colloca e rivela il suo carattere rivoluzionario, almeno in Italia, la scelta della Guida Ristoranti de L'Espresso di eliminare finalmente i punteggi, lasciando solo i capelli, fino ad un massimo di 5. Un avvicinamento al metro di valutazione della Guida Michelin, una decisione volta a semplificare e, si auspica, a rendere più chiaro il giudizio dato ai ristoranti, così da venire incontro anche ai lettori, sempre meno interessati al fin troppo variegato mondo delle guide in Italia.
In una situazione in cui il numero di guide vendute in Italia è sempre più in calo, è un bene dare una scossa ad un sistema invecchiato, rendendo però chiaro il metro di giudizio adottato, anche con i cappelli e senza punteggi decimali. Non è un lavoro facile: le guide devono puntare soprattutto su praticità e verificabilità nei giudizi, fare attenzione a riportare tutte le informazioni più utili, raccogliere il maggior numero di dati. Per fare questo è necessario un impegno costante.
La nostra Guida Euro-Toques Italia si colloca invece su un altro piano: noi cuochi dell'associazione non vogliamo assurgere al ruolo di ispettori, desideriamo solo informare, farci conoscere, raccontare le nostre esperienze e la nostra cucina. Spetta a guide come quella de L'Espresso valutare il nostro operato, e comunicarlo in maniera chiara, efficace e soprattutto immediata alle persone.


