Pareggio ai fornelli tra Emilia e Romagna. Una sfida per ricordare le tradizioni
A Palazzo Re Enzo di Bologna la “sfida civile” ha visto protagonisti i cappelletti contro i tortellini, nel contesto generale della 1ª edizione di CiBò So Good. Vince per tradizione la Romagna, per creatività Bologna
Emilia e Romagna si sono affrontate a Palazzo Re Enzo di Bologna al centro di una sfida gastronomica organizzata dall’associazione Tour-tlen, una risto-associazione tesa a dare nuovo sapore e slancio alla città petroniana partendo dall’impegno dei professionisti del gusto. Dopo essersi confrontata nelle scorse edizioni con Modena, questa volta l’associazione si è misurata con la Romagna rappresentata da un folto gruppo di chef aderenti. Tema della sfida: il tortellino contro il cappelletto tra tradizione e ricette creative.

Al di la dell’esito della rassegna che ha visto la partecipazione di un folto pubblico (circa 200 persone), il tema palesemente in evidenza era rappresentato dalla volontà di divulgare e difendere una specialità tipica della regione e creare collaborazione e momenti d’incontro utili per sottolineare le peculiarità di ciascun ristoratore partecipante. Lo storico palazzo ha ospitato, quindi, per tre giorni la prima edizione di “CiBò So Good!” nel corso della quale i partecipanti hanno presentato una carrellata di proposte culinarie interpretate secondo i canoni classici insieme ad altre più innovative.
Quattro chef bolognesi (Francesco Carboni dell’Acqua Pazza, Vincenzo Vottero (nella foto) dell’Antica Trattoria del Reno, Dario Picchiotti della Trattoria Sacerno, Claudio Sordi de I Carracci) hanno sfidato quattro chef romagnoli dell’associazione Caplèt (Riccardo Agostini del Piastrino di Pennabilli, Ombretta Farneti dell’agriturismo Mulino d’Ortano, Alberto Faccani del Magnolia di Cesenatico, Le Mariette di Casa Artusi) proponendo ognuno di loro quattro ricette di pasta ripiena partendo dalla più tradizionale alla più creativa.
La serata era divisa in due parti. Nel corso della prima la tradizione (due assaggi di tortellini e due di cappelletti,) nella seconda con le stesse modalità libertà di vincoli dalla tradizione. La sfida è terminata in pareggio. Per la tradizione ha vinto la Romagna con le Mariette di Casa Artusi, per la parte creativa si è imposta Bologna con Vincenzo Vottero dell’Antica Trattoria del Reno. Un pareggio giudicato equo dalla giuria popolare che ha votato ma, soprattutto, una conferma che le sfide gastronomiche servono a divulgare la cultura dl cibo e a valorizzare prodotti tipici del territorio a beneficio dei buongustai, dei palati più raffinati ma anche dei turisti desiderosi di nuove esperienze.

Al di la dell’esito della rassegna che ha visto la partecipazione di un folto pubblico (circa 200 persone), il tema palesemente in evidenza era rappresentato dalla volontà di divulgare e difendere una specialità tipica della regione e creare collaborazione e momenti d’incontro utili per sottolineare le peculiarità di ciascun ristoratore partecipante. Lo storico palazzo ha ospitato, quindi, per tre giorni la prima edizione di “CiBò So Good!” nel corso della quale i partecipanti hanno presentato una carrellata di proposte culinarie interpretate secondo i canoni classici insieme ad altre più innovative.
Quattro chef bolognesi (Francesco Carboni dell’Acqua Pazza, Vincenzo Vottero (nella foto) dell’Antica Trattoria del Reno, Dario Picchiotti della Trattoria Sacerno, Claudio Sordi de I Carracci) hanno sfidato quattro chef romagnoli dell’associazione Caplèt (Riccardo Agostini del Piastrino di Pennabilli, Ombretta Farneti dell’agriturismo Mulino d’Ortano, Alberto Faccani del Magnolia di Cesenatico, Le Mariette di Casa Artusi) proponendo ognuno di loro quattro ricette di pasta ripiena partendo dalla più tradizionale alla più creativa.
La serata era divisa in due parti. Nel corso della prima la tradizione (due assaggi di tortellini e due di cappelletti,) nella seconda con le stesse modalità libertà di vincoli dalla tradizione. La sfida è terminata in pareggio. Per la tradizione ha vinto la Romagna con le Mariette di Casa Artusi, per la parte creativa si è imposta Bologna con Vincenzo Vottero dell’Antica Trattoria del Reno. Un pareggio giudicato equo dalla giuria popolare che ha votato ma, soprattutto, una conferma che le sfide gastronomiche servono a divulgare la cultura dl cibo e a valorizzare prodotti tipici del territorio a beneficio dei buongustai, dei palati più raffinati ma anche dei turisti desiderosi di nuove esperienze.


