Via libera del Senato al ddl vino. Più controlli su produzione e commercio
Il disegno di legge passato all'unanimità al Senato prevede una maggiore salvaguardia nel settore del vino; le contraffazioni di contrassegni saranno sanzionate fino a 100mila euro. Si attende l'approvazione della Camera
Il disegno di legge sulla disciplina organica della coltivazione della vite e della produzione e del commercio del vino è passato all'unanimità (178 voti) dall'aula del Senato. Sono tre gli emendamenti ad essere stati approvati: una sanzione da 30mila a 100mila euro per le contraffazioni o alternazioni dei contrassegni; il richiamo a regolamenti della Commissione europea; una correzione formale che riguarda la salvaguardia dei vigneti storici.

«Il gruppo Ala - dichiara Giuseppe Ruvolo, senatore siciliano del gruppo Ala e componente della commissione Agricoltura - ha votato convintamente la proposta di disciplina organica della coltivazione della vite e della produzione e del commercio del vino. Un provvedimento che semplifica alcuni adempimenti diventati, nel corso del tempo, un ostacolo per il comparto e razionalizza i controlli per evitare una serie infinita di verifiche senza un quadro di riferimento chiaro. Un'ultima parola di plauso per l'ordine del giorno presentato dal senatore D'Alì, giustamente accolto dal governo, che contiene impegni importanti per quanto riguarda il Marsala».
«Un provvedimento così importate - commenta Lucio Tarquinio, senatore di Cor - per il significato e il peso della produzione di vino sull'economia italiana avrebbe meritato ben altra attenzione da parte di quest'Aula. Mi sarei aspettato anche una disponibilità maggiore da parte del viceministro Olivero, che avrebbe potuto accogliere le tante sensate osservazioni fatte nel corso della discussione. Nonostante le riserve, noi conservatori e riformisti siamo complessivamente soddisfatti del lavoro svolto e per questo favorevoli al provvedimento».
«Il Consorzio di tutela del vino Marsala - afferma Antonio D'Alì, senatore e vicepresidente del Gruppo Forza Italia - non deve essere escluso dai benefici della legge sui consorzi vitivinicoli. Non è pensabile che nel nostro Paese si possa penalizzare una produzione che è stata la prima a ottenere il riconoscimento Doc (addirittura nel 1931) e che è la produzione italiana più conosciuta nel mondo intero e l'unica Doc di vino liquoroso. Il governo ha accolto la mia richiesta impegnandosi a provvedere al più presto a una modifica del decreto legislativo di competenza dell'esecutivo includendo in modo inequivocabile il Consorzio di tutela del vino Marsala tra i consorzi riconosciuti ai sensi della predetta normativa. Il Senato ha approvato la mia richiesta all'unanimità».

«Il gruppo Ala - dichiara Giuseppe Ruvolo, senatore siciliano del gruppo Ala e componente della commissione Agricoltura - ha votato convintamente la proposta di disciplina organica della coltivazione della vite e della produzione e del commercio del vino. Un provvedimento che semplifica alcuni adempimenti diventati, nel corso del tempo, un ostacolo per il comparto e razionalizza i controlli per evitare una serie infinita di verifiche senza un quadro di riferimento chiaro. Un'ultima parola di plauso per l'ordine del giorno presentato dal senatore D'Alì, giustamente accolto dal governo, che contiene impegni importanti per quanto riguarda il Marsala».
«Un provvedimento così importate - commenta Lucio Tarquinio, senatore di Cor - per il significato e il peso della produzione di vino sull'economia italiana avrebbe meritato ben altra attenzione da parte di quest'Aula. Mi sarei aspettato anche una disponibilità maggiore da parte del viceministro Olivero, che avrebbe potuto accogliere le tante sensate osservazioni fatte nel corso della discussione. Nonostante le riserve, noi conservatori e riformisti siamo complessivamente soddisfatti del lavoro svolto e per questo favorevoli al provvedimento».
«Il Consorzio di tutela del vino Marsala - afferma Antonio D'Alì, senatore e vicepresidente del Gruppo Forza Italia - non deve essere escluso dai benefici della legge sui consorzi vitivinicoli. Non è pensabile che nel nostro Paese si possa penalizzare una produzione che è stata la prima a ottenere il riconoscimento Doc (addirittura nel 1931) e che è la produzione italiana più conosciuta nel mondo intero e l'unica Doc di vino liquoroso. Il governo ha accolto la mia richiesta impegnandosi a provvedere al più presto a una modifica del decreto legislativo di competenza dell'esecutivo includendo in modo inequivocabile il Consorzio di tutela del vino Marsala tra i consorzi riconosciuti ai sensi della predetta normativa. Il Senato ha approvato la mia richiesta all'unanimità».

