Fic, una grande famiglia forte e aperta ai cambiamenti
La Federazione italiana cuochi oggi è una vera famiglia, dove l’associato diventa identità partecipata ed è integrato ai mutamenti interni ed esterni in modo flessibile. L’obiettivo? Dare valore e stabilità ai membri
In occasione del mio primo anno di insediamento alla presidenza della Federazione italiana cuochi, molte sono state da parte di amici e colleghi tesserati, i ringraziamenti e gli elogi per aver saputo recuperare e rafforzare il nostro Ente nell’aspetto della condivisione, del coinvolgimento e della unità di fondamenti, attraverso quegli strumenti sui quali si basano i rapporti, e che sono tipici nel modello di famiglia.
La “famiglia” è un concetto molto utilizzato in ogni contesto: nelle relazioni, nei pensieri educativi, persino in ambito mediatico e di rete, basti pensare ai vari “social” che imperversano nella nostra vita quotidiana. Anche nel dibattito politico, proprio di questi giorni per questioni legislative si leggono proclami a favore della “famiglia tradizionale” e s’ipotizzano derive distruttive in caso di cambiamenti nel modo di intendere e definire la “famiglia”. Ma che cosa è la “famiglia”?

La famiglia è una vera e propria istituzione che si assume compiti educativi e di guida riguardanti la trasmissione dei valori sociali e l’integrazione dei suoi membri nella società. In definitiva è il primo percorso educativo per un giovane, dove poter coltivare la sua crescita equilibrata della sua personalità. Tutti questi concetti sono stati fatti propri e assimilati in questo nuovo percorso della Federazione dove, permettetemi un pizzico di vanto ma con altrettanta umiltà, ho cercato con tutte le mie forze di far sentire l’associato partecipe attivo alla vita condivisa del nostro Ente, facendolo identità partecipata e integrandolo ai mutamenti interni ed esterni in maniera flessibile.
La rigidità della Federazione italiana cuochi delle passate gestioni, (questo è una mia visione e nel pieno rispetto del “passato”), impediva gli adattamenti e le aperture verso l’esterno, verso i cambiamenti, verso le nuove mode e tecnologie di comunicazione, e verso le tempistiche di azione sempre più serrate. Il buon padre di famiglia vorrebbe tenere stretto a sé il suo figliolo: per amor suo non lo vuole esporre a rischi o a scelte che potrebbero mettere a repentaglio il suo futuro, ma questo non è la Federazione di oggi.
Ogni socio dirigente Fic deve saper camminare con le proprie gambe, saper fare le scelte giuste nell’interesse di tutta la “famiglia Federativa” dove i conflitti interni possono essere affrontabili privilegiando la concezione di “nucleo famigliare”, il cui compito principale è quello di dare senso, valore e stabilità ai suoi membri.
La Federazione insomma come una vera e propria famiglia. A ricordarlo e ribadirlo è stata la nostra guida spirituale, Don Pier Paolo Ottoni allo scorso consiglio nazionale a Roma, che ha rimarcato l’importanza che riveste la Federcuochi, quale guida e punto di riferimento per la nostra categoria nella figurazione di grande entità, e che secondo gli insegnamenti del patrono dei cuochi, San Francesco Caracciolo, deve mettersi al “servizio” per gli altri e per i propri soci con lo stesso spirito del buon padre di famiglia.
Questo ho cercato di creare; le manifestazioni di apprezzamento e di consenso che mi giungono dopo questo primo anno di mia gestione sono a riscontro degli obbiettivi posti ai miei buoni propositi. Questa è la nuova Federazione italiana cuochi: una rinnovata grande famiglia.
La “famiglia” è un concetto molto utilizzato in ogni contesto: nelle relazioni, nei pensieri educativi, persino in ambito mediatico e di rete, basti pensare ai vari “social” che imperversano nella nostra vita quotidiana. Anche nel dibattito politico, proprio di questi giorni per questioni legislative si leggono proclami a favore della “famiglia tradizionale” e s’ipotizzano derive distruttive in caso di cambiamenti nel modo di intendere e definire la “famiglia”. Ma che cosa è la “famiglia”?

La famiglia è una vera e propria istituzione che si assume compiti educativi e di guida riguardanti la trasmissione dei valori sociali e l’integrazione dei suoi membri nella società. In definitiva è il primo percorso educativo per un giovane, dove poter coltivare la sua crescita equilibrata della sua personalità. Tutti questi concetti sono stati fatti propri e assimilati in questo nuovo percorso della Federazione dove, permettetemi un pizzico di vanto ma con altrettanta umiltà, ho cercato con tutte le mie forze di far sentire l’associato partecipe attivo alla vita condivisa del nostro Ente, facendolo identità partecipata e integrandolo ai mutamenti interni ed esterni in maniera flessibile.
La rigidità della Federazione italiana cuochi delle passate gestioni, (questo è una mia visione e nel pieno rispetto del “passato”), impediva gli adattamenti e le aperture verso l’esterno, verso i cambiamenti, verso le nuove mode e tecnologie di comunicazione, e verso le tempistiche di azione sempre più serrate. Il buon padre di famiglia vorrebbe tenere stretto a sé il suo figliolo: per amor suo non lo vuole esporre a rischi o a scelte che potrebbero mettere a repentaglio il suo futuro, ma questo non è la Federazione di oggi.
Ogni socio dirigente Fic deve saper camminare con le proprie gambe, saper fare le scelte giuste nell’interesse di tutta la “famiglia Federativa” dove i conflitti interni possono essere affrontabili privilegiando la concezione di “nucleo famigliare”, il cui compito principale è quello di dare senso, valore e stabilità ai suoi membri.
La Federazione insomma come una vera e propria famiglia. A ricordarlo e ribadirlo è stata la nostra guida spirituale, Don Pier Paolo Ottoni allo scorso consiglio nazionale a Roma, che ha rimarcato l’importanza che riveste la Federcuochi, quale guida e punto di riferimento per la nostra categoria nella figurazione di grande entità, e che secondo gli insegnamenti del patrono dei cuochi, San Francesco Caracciolo, deve mettersi al “servizio” per gli altri e per i propri soci con lo stesso spirito del buon padre di famiglia.
Questo ho cercato di creare; le manifestazioni di apprezzamento e di consenso che mi giungono dopo questo primo anno di mia gestione sono a riscontro degli obbiettivi posti ai miei buoni propositi. Questa è la nuova Federazione italiana cuochi: una rinnovata grande famiglia.


