Tartufo, per garantire la tracciabilità si lavora a un nuovo programma di tutela
Il ministero delle Politiche agricole è al lavoro per avviare un processo di regolamentazione della filiera del tartufo. Tutelare chi lo coltiva, chi lo commercia e chi lo consuma, è l'obiettivo primario
Si è svolta oggi 12 gennaio la riunione di coordinamento del settore del tartufo, con lo scopo di avviare un piano di lavoro a lungo termine e un percorso condiviso che possa garantire tartuficoltori, cavatori, commercianti, trasformatori e consumatori. Nel corso dell’incontro, sono stati discussi temi fondamentali per la crescita del settore, dalla tracciabilità del prodotto, alla fiscalità, alle modalità per la messa in commercio di prodotti a base di tartufo e la valorizzazione del settore.

«Obiettivo di questo incontro - ha dichiarato il vice ministro Andrea Olivero - è stato quello di avviare un processo di regolamentazione che sia funzionale alla crescita e in una logica di filiera. Occorre tutelare chi coltiva, chi commercia, chi consuma. Del resto il tartufo è innanzitutto un alimento ed è necessario garantirne la tracciabilità, requisito fondamentale per il consumatore ma anche strumento di tutela del prodotto nazionale rispetto ai tartufi di provenienza estera».
«Per quanto riguarda la fiscalità - ha continuato il vice ministro - è necessario superare le incongruenze dell’attuale sistema di tassazione, infine occorre mettere in campo, con impegno e determinazione, iniziative ad hoc per la valorizzazione, considerando le notevoli potenzialità sul mercato nazionale ed internazionale. Il lavoro avviato oggi proseguirà con la convocazione di un tavolo istituzionale con le Regioni, le Commissioni agricoltura di Camera e Senato ed i promotori di iniziative legislative sul settore».

«Obiettivo di questo incontro - ha dichiarato il vice ministro Andrea Olivero - è stato quello di avviare un processo di regolamentazione che sia funzionale alla crescita e in una logica di filiera. Occorre tutelare chi coltiva, chi commercia, chi consuma. Del resto il tartufo è innanzitutto un alimento ed è necessario garantirne la tracciabilità, requisito fondamentale per il consumatore ma anche strumento di tutela del prodotto nazionale rispetto ai tartufi di provenienza estera».
«Per quanto riguarda la fiscalità - ha continuato il vice ministro - è necessario superare le incongruenze dell’attuale sistema di tassazione, infine occorre mettere in campo, con impegno e determinazione, iniziative ad hoc per la valorizzazione, considerando le notevoli potenzialità sul mercato nazionale ed internazionale. Il lavoro avviato oggi proseguirà con la convocazione di un tavolo istituzionale con le Regioni, le Commissioni agricoltura di Camera e Senato ed i promotori di iniziative legislative sul settore».

