Chissà se qualcuno ricorda di “Casablanca” - un cult della cinematografia - una battuta particolare del suo protagonista. Siamo ai tempi della Seconda guerra mondiale, la città di Casablanca è un protettorato francese e luogo d'accoglienza per chi fugge dalla guerra. In una scena un poliziotto chiede a Rick (interpretato da Humphrey Bogart) i motivi della sua presenza in Marocco. Questo candidamente risponde di essere lì per fare delle cure termali; il poliziotto molto seccato e sentendosi preso per i fondelli chiede: «Qui nel deserto?!?». Ed ecco che Rick prontamente replica con questa battuta memorabile: «Fui male informato!».



Essere male informati è una condizione in cui tutti noi spesso ci veniamo a trovare, specie nella quotidianità delle cose. C’è in atto oggigiorno una vera e propria guerra dell’informazione e della disinformazione, dove le nuove tecnologie sono entrate in gioco caratterizzando l’intero sistema, e dove chi fa comunicazione a volte trae vantaggi dal travisarne il contenuto.

Il termine comunicazione deriva dal verbo comunicare che nel suo significato originale (latino) vuol dire "mettere in comune", ossia condividere con gli altri pensieri, opinioni, esperienze, sensazioni e sentimenti. La comunicazione non è semplicemente parlare, ma presuppone necessariamente una relazione e quindi uno scambio. Senza l’ascolto la comunicazione sarebbe sterile, diverrebbe solo una parola o uno strumento e non anche un contenuto.

Noi tutti indistintamente siamo in mezzo a questo apparato, attraverso la radio, la televisione, i giornali, la rete internet. Spesso mi chiedo se realmente si può essere bene informati anche in questo eccesso di informazioni. Probabilmente sì, ed è su questo che la Federazione italiana cuochi punta oggi, cercando di farne il suo “cavallo di battaglia”.

Il nostro impegno è quello di fare e dare una corretta informazione al socio e al mondo esterno, raccontando i nostri intenti e il nostro operato. Abbiamo rafforzato con il mio insediamento il Dipartimento della Comunicazione Fic, dove, attraverso le nostre “piattaforme” (sito web, Facebook, Twitter, la nuova App e la rivista) i nostri tesserati sono informati in tempo reale, in una modalità basata sulla piena condivisione, e dove l’associato è diventato identità partecipata e integrata.

Puntare sempre più a una maggiore qualità e celerità della notizia è cosa prioritaria per la Fic. A distanza di oltre un anno, considerando da dove eravamo partiti, ritengo che si sia fatto un soddisfacente lavoro in tal senso e soprattutto, cosa importantissima, di non essere stati tutti noi, come Rick in Casablanca, male informati!