La ricetta (ri)trovata, prima edizione del Premio nazionale di cucina letteraria
Il concorso nazionale “La ricetta (ri)trovata” è dedicato agli allievi degli istituti alberghieri, capaci di proporre una creazione gastronomica che interpreti lo spirito e il senso del testo letterario a cui si ispira
Il Comune di Gressoney Saint Jean, in collaborazione con La Città del Gusto Torino nell’ambito della attività di promozione culturale, ha indetto la prima edizione del concorso nazionale “La ricetta (ri)trovata”. Obiettivo del premio è di promuovere la cucina del territorio, i prodotti e le pratiche agricole e culinarie di un ambiente particolare, quale quello alpino, a partire dal (pre)testo di un racconto o di una citazione letteraria, nata o contestualizzata nei medesimi luoghi.

Il premio e le menzioni puntano a dare un riconoscimento agli allievi delle classi quinte degli istituti alberghieri con sede in Italia, che propongano una creazione gastronomica capace di interpretare sia lo spirito e il senso del testo letterario, sia il contesto materiale, tradizionale o attuale, dei prodotti, delle pratiche agricole e della preparazione del cibo. Le dieci migliori proposte avranno modo di confrontarsi con l’invito degli allievi “ideatori”, a Gressoney Saint Jean nei giorni del 22 e 23 luglio con la proclamazione della migliore “ricetta (ri)trovata”.
La prima edizione del premio ha come (pre)testo letterario un estratto del libro di Natalia Ginzburg, “Lessico familiare”. A pag. 117 “Quando veniva il tempo della villeggiatura, mio padre prendeva in affitto una casa, sempre la stessa; ormai, da anni, non voleva più cambiar posto. Era una grande casa di pietre grige, che guardava su un prato: ed era a Gressoney, nella frazione di Perletoa.” e pag. 41, “Gli unici dolci che si mangiavano, però sempre a tavola, erano certe frittelle chiamate “gli smarren” che aveva insegnato non so che cuoca tedesca; sembra fossero economiche, e se ne mangiava così spesso, che non le potevamo più soffrire. Poi c’era un dolce che sapeva fare la Natalina, e che si chiamava “il dolce di Gressoney”; forse perché la Natalina aveva imparato a farlo quand’eravamo in montagna, a Gressoney.”
Il bando del corso si trova sul sito www.comune.gressoneystjean.ao.it. Le iscrizioni terminano il 29 aprile 2016.

Il premio e le menzioni puntano a dare un riconoscimento agli allievi delle classi quinte degli istituti alberghieri con sede in Italia, che propongano una creazione gastronomica capace di interpretare sia lo spirito e il senso del testo letterario, sia il contesto materiale, tradizionale o attuale, dei prodotti, delle pratiche agricole e della preparazione del cibo. Le dieci migliori proposte avranno modo di confrontarsi con l’invito degli allievi “ideatori”, a Gressoney Saint Jean nei giorni del 22 e 23 luglio con la proclamazione della migliore “ricetta (ri)trovata”.
La prima edizione del premio ha come (pre)testo letterario un estratto del libro di Natalia Ginzburg, “Lessico familiare”. A pag. 117 “Quando veniva il tempo della villeggiatura, mio padre prendeva in affitto una casa, sempre la stessa; ormai, da anni, non voleva più cambiar posto. Era una grande casa di pietre grige, che guardava su un prato: ed era a Gressoney, nella frazione di Perletoa.” e pag. 41, “Gli unici dolci che si mangiavano, però sempre a tavola, erano certe frittelle chiamate “gli smarren” che aveva insegnato non so che cuoca tedesca; sembra fossero economiche, e se ne mangiava così spesso, che non le potevamo più soffrire. Poi c’era un dolce che sapeva fare la Natalina, e che si chiamava “il dolce di Gressoney”; forse perché la Natalina aveva imparato a farlo quand’eravamo in montagna, a Gressoney.”
Il bando del corso si trova sul sito www.comune.gressoneystjean.ao.it. Le iscrizioni terminano il 29 aprile 2016.


