Un anno di crescita e ricco di soddisfazioni per Cifa-Centro italiano forniture alberghiere, che nel 2015 ha lanciato sul mercato della ristorazione e dell’hotellerie nuove linee di piatti e accessori per la tavola, tra cui si è distinta la linea “SuMisura”, interamente personalizzata in base alle richieste del cliente ristoratore. Per fare un bilancio dell’anno da poco concluso e per scoprire i trend per il 2016, abbiamo intervistato Angelo Fanfarillo (nella foto), vicepresidente Cifa.

Angelo Fanfarillo

Nel 2015 Cifa ha registrato uno sviluppo significativo. Quali sono stati i fattori e le strategie che hanno dato una spinta maggiore alla crescita?
Siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti negli ultimi anni. Dopo un 2014 che possiamo definire “strepitoso”, anche il 2015 ha registrato una crescita importante (+10%). Sicuramente uno dei punti di forza di Cifa è la nostra capacità di offrire un servizio a 360 gradi, non limitato solamente alla vendita. Oggi infatti il cliente trova in noi un punto di riferimento, vede un’azienda in grado di indirizzarlo verso la scelta migliore, consigliando la soluzione più consona alle specifiche esigenze. Inoltre Cifa ha uno sguardo costante su quelle che sono le ultime novità e i trend più interessanti, non solo in Italia: infatti giriamo continuamente il mondo per trovare i prodotti migliori, lanciamo le mode e spesso determiniamo le tendenze di maggior successo. Per tutte queste ragioni il cliente trova in noi un punto di riferimento per la sua attività.

Il 2015 verrà senz’altro ricordato come l’anno di Expo. L’Esposizione universale di Milano ha riacceso i riflettori sul settore del food e della ristorazione. Cifa è stato fornitore ufficiale di Cir food per i format di cucina durante i 6 mesi di manifestazione: come è andata questa esperienza e che cosa ha rappresentato?
Expo è stata un’esperienza straordinaria, che abbiamo potuto vivere a 360 gradi anche grazie alla breve distanza dalla nostra sede aziendale. Il successo di Cir food è stato anche il nostro, poiché allestire 22 punti di ristoro nel sito, con format differenti, non è un lavoro semplice e che tutti sono in grado di svolgere al meglio. Oltre alla nostra presenza nell’area fieristica, che ci ha permesso di realizzare anche altri progetti paralleli, Expo ha generato, al di fuori della manifestazione, un grosso indotto, con diverse aperture nel corso dei mesi (a Milano si sono contati 100 nuovi locali) e anche un consumo significativo.



Negli ultimi mesi del 2015 avete presentato al pubblico la nuova linea “SuMisura”, nata da un ambizioso progetto che porta la sua firma. Si tratta di piatti in porcellana di alta qualità personalizzati secondo le esigenze della clientela, che garantiscono risultati sia funzionali che estetici. Qual è la filosofia che sta dietro a questo innovativo progetto?
SuMisura è un progetto che sento “mio” al 100%. È il risultato di più di un anno di prove di modellazione, di decoro e di cottura. Grazie a SuMisura siamo riusciti a “stravolgere” i canoni delle ristorazione di tutti i giorni, molto inflazionata dagli stessi prodotti per la tavola, quasi sempre differenti solo nella forma.

Entriamo più nel dettaglio: quali sono le caratteristiche peculiari che distinguono “SuMisura” rispetto alle linee per la tavola tradizionali?
SuMisura è la prima porcellana al mondo realizzata totalmente “a mano” per un uso professionale. Esistono moltissimi ceramisti, anche in Italia, che modellano piatti, ma un prodotto specifico destinato ad un utilizzo intensivo ancora non era stavo inventato. Oggi proponiamo 336 combinazioni di forme e colori, ma abbiamo terminato anche delle realizzazioni speciali per alcuni nostri clienti.

Come è stata accolta questa nuova linea, quali riscontri ha avuto?
Il progetto nasce in Italia, dalla consulenza di importanti e conosciuti chef e subito, come del resto immaginavamo, è esplosa la richiesta un po’ in tutto il mondo. Oggi abbiamo richieste da tutto il mondo, soprattutto dai Paesi europei (Francia, Inghilterra, Spagna), dal Benelux (Belgio, Paesi Bassi) e dai Paesi scandinavi (Svezia, Norvegia).



Quali sono secondo lei le nuove tendenze che si svilupperanno nel 2016 nell’ambito della “mise en place” e delle attrezzature per il servizio?
Prevedo un 2016 ancora più complesso nella scelta degli articoli per la “mise en place” della tavola. L’offerta è in continua crescita e spesso il cliente si ritrova disorientato, non sa più come muoversi. A livello di tendenze, sicuramente oggi va per la maggiore il vintage, il ritorno al passato, per fare “rivivere” la tavola di una volta. Ecco dunque collezioni “antiche”, sia al bar (calici e bicchieri intagliati) che sulla tavola (posate invecchiate, porcellana con decoro e così via). Noi cerchiamo di superare questo momento proponendo più la tradizione che l’antichità, quindi prodotti freschi, che non diano tanto la suggestione del “vecchio”, ma del “classico”.

Può darci qualche anticipazione sui nuovi progetti di Cifa per i prossimi mesi?
Assolutamente sì. Stiamo cercando di realizzare due colorazioni decorate a mano, più accessibili dal punto di vista economico e molto indicate per quelle fasce di clienti che cercano di contenere i costi.


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