Dal ristorante stellato alla trattoria, la cucina italiana può trainare il turismo
Spingere l'economia e attrarre visitatori dall'estero migliorando il rapporto con il cliente e valorizzando sia le eccellenze del nostro territorio che le tradizioni regionali in tavola in tutte le attività ristorative
Mentre i media di tutto il mondo puntano sempre di più i propri riflettori sul mondo della cucina, lo stile italiano tra i fornelli sta scalando la vetta, portandosi in una posizione di assoluto prestigio tra le tradizioni a tavola del mondo. Considerando questo non un punto di arrivo, quanto di partenza, l’Italia deve ora valorizzare la sua cultura e la sua offerta enogastronomiche, trasformare la sua cucina d’eccezione in un traino per il turismo e quindi per l’economia.

La cucina italiana è infatti motivo non solo di vanto per noi italiani, quanto anche di attrazione per turisti stranieri, che sempre più frequentemente visitano il Belpaese alla ricerca della sua variegata ed eccezionale offerta enogastronomica. Le nostre grandi città, capaci di chiamare curiosi da tutto il mondo, possono approfittare di questa ricchezza aumentando così il numero di visitatori nazionali e internazionali: così facendo una città come Venezia, che ogni anno conta già 20milioni di turisti, può arrivare ai livelli di Parigi (quasi il doppio) o di New York, che ne conta addirittura 50milioni l’anno.
Questo obiettivo tuttavia non è da intendersi esclusivamente per le grandi città e i ristoranti più blasonati: al contrario tutto il comparto ristorativo dovrebbe approfittare della ricchezza enogastronomica italiana: dall’albergo di lusso al ristorante di città, dalla trattoria di paese all’agriturismo in campagna, ogni attività deve valorizzare le eccellenze che il nostro territorio offre, i suoi prodotti unici al mondo, promuovendoli, facendoli conoscere, rendendoli ingredienti primi e unici dei piatti tipici delle nostre tradizioni regionali.
È facendo questo che un cuoco diventa prima di tutto ambasciatore del territorio, garante della qualità della nostra enogastronomia al cliente. E per farlo al meglio è bene crei un rapporto di collaborazione con i produttori, garantendo il valore del prodotto scelto e la sua provenienza, per poi nobilitarlo in proposte tradizionali con tecniche sempre all’avanguardia. in secondo luogo deve creare un rapporto di contatto con il cliente, spiegando il piatto, motivando la scelta di una materia prima piuttosto che di un’altra, raccontando in maniera dettagliata la storia di quei singoli prodotti capaci di rendere l’Italia un Paese unico al mondo.

La cucina italiana è infatti motivo non solo di vanto per noi italiani, quanto anche di attrazione per turisti stranieri, che sempre più frequentemente visitano il Belpaese alla ricerca della sua variegata ed eccezionale offerta enogastronomica. Le nostre grandi città, capaci di chiamare curiosi da tutto il mondo, possono approfittare di questa ricchezza aumentando così il numero di visitatori nazionali e internazionali: così facendo una città come Venezia, che ogni anno conta già 20milioni di turisti, può arrivare ai livelli di Parigi (quasi il doppio) o di New York, che ne conta addirittura 50milioni l’anno.
Questo obiettivo tuttavia non è da intendersi esclusivamente per le grandi città e i ristoranti più blasonati: al contrario tutto il comparto ristorativo dovrebbe approfittare della ricchezza enogastronomica italiana: dall’albergo di lusso al ristorante di città, dalla trattoria di paese all’agriturismo in campagna, ogni attività deve valorizzare le eccellenze che il nostro territorio offre, i suoi prodotti unici al mondo, promuovendoli, facendoli conoscere, rendendoli ingredienti primi e unici dei piatti tipici delle nostre tradizioni regionali.
È facendo questo che un cuoco diventa prima di tutto ambasciatore del territorio, garante della qualità della nostra enogastronomia al cliente. E per farlo al meglio è bene crei un rapporto di collaborazione con i produttori, garantendo il valore del prodotto scelto e la sua provenienza, per poi nobilitarlo in proposte tradizionali con tecniche sempre all’avanguardia. in secondo luogo deve creare un rapporto di contatto con il cliente, spiegando il piatto, motivando la scelta di una materia prima piuttosto che di un’altra, raccontando in maniera dettagliata la storia di quei singoli prodotti capaci di rendere l’Italia un Paese unico al mondo.


